Figli della SocietàS


Sheriff

SOTT Focus: Raduno del Police State: Poliziotti assaltano, violentano, e sparano ai civili - mentono e la fanno franca

teen beaten by cops
Hannah Cohen dopo il suo incontro con il TSA.
Shoccanti ed orribili storie nei dintorni degli Stati Uniti accadute questa settimana che vedono poliziotti diventare sempre più violenti e senza freni. La fotografia qua sopra arriva da Memphis, TN, dove la diciannovenne Hannah Cohen che si trovava all'aeroporto cercando di tornare a casa è stata attaccata con violenza dalla TSA e dalla polizia aeroportuale.

Hannah stava facendo ritorno a casa dopo essere stata curata con successo per un tumore al cervello al St Jude's Hospital. Dopo aver fatto scattare un metal detector, è stata allontanata per ulteriori verifiche, ed è qui che le cose si sono complicate. Essendo cieca in un occhio, parzialmente sorda e con problemi motori, Hannah era confusa e spaventata visto che non aveva idea di cosa stesse accadendo. Quando sua madre ha cercato invano spiegare la situazione, il comune buon senso perse di botto la sua strada scontrandosi con un protocollo che indicava Hannah come "pericolosa".

Facendo resistenza ai loro tentativi di afferrarla, Hannah è stata sbattuta a terra e la testa ha colpito il pavimento. La foto qui sopra ne è il risultato. Venne quindi arrestata e lasciata una notte in prigione per poi essere rilasciata senza accuse. L'intera scena poteva essere evitata con un pizzico di discrezione e due gocce di comune buon senso, ma evidentemente questo non rientra nel programma di addestramento della TSA di Memphis e della polizia aeroportuale.

Health

Bangladesh, spari in un ristorante a Dacca: feriti e ostaggi, tre morti. L'Isis rivendica

Dacca Bangladesh sparatoria
© Yahoo notizie
Sette italiani sono tra le decine di ostaggi - tra i 20 e i 60 - presi da un commando jihadista che ha assaltato ieri pomeriggio un popolare caffé nella zona diplomatica della capitale Dacca. L'ansia è forte, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. È stato l'ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti dopo che per tutto il pomeriggio e la serata di ieri si erano rincorse voci sul numero e la nazionalità di morti - almeno due tra gli agenti - e decine di feriti, 11 in gravi condizioni. Secondo il diplomatico, da parte degli assalitori «non c'è alcuna volontà di negoziare alcunché» perché si tratta di una «missione suicida» e «vogliono attuare un'azione molto forte e cruenta in cui non c'è spazio per il negoziato».

Gli ostaggi italiani sono imprenditori e commercianti del settore dell'abbigliamento, ha precisato l'ambasciatore spiegando che ad allertare la sede diplomatica è stato un connazionale che era nel gruppo di italiani e che al momento dell'assalto era uscito nel giardino del locale per fare delle telefonate. Ora lui, ha riferito ancora l'ambasciatore, «è stato tirato fuori». L'attacco è cominciato intorno alle 21 locali (le 17 italiane), quando un commando di una decina di persone è entrato in azione all'Holey Artisan Bakery, un caffé-pasticceria nel quartiere di Gulshan, frequentato dai diplomatici, stranieri e middle-class locale. Subito è scattata l'allerta della polizia, che ha bloccato la zona.

Pistol

Germania: uomo armato apre il fuoco in un cinema, decine i feriti

DIE POLIZAI
Un uomo armato ha aperto il fuoco in un cinema della Germania occidentale. Stando ai primi report dei media tedeschi pare che siano state ferite almeno 50 persone. RT ha riferito che l'uomo indossava un travestimento e una cartucciera intorno alla spalla, è entrato nella multisala Kinopolis a Viernheim intorno alle 15:00 ora locale facendo fuoco. Il tiratore si è barricato all'interno dei locali del cinema.

Secondo il Darmstadter Echo, sono state ferite tra le 20 e 50 persone. I testimoni dell'accaduto hanno riferito al giornale locale Hessenschau che le forze di polizia sono state dispiegate sulla scena della strage. I primi rapporti riferiscono che la polizia tedesca ha arrestato il tiratore, mentre altre agenzie di stampa occidentali hanno dichiarato che l'aggressore è stato ucciso. Si tratterebbe, secondo le stesse fonti, dell'azione di una persona sola e squilibrata.

Non avrebbe matrice terroristica l'azione dell'uomo, riferisce l'agenzia DPA citando fonti dei servizi di sicurezza. Si tratterebbe, secondo le stesse fonti, dell'azione di un uomo solo e squilibrato. Tutti gli ostaggi del cinema di Viernheim sarebbero in salvo.

Network

Anche la Lombardia si prepara al riconoscimento della Crimea

Lombardia

Il consiglio regionale della Lombardia su proposta della segreteria regionale della Lega Nord ha presentato una mozione per il riconoscimento della Crimea come parte integrante della Federazione Russa e per chiedere l'immediato ritiro delle sanzioni alla Russia.


Massimiliano Romeo capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, a Milano, ha rilasciato un'intervista a Sputnik Italia sulle motivazioni che hanno portato i consiglieri leghisti a questa scelta coraggiosa.

— Il Consiglio regionale del Veneto ha votato contro le sanzioni alla Russia e per il riconoscimento della Crimea. Ora è il momento della Lombardia. L'iniziativa lombarda è una conseguenza del voto veneto o nasce in maniera autonoma?

— Noi siamo sempre stati assolutamente a favore del riconoscimento della Crimea all'interno della Federazione Russa. Come Consiglio regionale della Lombardia, già in passato abbiamo votato una mozione dove si chiedeva il ritiro delle sanzioni nei confronti della Russia da parte dell'Unione Europea e una soluzione alla questione del riconoscimento della Crimea. Adesso, però, anche su stimolo del Consiglio regionale veneto abbiamo presentato una mozione analoga che verrà discussa il 5 di luglio con la quale chiediamo, ovviamente, che vengano ritirate le sanzioni nei confronti della Russia e che venga riconosciuto il diritto e la volontà espressa dal parlamento della Crimea e del suo popolo, mediante il referendum, di far parte della Russia. Noi, come partito, siamo sempre stati per l'autodeterminazione dei popoli, quindi in questo contesto viene naturale pensarla in tal modo.

Question

Il Meglio del Web: Alternativa Per l'Italia, il nuovo movimento sovranista e antieuro

movimento alternativa per l'italia
Da poche settimane si è costituito il movimento "Alternativa per l'Italia", promosso e voluto dal professore di Finanza aziendale dell'Università di Pescara, Antonio Maria Rinaldi. Il movimento si pone degli obiettivi ambiziosi: l'uscita concordata dall'euro, il recupero della sovranità monetaria e la proposta di uscita dal Patto Atlantico. Il progetto ha ricevuto già il consenso convinto della Senatrice Paola De Pin ed è stato presentato lo scorso maggio al Senato della Repubblica.

A tal riguardo, abbiamo contattato proprio la Senatrice per farle alcune domande sul neonato progetto.

- Senatrice ci parli innanzitutto della sua attività politica pregressa e il modo in cui nasce la sua adesione ad API e al progetto del professor Rinaldi.

Il mio viaggio nella vita politica parte con una laurea in Scienze Politiche conseguita per passione personale per la materia. Gli anni di studio me li pagai con i soldi messi da parte con alcuni anni di duro lavoro nella mia regione. Furono 4 anni di studio a Padova che mi hanno dato le basi teoriche del mio impegno politico.

Dopo questa pausa di studi, l'esigenza di lavorare, di crearmi i presupposti per una famiglia, dettarono un interruzione di questo percorso che riprese nel 2010, con la formazione di un nucleo M5S nel mio paese, dove partimmo in quattro alla prima riunione. Nel 2012 mancai l'elezione nel consiglio comunale per un voto. Fu nel 2013 che il successo arrivò inaspettato, fui la seconda nel veneto nel M5S, avevo scritto nel mio manifesto elettorale: "sono una mamma felice ed ho una piccola impresa e credo nell'imprenditoria". Questo risultato sorprendente fu accompagnato da sentimenti di paura e di entusiasmo. Lasciavo il mio Veneto, la mia famiglia per Roma, trovai sostegno in mio marito che nonostante appartenga ad altra fede politica mi sostenne, riflettemmo che avrei potuto fare qualcosa di positivo per l'Italia, la mia patria.

Questo pensiero subì una doccia fredda nei primi giorni parlamentari quando nel M5S serpeggiava l'ordine tra i parlamentari di non fare niente, di non proporre niente. Era la seconda forza politica del paese in parlamento ma dovevamo congelarci politicamente. Ero a favore di un compromesso con il PD di Bersani, che avrebbe permesso al M5S di incidere da subito sul paese. Fui richiamato all'ordine dal capo bastone del M5S a Milano, Borrelli, che mi "cazziò" dicendo che dovevo stare zitta e non fare niente.

Stormtrooper

La polizia fa strage di insegnanti in Messico: 6 morti e 50 feriti. Notizia censurata in occidente

messico polizia strage
Redazione Contropiano*

Almeno 6 persone sono state uccise e più di 50 ferite quando la polizia federale ha attaccato gli accampamenti degli insegnanti in tutto lo stato.

10 anni fa, il 14 giugno, 2006 Oaxaca era stata l'epicentro di una storica ribellione durata sei mesi, scoppiata dopo che il governatore aveva attaccato gli insegnanti in sciopero accampati nel centro della città. In quello che diventò famosa come la Comune di Oaxaca, un movimento popolare chiamato l'Assemblea Popolare del Popolo di Oaxaca aveva cominciato a definire una alternativa al modello neoliberista imposto dallo Stato. E' stato quello un momento straordinario e stimolante, purtroppo conclusa da una brutale repressione, quando 4.000 poliziotti federali riconquistarono la città nel mese di novembre.

Quest'anno la storia si ripete, almeno in parte. Il sindacato degli insegnanti, Sezione 22, è sotto attacco ancora una volta, ma questa volta la repressione è stata immediata. Migliaia di poliziotti federali sono stati trasportati in elicottero in tutte le zone dello stato, e questo fine settimana hanno intensificato i loro attacchi.

La capitale di Oaxaca ieri sera aspettava l'ingresso della Polizia Federale a mezzanotte e l'elettricità stava per essere sospesa.

Per riscontro, qui c'è un pezzo di David Bacon su The Nation.

*Pubblichiamo su gentile concessione della Redazione


Succede in Messico, paese Nafta vassallo degli Stati Uniti e sulla grande stampa libera occidentale, la notizia arriva marginalmente. Fosse accaduto in minima parte in uno dei paesi che lotta per la propria indipendenza e sovranità in America Latina lo avreste letto in tutte le prime pagine e ascoltato in tutti i telegiornali europei. Il regime di Washington avrebbe invocato l'intervento umanitario e i vassalli europei si sarebbero tutti accodati. E' la "libera democrazia occidentale", bellezza. Ha le sue regole e i suoi copioni sempre più banali.

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A Londra vedono la "mano del Cremlino" nelle azioni dei tifosi russi ad Euro2016

tifosi russi
© Sputnik
Diplomatici altolocati del Regno Unito ritengono che dietro le azioni dei tifosi russi durante gli incontri degli Europei di calcio in Francia ci sia la regia del Cremlino, scrive il "Guardian" riferendosi a funzionari della politica estera britannica.

Come affermato nell'articolo,
"un numero significativo di tifosi che hanno preso parte agli attacchi selvaggi e ben coordinati contro i tifosi britannici e le altre tifoserie a Marsiglia e Lille sono stati identificati come dipendenti delle forze di sicurezza russe e Putin avrebbe autorizzato questo teppismo come segnale di continuazione della cosiddetta "guerra ibrida della Russia".
Gli analisti britannici di politica estera sono convinti che con le loro azioni i tifosi russi dovevano dimostrare ai compatrioti la "potenza russa" rispetto a tutto il mondo.

Il giornale chiarisce che dimostrare il legame del Cremlino con i tifosi è difficile, ma si riferisce al ruolo di alcuni tifosi nelle forze di sicurezza. Il giornale rileva inoltre il coordinamento delle azioni dei tifosi russi nella presenza di caschi, guanti da boxe e bandane.

Smiley

Togliete l'iPhone a Renzi: che figuraccia per l'Italia a S.Pietroburgo

putin e renzi
Qualcuno dovrebbe avvertire lo spin doctor e il capo del cerimoniale di Renzi. Perché la figura fatta ieri dall'Italia a S.Pietroburgo è davvero magra, anzi magrissima. Perché un premier che utilizza il proprio iPhone in maniera compulsiva durante uno dei più importanti eventi economici internazionali, e di fronte a un capo di Stato che lo ha accolto come "ospite d'onore", non si era mai visto. Eppure sul comportamento di Renzi al Forum economico di S.Pietroburgo nessun quotidiano italiano ha scritto una riga (meno male che era la stampa russa quella ad essere sotto stretta "dittatoriale").

"Renzi crush saga", come lo ha ribattezzato Irina Osipova su Facebook, dalla quale prende spunto questo post, ha colpito ancora. In Europa vota assieme a tutti gli altri a favore delle sanzioni alla Russia, tace sul loro rinnovo, si fa scippare il South-Stream (con Eni e Snam partner principali di Gazprom) a favore del North-Stream 2 (grazie al quale lavoreranno invece aziende tedesche e francesi), poi vola da Putin per firmare accordi per tra aziende italiane e russe, invoca al revisione delle sanzioni e si appella affinché il clima da "guerra fredda" finisca. L'ennesima figuraccia per il nostro paese. Chissà cosa sarebbe successo se al posto suo ci fosse stato Berlusconi.

Safe

Ucraina, Stone mette a fuoco la verità

oliver stone igor lopatonok
© getty
TAORMINA - "Non è stato facile farmi coinvolgere in una storia controversa come questa, dopo i miei film in Sudamerica so bene che posso subire attacchi anche violenti, e per me è inconcepibile che si possa essere accusati solo perché si mostrano fatti in contrasto con le versioni ufficiali. Ma è importante che l'opinione pubblica conosca gli eventi dell'Ucraina orientale da una prospettiva diversa da come ci sono stati presentati". Oliver Stone parla di Ukraine on fire dell'ucraino Igor Lopatonok, cittadino americano dal 2008, presentato in anteprima mondiale al festival di Taormina, del quale non solo è coproduttore ma partecipa come intervistatore dell'ex presidente Viktor Yanukovich e del presidente russo Vladimir Putin. Il film ricostruisce la storia del paese dal 1941 al 2014, ponendo l'accento sui movimenti nazionalisti che parteciparono alla seconda guerra mondiale affiancando i nazisti nella strage di ebrei e polacchi. E che, supportati dalla Cia durante la guerra fredda, si sono infiltrati nelle manifestazioni ucraine pacifiche degli ultimi anni.

Stone, cosa l'ha convinta ad aderire al progetto?

"La necessità di una controinformazione. Come diceva Mark Twain "se non leggi i giornali non sei informato, se li leggi sei informato male". Mi ha convinto il contesto, è importante per gli Usa e per l'Europa conoscere la realtà, perché tutto questo, che è anche una guerra fatta dai media, ha portato alle sanzioni, all'embargo, conseguenze dure per l'economia. È vero che molti manifestanti erano motivati da ragioni giuste, si sentivano oppressi, ma noi raccontiamo la storia da prima della rivoluzione arancione, e come sappiamo in Ucraina ci son sempre stati governi corrotti. Sicuramente in questo governo, insediato da due anni, ci sono elementi che discendono da assassini, persone che si unirono al Reich. È il primo governo con elementi nazisti, è molto pericoloso. E negli Usa non c'è stata reazione, si parla solo dell'aggressione russa".

Pensa davvero che il ruolo dei media sia stato così determinante?

"Sappiamo quante volte la Cia abbia usato il cosiddetto soft power per influenzare altri paesi, magari per scongiurare l'affermazione di governi di sinistra. Ma prima dell'Ucraina gli Usa sono intervenuti in tanti paesi dell'ex Urss, con addestramenti delle forze Nato, storie che i grandi media non raccontano".

La sua impressione su Putin come persona e come leader?

"Un uomo molto intelligente, articolato, razionale, conosce a fondo i problemi. Putin dal 2001 in poi sta cercando una sorta di alleanza con gli Usa: ha espresso la sua solidarietà dopo l'11 settembre, ha cercato di affiancarli nell'Asia centrale e nella lotta al terrorismo, ma il comportamento degli americani è sempre lo stesso: abbattere i regimi ostili e crearne di compiacenti, senza cercare di capire le ragioni interne di un paese, la cultura, il disagio, le divisioni".

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San Pietroburgo: le imprese italiane firmano accordi con la Russia per 1,4 miliardi di euro

renzi e Putin
© reuters
Probabilmente la scelta renziana di mantenere, malgrado le forti pressioni esterne così come di parte della sua stessa maggioranza per non dire addirittura del suo stesso partito, una politica estera multivettoriale, e quindi aperta anche alla Russia, sta dando i suoi frutti. Non va infatti dimenticato il no renziano al rinnovo automatico delle sanzioni alla Russia, che probabilmente trova un suo perché ed una sua ricompensa anche nel ruolo importante che l'Italia ha ricoperto in occasione del Forum Economico di San Pietroburgo. Un no motivato anche dall'importante mole d'affari che storicamente lega i due paesi.

In tale occasione, infatti, il responsabile per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda ha detto: "Per quanto riguarda le nostre relazioni commerciali, il 60% coprono Mosca e San Pietroburgo. Dobbiamo andare oltre, per coprire anche le altre province russe (...). Abbiamo 340 progetti d'investimento". Sono molti gli uomini d'affari italiani già oggi attivi in Russia, in barba alle sanzioni, ma il loro numero potrebbe essere ben più alto se solo non vi fossero proprio questi impedimenti.