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mar, 25 feb 2020
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"Chi scorda le cose apprende più facilmente degli altri". Una ricerca "riscatta" gli smemorati

nota Non Dimenticare!
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Fare la spesa, tornare a casa e scoprire di aver dimenticato qualcosa. Oppure scordare appuntamenti e cose da fare, oltre alle classiche chiavi. Gli smemorati vengono additati, spesso, come distratti e poco attenti. In realtà, avrebbero dalla loro parte un ottimo vantaggio: riuscirebbero ad imparare più velocemente degli altri. Questo perché dimenticare li costringe, ogni volta, a fissare di nuovo i concetti.

A dirlo è uno studio dell'università di Glasgow; secondo il professore Edwin Robertson: "È naturale e normale dimenticare le cose dopo averle imparate". "La nostra ricerca - continua - dimostra che una memoria 'instabile' è la componente fondamentale del meccanismo di apprendimento. Consente, infatti, all'apprendimento di non ancorarsi rigidamente ad una singola cosa o a un singolo compito, ma lo rende più flessibile".

Per provarlo i ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di volontari di memorizzare una lista di parole. Dopodiché gli hanno fatto ascoltare una sequenza di battitura, simile al rumore che sentiamo quando componiamo il numero del pin nelle casse automatiche. Hanno osservato che quando le parole e la battitura avevano un ritmo simile, anche i movimenti venivano imparati più velocemente. Ma ad un costo: molte delle parole venivano comunque dimenticate.

Memorizzare e imparare, dunque, non sono sinonimi. Chi scorda facilmente qualcosa ha, invece, la capacità di apprendere un concetto come nuovo. Dimenticare, inoltre, secondo i ricercatori, sarebbe addirittura indispensabile: per far posto a nuove informazioni abbiamo bisogno di ripulire la mente.

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (sesta parte)

rosa rosa

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La scuola e Fabiola


Così scrivevo tempo fa a Mazzin di Fassa:
"Le nuvole con i suoi sfilacciamenti camminano, si deformano, vanno e vengono come attori che compaiono nella scena e poi ad un tratto scompaiono dietro le quinte. Le nuvole peró hanno qualcosa di misterioso in questo movimento naturale, ogni tanto lanciano delle linee sempre bianche molto razionali e con un'andatura perfettamente rettilinea, sono gli aerei che nel loro movimento appaiono e scompaiono secondo il misterioso apparire e scomparire di queste masse bianche con leggere ombre grige trasparenti.

Classica visione a piramide rovesciata dove la punta parte dal Coll Rodella e si apre, prima con una fascia a culla di nuvole intense e fitte, andando verso l'alto le nuvole si diradano e danno spazio ad un azzurro guccioniano. Ecco un puntino bianco che si muove in direzione ovest e lascia una traccia bianca perfettamente disegnata sopra l'azzurro chiaro un po' grigiato ma molto luminoso.

C'è una pace assoluta, i miei occhi vanno diritti alle nuvole, la mia mente è rivolta al divino e le mie orecchie sentono un leggero ronzio da musica da camera, senza contare che il mio naso fa entrare nelle mie viscere un odore di erba inumidita mescolata a vari odori di piccoli fiori apparentemente insignificanti."
Le nuvole 20-08-2012 ore 13,15

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (quinta parte)

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la scuola

Questi ultimi trent'anni in Italia sono stati molto importanti per l'estendersi delle conoscenze e dei risultati in merito alle potenzialità cognitive e sociali delle persone con disabilità, grazie al loro inserimento nella scuola di tutti, come enunciato nella Legge quadro n. 104/1992. In particolare per quanto riguarda le persone con sindrome di Down vediamo che esse accedono in numero sempre crescente a competenze sempre più alte.

L'inserimento di un alunno con disabilità può talvolta essere fonte di dubbi e preoccupazioni per il personale docente e non docente e per i compagni di classe poiché poco formati e informati sulle reali competenze e difficoltà dell'alunno/compagno, ma anche sulle strategie didattiche e relazionali più idonee. Avere un alunno con sindrome di Down in classe può indurre dubbi e preoccupazioni negli insegnanti sia dal punto di vista degli apprendimenti che degli aspetti educativi e relazionali.
Attraverso la mia esperienza spesso emerge che i docenti, soprattutto nella prima classe dei diversi cicli scolastici, hanno un periodo di incertezza iniziale e poi individuano in questo alunno potenzialità e competenze per loro "imprevedibili".

Ho voluto riflettere sulle domande e le affermazioni più ricorrenti che ho incontrato parlando con docenti e compagni di classe. Alcuni di questi pensieri sono passati nelle loro menti, un po' per paura e un po' per poca informazione. Fatto sta che timori, pregiudizi e stereotipi antichi accumulati dentro tutti noi orientano il modo di rapportarsi all'alunno e influenzano le aspettative. E tutto questo determina una difficoltà di approccio all'alunno/compagno sia dal punto di vista didattico che educativo relazionale. Ma quando l'inserimento di un alunno con disabilità è vissuto con passione e gestito con professionalità scattano negli insegnanti curiosità, interesse e voglia di mettersi in gioco.

Si parte da dubbi e domande, ma poi prendono forma esperienze di buone prassi. Premesso che non esistono "ricette precostituite" valide per tutti e che ogni situazione è un'esperienza a sé, provo dunque a dare (attraverso l'esperienza di Fabiola) alcuni spunti di riflessione che partono da ciascuna di quelle domande, nella convinzione che interrogarsi è il primo importante passo verso una buona integrazione dell'alunno con disabilità nella scuola di tutti. Questa poi è un'opportunità di crescita per tutti: alunno con sindrome di Down, docenti e compagni di classe.

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (quarta parte)

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I Down come valore aggiunto

A Fabiola 15 settembre 2015

Porti con te il profumo della vita che inebria i fiori, i colori della primavera e del tramonto d'autunno che fanno innamorare l'arcobaleno. Porti con te i dolori della vita che accomunano gli esseri umani ma fanno innamorare i tuoi occhi alla vista della vita.

Porto con me parte di vita degli altri che mi aiutano a vedere i colori della vita ed elogiarli per continuare a innamorarmi dei tramonti, dei profumi e degli occhi. Porto con me anni di belle avventure che hanno colorato i miei occhi e oggi tendono a chiudersi. Porto con me Aria che mi da forza di fessure di speranza. Porto con me il dolore e la gioia di un fiore nato maldestramente, particolare, che fa la differenza, un fiore più profumato e più attento alle cose pure e genuine. Porto con me la rabbia di un fare che non sono riuscito a dominare e tanto mi ha dato e tanto mi toglie. Porto con me il silenzio della vita, valore che mi ha contraddistinto dagli altri e dai rumori che hanno circondato i miei giorni. Porto con me una rosa colore rosa che mi aiuta a camminare e far camminare.
Buona giornata profumo di vita incantevole.

Un padre scrive sempre cose meravigliose dei propri figli e in riferimento a ciò cito il grande Albert Eistein che scrive una lettera meravigliosa a sua figlia Lieserl, davvero un pezzo di antologia nel mondo e nel regno dell'Amore, nel fiore della vita. (Su questa lettera è difficile stabilirne la vera paternità, molto probabilmente si tratta di un falso, tradotta anche in diverse lingue, ma che sia veramente scritta dal famoso fisico o meno l'importante è il messaggio che vuole trasmettere).
Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono,
e anche quello che rivelerò a te ora,
perché tu lo trasmetta all'umanità,
si scontrerà con l'incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per
tutto il tempo necessario, anni, decenni,
fino a quando la società sarà progredita abbastanza
per accettare quel che ti spiego qui di seguito.
Vi è una forza estremamente potente per la quale
la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
È una forza che comprende e gestisce tutte le altre,
ed è anche dietro qualsiasi fenomeno
che opera nell'universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l'Amore.
dimenticarono la più invisibile
e potente delle forze.
L'amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
L'amore è Gravità, perché fa in modo
che alcune persone si sentano attratte da altre.
L'amore è Potenza, perché moltiplica
il meglio che è in noi, e permette che l'umanità
non si estingua nel suo cieco egoismo.
L'amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore.
Questa forza spiega il tutto e
dà un senso maiuscolo alla vita.
Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo,
forse perché l'amore ci fa paura,
visto che è l'unica energia dell'universo che l'uomo
non ha imparato a manovrare a suo piacimento.
Per dare visibilità all'amore, ho fatto una semplice
sostituzione nella mia più celebre equazione.
Se invece di E=mc2 accettiamo che l'energia per guarire il mondo
può essere ottenuta attraverso
l'amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato,
giungeremo alla conclusione che l'amore è
la forza più potente che esista, perché non ha limiti.
Dopo il fallimento dell'umanità nell'uso e il controllo
delle altre forze dell'universo,
che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento
di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva,
se vogliamo trovare un significato alla vita,
se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita,
l'amore è l'unica e l'ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d'amore,
un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l'odio,
l'egoismo e l'avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d'amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara,
vedremo come l'amore vince tutto,
trascende tutto e può tutto, perché l'amore è la quintessenza della vita.
Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere
ciò che contiene il mio cuore,
che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo,
ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all'ultima risposta.


Tuo padre Albert Einstein

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (terza parte)

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Il valore del considerare normale la disabilità
Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali. - Umberto Eco, Il pendolo di Foucault, 1988
C'è un uomo che sale sopra una cattedra, davanti a un gruppo di ragazzi. È un uomo di mezza età. Ha una buona cultura. Sa che sta facendo qualcosa di sbagliato e, probabilmente, diseducativo. Lo fa di fronte a dei ragazzi.

I ragazzi avranno fra i sedici e i diciotto anni. È un'età delicata. È ancora possibile plasmare le loro menti. Di più sono menti che vivono di assoluti, ricercano le novità. Sono studenti, in una classe. Quell'uomo è il loro insegnante. Una figura di riferimento. Ha un curriculum eccellente, è nel pieno delle sue facoltà mentali. Compie quel gesto di proposito.

Perché lo fa? Non c'è da ragionarci troppo sopra. Ce lo dice lui stesso subito dopo averlo fatto: «Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse».

Non so se questa scena si sia mai svolta nella realtà. È un'immagine presa dal film L'attimo fuggente di Peter Weir. L'insegnante è interpretato da un bravissimo Robin Williams. Siamo quasi al principio del film. La scena conclusiva di quel film ci mostrerà tutti quei ragazzi salire senza timori sul loro banco per salutare quell'insegnante sconfitto da un sistema che chiede una forma di omologazione che lui non è più disposto a dare.

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Come affrontare i momenti difficili della vita

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Durante la nostra vita possiamo trovarci davanti a dei momenti che ci appaiono davvero difficili da affrontare. E' normale che la nostra esistenza sia costellata di alti e bassi. Altrimenti non avremmo alcuna opportunità per crescere, imparare ed evolverci. Ciò che non dovremmo mai dimenticare è che, anche di fronte ad un momento davvero difficile, siamo noi stessi a decidere il nostro atteggiamento positivo o negativo verso una determinata situazione.

E proprio la scelta dell'atteggiamento da adottare di fronte alle difficoltà potrà risultare determinante sull'evoluzione della situazione in cui ci troviamo e sulla nostra capacità di apprendere qualcosa di nuovo da un'esperienza che all'apparenza ci fa sentire di fronte ad un vicolo cieco. Adottare un atteggiamento totalmente negativo e lasciarci travolgere da esso può portarci ad una vera e propria paralisi e all'incapacità di agire. Vi sarà forse capitato di sentirvi intrappolati e di non sapere quale direzione prendere di fronte ad una scelta difficile.

Il primo passo, fondamentale, consiste nel prendere coscienza di una situazione difficile in tutti i suoi aspetti e nell'accettarla per quella che è. Forse in questo momento scappare sembrerebbe più semplice. Ma vivere sempre in fuga è impossibile. Quando si cerca di chiudere gli occhi davanti a qualcosa che non si vuole affrontare, in realtà si sta tentando di scappare da se stessi e dalle proprie responsabilità. Forse in questo momento credete di non avere alcuna responsabilità rispetto a ciò che vi sta accadendo. In ogni caso, però, potrete provare a controllare le vostre reazioni agli eventi e a determinarne le conseguenze.

Come ci ricorda il principio 90/10 di Stephen Covey, tutto ciò che ci accade è determinato soprattutto da noi stessi. E se guardiamo alle filosofie orientali, scopriamo che ad ogni nostra azione corrisponde una reazione. Ogni azione che compiamo ha sempre una conseguenza. Se ora ci troviamo ad affrontare un momento difficile, proviamo a lavorare innanzitutto su noi stessi e a riflettere su ciò che potremmo fare per migliorare la situazione attuale, dato che non possiamo cambiare il passato.

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Dieci Effetti Benefici della Meditazione sul Nostro Cervello

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© tinybuddha.com
Immaginate un'attività che ci permetta di migliorare le nostre abilità emotive, aumentare la nostra soglia del dolore, migliore le nostre capacità cognitive e di multitasking e altro ancora. Immaginate che quest'attività possa essere svolta senza dover spendere molti soldi, richiedendo attrezzature estremamente economiche e facilmente reperibili, senza bisogno di ulteriori prodotti (e tantomeno farmaci o altre sostanze). Questa attività si chiama meditazione, la quale fa molto di più del renderci semplicemente "rilassati". Prendendo spunto da questo articolo, qua sotto vi elencherò 10 effetti benefici della meditazione.

1 - Migliora il controllo emotivo (a lungo termine)


Durante la meditazione raggiungiamo stati di benessere e ci sentiamo in pace con il mondo. Ma poi dobbiamo tornare alla "vita" fatta di lavoro, partenti, compagni, bollette da pagare e file alla posta. Quindi alcuni ricercatori si sono chiesti se questi benefici "emotivi" fossero solo legati al momento della meditazione o si estendessero anche alla vita quotidiana. Essi hanno quindi chiesto ad un gruppo di persone di partecipare ad un programma di meditazione per 8 settimane, scansionando tramite risonanza magnetica funzionale la loro attività cerebrale prima e dopo il corso, mentre erano esposti ad immagini a destinate a suscitare reazioni emotive positive, negative o neutre. Dopo 8 settimane di meditazione l'attività dell'amigdala dei partecipanti, una parte del cervello che si attività in risposta a stimoli e situazioni emotive, specialmente di carattere negativo, si era ridotta, suggerendo che l'effetto benefico sul controllo della risposta emotiva continua ad essere presente anche quando non si sta' meditando.

2 - Ci rende più compassionevoli


Uno studio recente ha messo il luce come le persone che meditano tendano ad avere un più alto livello di compassione. Un gruppo di partecipanti veniva lasciato in una sala d'attesa con altre due persone che erano, all'insaputa del partecipante, complici dello sperimentatore. Dopo poco un altro attore è entrato nella sala d'attesa con le stampelle, fingendo di essere molto sofferente. I due complici seduti hanno ignorato il nuovo arrivato, segnalando al partecipante di ignorare quella persona a sua volta. Molti partecipanti hanno effettivamente ignorato l'attore in stampelle. Tuttavia coloro che praticavano la meditazione avevano il 50 % in più di probabilità di aiutare la persona sofferente. Questo nonostante la "norma sociale" della situazione era di "ignorare" quella persona.

3 - Modifica le nostre strutture cerebrali


La meditazione è una tecnica talmente potente che, dopo solo otto settimane, la struttura del nostro cervello si modifica. Questo è il risultato di uno studio di risonanza magnetica strutturale nel quale il cervello di 16 partecipanti veniva "fotografato" prima e dopo un corso di meditazione. Rispetto ad un gruppo di controllo (che non aveva fatto il corso), la densità della sostanza grigia nell'ippocampo, un'area associata con l'apprendimento e la memoria , era aumentata. La meditazione sembra quindi migliorare la "plasticità" del cervello.

Commenta: Come e stato menzionato dal autore dell'articolo, noi gli esseri umani siamo esposti quotidianamente ad un alto livello di stress che deriva pratticamente da ogni tipo di attività che intrapendiamo. La meditazione e davvero un'efficace soluzione per ridurre lo stress e non solo, perciò consigliamo ai nostri lettori di provare il nostro sistema di meditazione Éiriú Eolas (pronunciato "Airu-Olas"), il sorprendente e scientifico programma di controllo dello stress, guarigione, disintossicazione e di ringiovanimento, la chiave che vi aiuterà a cambiare la vostra vita immediatamente ed in modo evidente:

i comprovati vantaggi del programma Éiriú Eolas includono:

- Controllo istantaneo dello stress in situazioni che richiedono molto dispendio di energia
- Disintossicazione del corpo con conseguente sollievo dal dolore
- Rilassamento e lavoro dolce su traumi emotivi e psicologici del passato
- Rigenerare e ringiovanire il corpo e la mente.

La tecnica Éiriú Eolas è disponibile gratuitamente.


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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni (seconda parte)

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Il senso della normalità


Il tempo era un'etenità, di pensiero in pensiero le cose non si facevano mai, i giorni passavano senza concludere nulla, si doveva prendere una decisione, dovevo capire cosa fare, quel discorso fatto dal mio amico medico mi dava da pensare.
" Voi per vostra figlia Fabiola non potete fare nulla, il problema è genetico, fino a quando non si risolve quel problema non c'è nulla da fare (ovviamente sui "geni" non ci sarà mai una soluzione, quelli sono e quelli rimarranno), quel cromosoma in più non si può modificare, inutile portare vostra figlia a destra e sinistra soluzioni non ce ne sono, però tua figlia dipende da voi, voi potete fare tanto per lei, la buona riuscita sta a voi stabilirla".
Per capire questa contraddizione nei termini "non poter fare nulla e fare tutto allo stesso tempo" mi dava da pensare, non capivo se da un lato non c'era nulla da fare, dall'altro lato dipendeva da noi genitori, questo pensiero mi portò a un isolamento totale di una settimana.

Settimana lunga e piena di spunti è stata quella settimana fine ottobre del 1984, giorni di totale isolamento da quel ronzio continuo di "poverina, che dolore, che natura maligna, ecc. ecc. ", parole pronunciate da tutti coloro che facevano visita a Fabiola, che ormai mi davano fastidio, mi portavano ancora più confusione, concetti che non portavano a nulla se non alla disperazione. È stata una settimana dedicata tutta a Fabiola e alla sua crescita, a come iniziare un percorso di crescita che si annunciava non normale e pieno di insidie, settimana chiuso fra quei quattro muri in via Bartolo a Mazzarino e un piccolo bagno adiacente, in piena solitudine, settimana di meditazione per riflettere su quelle parole del mio amico medico, su quella contraddizione in cui vi erano celati i segreti educativi per far crescere una Down.

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DIMMI COSE BELLE: Fabiola, una trisomia di 31 anni

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La nascita e il mio passato


Da una considerazione sempre più affascinante, più carica di emozioni mi viene in mente che il dato "negativo" aiuta la crescita. Il rumore sempre crescente di una società cinica e imperante, alla mia rosa rosa colore Fabiola ha dato aiuto insostituibile, tanto da suscitare in me la voglia di raccontare i suoi passi e la sua vita. Fabiola Buscema 31 anni, Down affascinante, carica di trascinanti valori umani e di rare bellezze.

La mattinata è lunga e di corsa ma bisogna attendere, tutto deve svolgersi come deve andare, non si può modificare nulla, tutto deve camminare per i suoi passi già stabiliti. Quanta paura c'è dentro di noi quanta tristezza c'è nella paura che si annida inconsapevolmente dentro di noi. La luce non è mai la prima cosa a cui pensiamo, si pensa al buio prima di tutto, al negativo, alle cose brutte, i medici poi non parliamone, la prima cosa che ti dicono "tua figlia è una Down" con il tono di un colpa insuperabile, di una sofferenza intramontabile di la da venire. C'era una rabbia repressa, inesplosa, nella voce di quel medico che ti dava la notizia e poi una specie di necessità, che da un lato doveva essere di comunicazione e dall'altro ti doveva necessariamente incutere preoccupazione. Il destino ci aveva dato una sorpresa che rientrava nel gioco della vita, ma le parole dette davano preoccupazioni.

Di riflesso, interiormente, a quelle parole Cercavo un nemico, qualcosa con cui battermi. Perché ero abituato a muovermi fra le sfide, fra mille difficoltà, fra tutte quelle notizie di pessimo gusto che avvolgevano la mia vita, nello stesso tempo A vincerle e a trovarne le soluzioni. In me C'era la ricerca di un senso che non trovavo, c'era questo e altre cose ancora in quei momenti con cui parlavo e ascoltavo il medico che mi annunciava la nascita di Fabiola. Settimane passate tra dubbi e perplessità, i giorni non passavano mai, le soluzioni stentavano a venire e non erano sempre quelle giuste.

Commenta: Questo articolo scritto Da Angelo Buscema è la prima parte del racconto sulla vita della figlia Fabiola che ha la sindrome di Down, un racconto grazie al quale avremo l'occasione di conoscere e capire meglio l'esperienza della vita di queste persone gentili e dolci.


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6 segnali che indicano che siete stati cresciuti da un genitore narcisista

Per gli estranei vostro padre è una sorta di potentissima "calamita sociale" capace di attirare persone delle più svariate estrazioni. Vostra madre è la donna perfetta, che cerca di accontentare tutti e si destreggia tra mille cose con estrema facilità.
Ma una volta chiusa la porta di casa, la messinscena sparisce. Solo tu, come figlio, sai cosa significa sopportare la loro freddezza per giorni, magari dovuta a una banale sciocchezza. O tollerare il peso delle loro continue pretese di "perfezione" e dimostrazioni di forza, non sempre appropriate per la tua età. Tu solo sai cosa significa avere dei genitori narcisisti.