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mar, 17 set 2019
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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (terza parte)

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Comment: DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni - Prima Parte



Il valore del considerare normale la disabilità
Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali. - Umberto Eco, Il pendolo di Foucault, 1988
C'è un uomo che sale sopra una cattedra, davanti a un gruppo di ragazzi. È un uomo di mezza età. Ha una buona cultura. Sa che sta facendo qualcosa di sbagliato e, probabilmente, diseducativo. Lo fa di fronte a dei ragazzi.

I ragazzi avranno fra i sedici e i diciotto anni. È un'età delicata. È ancora possibile plasmare le loro menti. Di più sono menti che vivono di assoluti, ricercano le novità. Sono studenti, in una classe. Quell'uomo è il loro insegnante. Una figura di riferimento. Ha un curriculum eccellente, è nel pieno delle sue facoltà mentali. Compie quel gesto di proposito.

Perché lo fa? Non c'è da ragionarci troppo sopra. Ce lo dice lui stesso subito dopo averlo fatto: «Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse».

Non so se questa scena si sia mai svolta nella realtà. È un'immagine presa dal film L'attimo fuggente di Peter Weir. L'insegnante è interpretato da un bravissimo Robin Williams. Siamo quasi al principio del film. La scena conclusiva di quel film ci mostrerà tutti quei ragazzi salire senza timori sul loro banco per salutare quell'insegnante sconfitto da un sistema che chiede una forma di omologazione che lui non è più disposto a dare.

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Come affrontare i momenti difficili della vita

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© Alexandra Thompson
Durante la nostra vita possiamo trovarci davanti a dei momenti che ci appaiono davvero difficili da affrontare. E' normale che la nostra esistenza sia costellata di alti e bassi. Altrimenti non avremmo alcuna opportunità per crescere, imparare ed evolverci. Ciò che non dovremmo mai dimenticare è che, anche di fronte ad un momento davvero difficile, siamo noi stessi a decidere il nostro atteggiamento positivo o negativo verso una determinata situazione.

E proprio la scelta dell'atteggiamento da adottare di fronte alle difficoltà potrà risultare determinante sull'evoluzione della situazione in cui ci troviamo e sulla nostra capacità di apprendere qualcosa di nuovo da un'esperienza che all'apparenza ci fa sentire di fronte ad un vicolo cieco. Adottare un atteggiamento totalmente negativo e lasciarci travolgere da esso può portarci ad una vera e propria paralisi e all'incapacità di agire. Vi sarà forse capitato di sentirvi intrappolati e di non sapere quale direzione prendere di fronte ad una scelta difficile.

Il primo passo, fondamentale, consiste nel prendere coscienza di una situazione difficile in tutti i suoi aspetti e nell'accettarla per quella che è. Forse in questo momento scappare sembrerebbe più semplice. Ma vivere sempre in fuga è impossibile. Quando si cerca di chiudere gli occhi davanti a qualcosa che non si vuole affrontare, in realtà si sta tentando di scappare da se stessi e dalle proprie responsabilità. Forse in questo momento credete di non avere alcuna responsabilità rispetto a ciò che vi sta accadendo. In ogni caso, però, potrete provare a controllare le vostre reazioni agli eventi e a determinarne le conseguenze.

Come ci ricorda il principio 90/10 di Stephen Covey, tutto ciò che ci accade è determinato soprattutto da noi stessi. E se guardiamo alle filosofie orientali, scopriamo che ad ogni nostra azione corrisponde una reazione. Ogni azione che compiamo ha sempre una conseguenza. Se ora ci troviamo ad affrontare un momento difficile, proviamo a lavorare innanzitutto su noi stessi e a riflettere su ciò che potremmo fare per migliorare la situazione attuale, dato che non possiamo cambiare il passato.

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Dieci Effetti Benefici della Meditazione sul Nostro Cervello

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© tinybuddha.com
Immaginate un'attività che ci permetta di migliorare le nostre abilità emotive, aumentare la nostra soglia del dolore, migliore le nostre capacità cognitive e di multitasking e altro ancora. Immaginate che quest'attività possa essere svolta senza dover spendere molti soldi, richiedendo attrezzature estremamente economiche e facilmente reperibili, senza bisogno di ulteriori prodotti (e tantomeno farmaci o altre sostanze). Questa attività si chiama meditazione, la quale fa molto di più del renderci semplicemente "rilassati". Prendendo spunto da questo articolo, qua sotto vi elencherò 10 effetti benefici della meditazione.

1 - Migliora il controllo emotivo (a lungo termine)


Durante la meditazione raggiungiamo stati di benessere e ci sentiamo in pace con il mondo. Ma poi dobbiamo tornare alla "vita" fatta di lavoro, partenti, compagni, bollette da pagare e file alla posta. Quindi alcuni ricercatori si sono chiesti se questi benefici "emotivi" fossero solo legati al momento della meditazione o si estendessero anche alla vita quotidiana. Essi hanno quindi chiesto ad un gruppo di persone di partecipare ad un programma di meditazione per 8 settimane, scansionando tramite risonanza magnetica funzionale la loro attività cerebrale prima e dopo il corso, mentre erano esposti ad immagini a destinate a suscitare reazioni emotive positive, negative o neutre. Dopo 8 settimane di meditazione l'attività dell'amigdala dei partecipanti, una parte del cervello che si attività in risposta a stimoli e situazioni emotive, specialmente di carattere negativo, si era ridotta, suggerendo che l'effetto benefico sul controllo della risposta emotiva continua ad essere presente anche quando non si sta' meditando.

2 - Ci rende più compassionevoli


Uno studio recente ha messo il luce come le persone che meditano tendano ad avere un più alto livello di compassione. Un gruppo di partecipanti veniva lasciato in una sala d'attesa con altre due persone che erano, all'insaputa del partecipante, complici dello sperimentatore. Dopo poco un altro attore è entrato nella sala d'attesa con le stampelle, fingendo di essere molto sofferente. I due complici seduti hanno ignorato il nuovo arrivato, segnalando al partecipante di ignorare quella persona a sua volta. Molti partecipanti hanno effettivamente ignorato l'attore in stampelle. Tuttavia coloro che praticavano la meditazione avevano il 50 % in più di probabilità di aiutare la persona sofferente. Questo nonostante la "norma sociale" della situazione era di "ignorare" quella persona.

3 - Modifica le nostre strutture cerebrali


La meditazione è una tecnica talmente potente che, dopo solo otto settimane, la struttura del nostro cervello si modifica. Questo è il risultato di uno studio di risonanza magnetica strutturale nel quale il cervello di 16 partecipanti veniva "fotografato" prima e dopo un corso di meditazione. Rispetto ad un gruppo di controllo (che non aveva fatto il corso), la densità della sostanza grigia nell'ippocampo, un'area associata con l'apprendimento e la memoria , era aumentata. La meditazione sembra quindi migliorare la "plasticità" del cervello.

Commenta: Come e stato menzionato dal autore dell'articolo, noi gli esseri umani siamo esposti quotidianamente ad un alto livello di stress che deriva pratticamente da ogni tipo di attività che intrapendiamo. La meditazione e davvero un'efficace soluzione per ridurre lo stress e non solo, perciò consigliamo ai nostri lettori di provare il nostro sistema di meditazione Éiriú Eolas (pronunciato "Airu-Olas"), il sorprendente e scientifico programma di controllo dello stress, guarigione, disintossicazione e di ringiovanimento, la chiave che vi aiuterà a cambiare la vostra vita immediatamente ed in modo evidente:

i comprovati vantaggi del programma Éiriú Eolas includono:

- Controllo istantaneo dello stress in situazioni che richiedono molto dispendio di energia
- Disintossicazione del corpo con conseguente sollievo dal dolore
- Rilassamento e lavoro dolce su traumi emotivi e psicologici del passato
- Rigenerare e ringiovanire il corpo e la mente.

La tecnica Éiriú Eolas è disponibile gratuitamente.


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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (seconda parte)

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© roseepiante.it



Comment: DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni - Prima Parte



Il senso della normalità


Il tempo era un'etenità, di pensiero in pensiero le cose non si facevano mai, i giorni passavano senza concludere nulla, si doveva prendere una decisione, dovevo capire cosa fare, quel discorso fatto dal mio amico medico mi dava da pensare.
" Voi per vostra figlia Fabiola non potete fare nulla, il problema è genetico, fino a quando non si risolve quel problema non c'è nulla da fare (ovviamente sui "geni" non ci sarà mai una soluzione, quelli sono e quelli rimarranno), quel cromosoma in più non si può modificare, inutile portare vostra figlia a destra e sinistra soluzioni non ce ne sono, però tua figlia dipende da voi, voi potete fare tanto per lei, la buona riuscita sta a voi stabilirla".
Per capire questa contraddizione nei termini "non poter fare nulla e fare tutto allo stesso tempo" mi dava da pensare, non capivo se da un lato non c'era nulla da fare, dall'altro lato dipendeva da noi genitori, questo pensiero mi portò a un isolamento totale di una settimana.

Settimana lunga e piena di spunti è stata quella settimana fine ottobre del 1984, giorni di totale isolamento da quel ronzio continuo di "poverina, che dolore, che natura maligna, ecc. ecc. ", parole pronunciate da tutti coloro che facevano visita a Fabiola, che ormai mi davano fastidio, mi portavano ancora più confusione, concetti che non portavano a nulla se non alla disperazione. È stata una settimana dedicata tutta a Fabiola e alla sua crescita, a come iniziare un percorso di crescita che si annunciava non normale e pieno di insidie, settimana chiuso fra quei quattro muri in via Bartolo a Mazzarino e un piccolo bagno adiacente, in piena solitudine, settimana di meditazione per riflettere su quelle parole del mio amico medico, su quella contraddizione in cui vi erano celati i segreti educativi per far crescere una Down.

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni

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La nascita e il mio passato


Da una considerazione sempre più affascinante, più carica di emozioni mi viene in mente che il dato "negativo" aiuta la crescita. Il rumore sempre crescente di una società cinica e imperante, alla mia rosa rosa colore Fabiola ha dato aiuto insostituibile, tanto da suscitare in me la voglia di raccontare i suoi passi e la sua vita. Fabiola Buscema 31 anni, Down affascinante, carica di trascinanti valori umani e di rare bellezze.

La mattinata è lunga e di corsa ma bisogna attendere, tutto deve svolgersi come deve andare, non si può modificare nulla, tutto deve camminare per i suoi passi già stabiliti. Quanta paura c'è dentro di noi quanta tristezza c'è nella paura che si annida inconsapevolmente dentro di noi. La luce non è mai la prima cosa a cui pensiamo, si pensa al buio prima di tutto, al negativo, alle cose brutte, i medici poi non parliamone, la prima cosa che ti dicono "tua figlia è una Down" con il tono di un colpa insuperabile, di una sofferenza intramontabile di la da venire. C'era una rabbia repressa, inesplosa, nella voce di quel medico che ti dava la notizia e poi una specie di necessità, che da un lato doveva essere di comunicazione e dall'altro ti doveva necessariamente incutere preoccupazione. Il destino ci aveva dato una sorpresa che rientrava nel gioco della vita, ma le parole dette davano preoccupazioni.

Di riflesso, interiormente, a quelle parole Cercavo un nemico, qualcosa con cui battermi. Perché ero abituato a muovermi fra le sfide, fra mille difficoltà, fra tutte quelle notizie di pessimo gusto che avvolgevano la mia vita, nello stesso tempo A vincerle e a trovarne le soluzioni. In me C'era la ricerca di un senso che non trovavo, c'era questo e altre cose ancora in quei momenti con cui parlavo e ascoltavo il medico che mi annunciava la nascita di Fabiola. Settimane passate tra dubbi e perplessità, i giorni non passavano mai, le soluzioni stentavano a venire e non erano sempre quelle giuste.

Commenta: Questo articolo scritto Da Angelo Buscema è la prima parte del racconto sulla vita della figlia Fabiola che ha la sindrome di Down, un racconto grazie al quale avremo l'occasione di conoscere e capire meglio l'esperienza della vita di queste persone gentili e dolci.


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6 segnali che indicano che siete stati cresciuti da un genitore narcisista

Per gli estranei vostro padre è una sorta di potentissima "calamita sociale" capace di attirare persone delle più svariate estrazioni. Vostra madre è la donna perfetta, che cerca di accontentare tutti e si destreggia tra mille cose con estrema facilità.
Ma una volta chiusa la porta di casa, la messinscena sparisce. Solo tu, come figlio, sai cosa significa sopportare la loro freddezza per giorni, magari dovuta a una banale sciocchezza. O tollerare il peso delle loro continue pretese di "perfezione" e dimostrazioni di forza, non sempre appropriate per la tua età. Tu solo sai cosa significa avere dei genitori narcisisti.

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Sindrome di Down, 11 ottobre giornata nazionale. "Diritto all'indipendenza"

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In oltre 200 piazze italiane, i volontari offriranno una tavoletta di cioccolato in cambio di un contributo per sostenere i progetti di autonomia abitativa e di inclusione sociale. "Le persone con questa anomalia cromosomica - sottolinea Sergio Silvestre, presidente nazionale CoorDown - non sono tutte uguali.È fondamentale conoscerle e metterle alla prova per scoprire che molte di loro hanno enormi potenzialità"

Le persone con sindrome di Down hanno potenzialità di autodeterminazione e grandi margini di miglioramento nell'ambito delle autonomie personali e sociali. È, però, fondamentale che acquisiscano strumenti e competenze necessarie per affrontare le sfide quotidiane della vita privata ma anche del lavoro. Per questo CoorDown Onlus, il coordinamento delle associazioni delle persone affette dalla più comune anomalia cromosomica nell'uomo, dedica al tema del diritto all'indipendenza la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, in programma la domenica 11 ottobre in tutta Italia.
"Le persone con sindrome di Down - sottolinea Sergio Silvestre, presidente nazionale CoorDown - non sono tutte uguali. È fondamentale conoscerle e metterle alla prova per scoprire che molte di loro hanno enormi potenzialità e sono capaci di svolgere una professione con impegno e costanza, di studiare con soddisfazione e di praticare sport a ottimi livelli. Un percorso scolastico di qualità e un lavoro non sono solo diritti ma anche gli strumenti più importanti per garantire ai ragazzi con sindrome di Down una vita il più possibile autonoma, una piena integrazione nella società e un futuro sereno e dignitoso".

Commenta: Le persone con sindrome di down non sono un fardello nè per la società nè per le loro famiglie, anzi, essendo persone molto gentili, buone di cuore, addolciscono le vite dei loro familiari e anche della società. Dunque, trattiamoli con affetto, rispetto e gentilezza perche sono persone speciale grazie ai quali abbiamo l'opportunità di diventare migliori come persone. Di seguito vorrei riportare un poesia scritta da Angelo Buscema dedicata a sua figlia Fabiola con sindrome di down che ama tantissimo, con tutto il cuore.

Come una rosa rosa

Fabiola è una ragazza speciale, un'adorabile ragazza,
I suoi occhi sono nocciola, i capelli un po' più scuri.
Se i capelli le cadono sugli occhi, li scosta.
Ma la mano non và diritta alla fronte, prima si curva come un fiore
al primo schiudersi dei petali,
poi scosta i capelli dagli occhi.
Fabiola è diversa.
Diversa ?
Si, diversa da quasi tutte le altre.
Ma chi ha detto che tutte le persone debbano essere uguali ?
Pensare, agire, apparire uguali ?
Per me Fabiola è come una rosa Rosa.
Una rosa rosa ?
Avete mai visto una rosa rosa ?

Ci sono rose bianche, e rose gialle,
e una infinità di rose rosse.
Ma rosa è un colore delicato,puro.
Un giardiniere sarebbe felice di avere una rosa rosa,color Fabiola.
La gente verrebbe da lontano per vederla.
sarebbe rara, diversa, bella.
Anche Fabiola è diversa.
Ci sono molte cose che Fabiola non capisce.
E ci sono molte cose di Fabiola che gli altri non capiscono: che Fabiola è come un gattino senza coda,
che Fabiola sente una musica diversa, che Fabiola ha le ali corte,
che Fabiola deve essere protetta.
Fabiola è come una rosa Rosa, delicata e bellissima,
Ma le rose Rosa color Fabiola sono così rare che ne sappiamo poco, troppo poco.
Sappiamo solo che hanno bisogno di essere curate di più.
Di essere amate di più.

Per Fabiola il 26 giugno 2012 da Papà che perde gli occhi per l'amore che le vuole dare.


Heart - Black

Sexting, un fenomeno triste e perverso

Sexting 01
Un adolescente su quattro in Italia l'ha fatto. Più le ragazze, disponibili a offrire parti del loro corpo ai loro coetanei. Più i ragazzi, quando si tratta di umiliare o aggredire le ragazze con video osé. E noi genitori ignari o finti tonti. Cari "colleghi" genitori, i nostri figli hanno subito una ipersessualizzazione di cui noi ignoriamo le conseguenze. Troppe immagini sessuali e troppo presto (sono bimbi!) affollano la tv, internet e i videogiochi. In un libro (perdonate l'auto pubblicità), intitolato "EROSi dai media" e pubblicato dalla San Paolo, insieme ad altri colleghi psichiatri, ho denunciato il fenomeno come fonte di disturbi: la precoce ed eccessiva sessualizzazione dell'infanzia è correlata ad un grave incremento del disagio psichico. Col termine ipersessualizzazione della società si allude al fatto che le proposte e i messaggi relativi alla sessualità che attraversano i media sono troppi: troppo svincolati dal rapporto d'amore, troppo rappresentativi della felicità e del rapporto di coppia a discapito degli altri aspetti dell'intimità personale, troppo inappropriati per il pubblico dei media-dipendenti, e in particolare dei più vulnerabili. Raggiungono troppo presto un pubblico di minori così da violare il loro diritto a una formazione sana ed equilibrata.

Commenta: Il "Sexting" è solo una goccia tra una miriade di problemi.
Parlando esclusivamente delle persone: I genitori non sanno più adempiere al loro compito, e i figli sono allo sbando proprio come i loro genitori. Le scuole, quelle che dovrebbero formare un individuo, si sono trasformate in una battaglia continua tra corpo insegnante, genitori in primis, e figli/alunni, dove cause civili e penali sono all'ordine del giorno, quando solo pochi lustri fa i casi erano rarissimi se non inesistenti: andare da un estremo al suo opposto non ha portato mai a niente di costruttivo per la salute di nessuno! Vittime dei media, forza d'animo in frantumi e confusione estrema su valori, forza d'animo, libero arbitrio, cose da concedere e non, per proteggere chi o cosa. E il tutto mentre montagne di riforme, leggi e articoli, non fanno altro che portare i livelli di stress alle stelle.
No, non si tratta di perbenismi, mentalità retrograda o ipocrisie puritane, una situazione che degenera non si è mai fermata da sola, ora è tangibile e visibile a tutti. La Cattiva Maestra Televisione di Popperiana memoria continua a far stragi di spirito.


Attention

In Italia 260mila baby-lavoratori: i genitori li giustificano per la crisi

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Dati allarmanti dall'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza: sottovalutati i danni del lavoro minorile. Il 18% costretto a lasciare la scuola.

Allarme baby lavoratori a causa della crisi in Italia. L'annuale rapporto dell'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paidòss), presentato oggi a Roma, fotografa 260mila "under 16" che si guadagnano da vivere lavorando oltre un milione di ore ogni giorno. 30mila minori tra questi inoltre sono a rischio sfruttamento perché impiegati in lavori pericolosi: costretti a stare svegli di notte o a non andare a scuola, uno su due non viene neppure pagato anche perché la maggioranza aiuta in casa (33%) o nell'attività di famiglia (40%).

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Insegnare a un bambino a non essere ansioso come i genitori

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L'attitudine alla preoccupazione si trasmette anche in famiglia: sedute terapeutiche comuni hanno educato i piccoli a modificare i pensieri negativi.
E' possibile fermare la trasmissione dei disturbi d'ansia attraverso le generazioni. E' il risultato di uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University e pubblicato sull'American Journal of Psychiatry. L'ansia ha probabilmente una base genetica, ma viene trasmessa anche attraverso atteggiamenti che genitori ansiosi mettono in atto inconsapevolmente alla presenza dei figli, che li apprendono, proprio come apprendono tante altre cose da mamma e papà. Poi nello sviluppo dei veri e propri disturbi ansiosi dell'adulto giocano anche altre variabili, quali le esperienze di vita negative, però continua a pesare anche quello che si è appreso dai propri genitori.