Figli della SocietàS


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Un(a) Grana dall'Italia per Trump

grana padano

Da Desenzano del Garda a Washington per mettere fine alle sanzioni a danno della Russia. È il viaggio compiuto da un ambasciatore molto speciale del made in Italy: una forma di Grana Padano.


A prendere l'iniziativa, è stato Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano. "Abbiamo inviato una forma di Grana Padano come grimaldello per scardinare l'embargo fortemente voluto dagli Stati Uniti nei confronti della Russia", spiega Berni. Il prodotto DOP più consumato del mondo con una produzione di oltre 4 milioni e 800mila forme annue, è stato fortemente danneggiato dalle sanzioni fortemente volute da Obama e soci a cui Putin ha risposto con l'embargo sui prodotti agroalimentari dell'Unione Europea.

La distensione dei rapporti con la Russia, promessa da Trump in campagna elettorale, potrebbe avere grossi benefici commerciali anche per l'Italia.

"La nostra iniziativa, oltre a essere un augurio in vista di questa importantissima avventura", aggiunge Stefano Berni, "vuole diventare un motivo di riflessione per eliminare barriere che stanno producendo gravi danni economici a chi, in Italia e nel resto d'Europa, esportava i propri prodotti in Russia. Nel nostro caso specifico stiamo parlando di circa 50 mila forme all'anno, per un valore economico al consumo di oltre 40 milioni di euro".

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Lo strano populismo del XXI secolo

people power
Populismo, ai giorni nostri, è soltanto un'espressione politicamente corretta che corrisponde a un interdetto, un vero e proprio tabù escludente dal dibattito politico, che al pari degli altri tabù politicamente corretti, impedisce il pensiero critico e stronca sul nascere qualsiasi opposizione al potere vigente.

Gli intellettuali di servizio, tutti liberisti-liberali-libertari alfieri del pensiero unico dominante, che accusano spesso di populismo chi si oppone alla sovranità finanziaria e mercatista, evocano con questa espressione un mix inquietante di fascismo-comunismo, assieme ai fantasmi dei conflitti sanguinosi che funestarono il novecento. In verità, se si cala correttamente il populismo in una precisa dimensione storica, questo era soltanto un movimento per l'emancipazione dei molti milioni di contadini poveri che popolavano le campagne russe, nel diciannovesimo secolo.

Intellettuali e accademici di servizio - secondo il filosofo Costanzo Preve - in particolare se inseriti nei "ceti universitari delle facoltà di filosofia e scienze sociali" [ ... ] sono "pagati per parlare solo di olocausto, diritti umani, dittatori baffuti e barbuti e legittimazione dei riti elettorali svuotati di ogni residua sovranità." [ ... ] e possono solo "concionare su concetti vuoti come qualunquismo, o meglio populismo". (Dell'inutilità in tutti gli ambiti della vita culturale, politica e sociale, 2012, Luigi Tedeschi intervista Costanzo Preve). Inoltre, sempre secondo Costanzo, "la globalizzazione liberista a destra e la globalizzazione anarchica a sinistra, marceranno separate e colpiranno unite qualsiasi programma di liberazione nazionale e sociale, infallibilmente connotato come populista". (Preve sul Sessantotto e la globalizzazione).

Appare chiaro che il fine è di impedire che le masse appoggino chi presenta loro un programma socioeconomico veramente alternativo all'unico programma globalista-finanziario, screditando l'oppositore e colpendolo con una grave "scomunica", che non lascia scampo ... quella di essere populista. Così è per Putin e Orban, mentre per Donald Trump, appena eletto presidente, e per Marine Le Pen, se sarà eletta presidente della Francia nel 2017, dobbiamo attendere (fiduciosi?) la prova dei fatti.

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Referendum: un "NO" grande quanto una casa

renzi boschi
di Michele Rallo

Diciamolo chiaramente: la "riforma" che porta il nome della fatina dagli occhi turchini è una truffa a ventiquattro carati.

Altri l'hanno smontata pezzo per pezzo, compresi i richiamini per i gonzi (tipo: riduzione dei costi della politica). Non starò quindi a ripetere cose che sono note e arcinote.

D'altro canto, è il concetto stesso di "riforma" ad essere una truffa. Perché? Perché "riforma" significa soltanto "cambiamento", mentre Renzi e soci (e prima di lui Amato, Prodi, Monti e onorata compagnia) le hanno attribuito un significato diverso, quello di "cambiamento in meglio". La verità è che le riforme che ci sono state imposte, i cambiamenti - almeno dal 1990 ad oggi - sono stati tutti rigorosamente "in peggio". Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Abbiamo avuto riforme su riforme, in tutti i settori e in tutti i campi, dalle pensioni alla scuola, dal fisco al lavoro, e tutte rigorosamente peggiorative. Alzi la mano il pensionato che oggi stia meglio di ieri. Alzi la mano lo studente che abbia tratto un minimo vantaggio dalle ricorrenti "innovazioni". Alzi la mano il contribuente meno tartassato. Alzi la mano il lavoratore meno precario.

Ebbene, questa riforma si inscrive a pieno titolo nell'alveo di tutte le riforme in peius che hanno distrutto la nostra società e massacrato la nostra qualità di vita, dalla caduta del muro di Berlino e dalla nascita dell'Unione Europea in poi, da quando siamo stati espropriati dei nostri beni comuni con le privatizzazioni, da quando siamo stati invasi da una ondata migratoria eterodiretta. D'altro canto, la prova provata che questa riforma va contro i nostri interessi è data dal "tifo" sfegatato con cui ne invocano l'approvazione tutti i nostri nemici.

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USA

Così Trump ha conquistato i latinos

Trump Latino
© Olycom
È passata più di una settimana dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi, ma è ancora grande la sorpresa per chi non si aspettava questo risultato. Dopo il voto del referendum su Brexit, si è trattato di un altro esito politico shoccante per la maggior parte della popolazione occidentale. Gli stessi votanti di Trump non speravano nella sua elezione, ma col senno di poi e a mente fredda si possono fare alcune analisi sul perché di questo trionfo a sorpresa.

Chart Bar

Torino rappresenta il 43% delle merci dirette verso Mosca

Torina bellissima città

Fallico (pres. Banca Intesa Russia e Conoscere Eurasia): "Innovazione decisiva su futuro export". Esportazioni a 227 milioni di euro nel primo semestre 2016.


Calano ma non crollano le esportazioni piemontesi verso la Russia; tiene invece Torino, che da sola rappresenta in valore il 43 per cento delle merci dirette verso Mosca. È la sintesi di quanto emerso — in occasione del 3° seminario italo-russo 'L'Arte dell'innovazione' — dai dati Istat relativi al primo semestre 2016, elaborati dall'Associazione Conoscere Eurasia. Nel complesso, con un valore delle esportazioni di 227mln di euro, il Piemonte perde il 6 per cento (-11,2 per cento le importazioni): una contrazione minore rispetto alla media nazionale (-7,1 per cento) ma maggiore della performance registrata a Torino, che chiude il semestre con un —0,9 per cento e un valore dell'export di quasi 98mln di euro.
"L'innovazione come elemento trasversale e distintivo di diverse filiere produttive sarà sempre più decisiva nella competizione per le esportazioni verso la Russia — ha detto il presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico —, e qui la regione Sabauda è in grado di calare carte vincenti. Meccanica di precisione, industria 4.0, automotive sono solo alcuni dei comparti dove il saper fare piemontese è in grado di incrociare la domanda di Mosca e ripartire dopo quasi 2 anni di congiuntura negativa".

Piggy Bank

L'Italia non è un paese per bambini: 3,5 milioni a rischio povertà

L'Atlante di Save the Children fotografa una situazione drammatica: per la povertà sempre più piccoli vivono in abitazioni senza riscaldamento, mangiano male, non fanno sport e cresce l'abbandono scolastico. L'appello di papa Francesco perchè vengano difesi i loro diritti mentre lo Stato spende per il minori la metà delle altre nazioni europee. I ragazzini? Sognano i Super Eroi per cambiare il mondo.

Stock Down

Morire di austerity

Morte di austerity
© Olycom
Da Atene. Un rapido sguardo per controllare che la telecamera sia spenta, poi le mani si tuffano nella borsa per stivare i pannolini e il latte in polvere donato dai volontari. Lo sguardo stanco di Eugenia è lo stesso di tantissime madri che in Grecia non hanno più soldi per pagare il necessario ai propri bambini. Gli omogeneizzati, gli occhiali, le vaccinazioni. Quando la crisi economica morde e le forze vengono meno, le donne come Eugenia vengono alla Clinica della comunità metropolitana di Atene.

Chart Bar

Il TARGET2 è ai massimi ossia l'Italia sta implodendo: la scelta tra morire di tasse e austerità o uscire dall'euro...

target 2 italia
Si diceva che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. Nel caso dell'euro potrebbe essere così, sempre che non si scopra un domani - nemmeno troppo lontano - che invece esisteva un piano che prevedeva tutto quanto di folle (e tragico) è poi accaduto. Oggi siamo alle battute finali di questo triste esperimento chiamato euro ed il motivo è semplice: in realtà la moneta unica si è rivelata un malcelato progetto coloniale franco-tedesco per mettere le mani sull'Europa scalzando via i maggiori alleati USA in EU. Non è un caso che Londra di sia defilata per tempo nonostante il battage mediatico dietro cui - magari, ... - scopriremo in futuro c'era l'equivalente di una nuova Gestapo continentale (un pensierino va ai sondaggi farlocchi ed orientati su Brexit e elezione dell'antiEU Donald J. Trump oltre che al cinico caso Jo Cox).

Vedremo.

Per intanto dopo la tragedia del debito greco che ha portato la mortalità infantile ellenica a livelli di terzo mondo, dopo la puntuale Brexit prima dell'implosione, ecco inscenarsi l'ultimo atto, che ci riguarda: l'Italia sta letteralmente saltando per aria a partire dalle sue banche, scenario condensato nella fuga di capitali che il meccanismo TARGET2 ci illustra. Detto meccanismo fotografa la fuga di denaro delle banche del sud Europa a quelle del nord: vi stupirà osservare che siamo a livelli addirittura più allarmanti dalla crisi del 2012 e comunque al record storico, la famosa crisi greca durante la quale i media tedeschi si chiedevano se non fosse il caso di trasformare Atene in un protettorato (militare) EU onde prevenire l'arrivo di ondate di migranti dalle coste sud in un paese allo sbando (come facevano a sapere che sarebbero arrivati i migranti 3 anni dopo? Ciò dimostra plasticamente che esisteva un piano ben congegnato, ...).

Magnify

Referendum, un no per la democrazia

carta della costituzione italiana

La riforma costituzionale completa, sul piano istituzionale, la concretezza di condizioni di lavoro sempre più servili e di servizi sociali sempre più assenti, accompagnando l'esclusione politica all'esclusione sociale


«Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»: un quesito chiaramente ammiccante, ovvero ingannevole, chiude il percorso di una riforma costituzionale che nelle sue forme stravolge il senso di ciò che è una revisione della Costituzione e nel suo contenuto concentra il potere nell'esecutivo depotenziando i contrappesi. Ad essere violata è l'essenza della Costituzione come patto sociale di tutti i cittadini e come strumento di limitazione del potere.

Molte sono le ragioni del "no" alla riforma, dalle forzature procedurali, alla ratio complessiva, alle falsità che l'accompagnano, alle specifiche incongruenze, contraddizioni, pasticci, complicazioni e confusioni (emblematica è la «semplificazione complicante», come l'ha definita Lorenza Carlassare, del procedimento legislativo).

Qui si vuole insistere su un "no" che muove da una lettura della riforma come disegno organico nel nome della verticalizzazione del potere, inserito in un processo più ampio di smantellamento della democrazia politica e sociale e di progressivo abbandono dell'orizzonte della Costituzione, in coerenza con la crescente pervasività della global economic governance.

La riforma interviene a suggellare a livello costituzionale il processo di degenerazione della democrazia che si può datare dagli anni Ottanta. È un attacco alla democrazia ad ampio spettro, che investe la democrazia politica, così come quella sociale, chiudendo spazi politici e liquidando il progetto di emancipazione sociale attraverso la feudalizazzione dei rapporti di lavoro, la dismissione e privatizzazione dei servizi sociali, l'aziendalizzazione dell'istruzione, spezzando il disegno armonico della Costituzione con l'introduzione del principio di pareggio di bilancio. La riforma costituzionale, cioè, completa, sul piano istituzionale, la concretezza di condizioni di lavoro sempre più servili e di servizi sociali sempre più assenti, accompagnando l'esclusione politica all'esclusione sociale, la verticalizzazione nel mondo del lavoro con la verticalizzazione nella sfera politica, assecondando le richieste della governance finanzcapitalista (Gallino) di risolvere il "problema" degli «esecutivi deboli» (J.P. Morgan).

Better Earth

Dalle Marche appello a Putin e Juncker: basta sanzioni

Dai territori martoriati dal terremoto parte un appello a Putin e Juncker per sospendere le sanzioni. È il presidente della Camera di Commercio di Pesaro ed Urbino Alberto Drudi a chiedere aiuto in una lettera rivolta al presidente russo e al presidente della Commissione Europea: basta sanzioni.

EU & Russian Flags
© Sputnik. Vladimir Sergeev