Stoltenberg
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Strutturare, rafforzare e potenziare la presenza dell'Alleanza Atlantica nelle aree di crisi dell'Asia sud-occidentale per poter agire in tutto lo scenario mediorientale con maggiore rapidità e preparazione. Questi, in estrema sintesi, gli obiettivi primari della visita istituzionale di Jens Stoltengerg (segretario generale della Nato) in Kuwait.


La visita del massimo rappresentante dell'alleanza militare transnazionale che unisce 28 paesi è avvenuta all'interno del programma Ici (Istanbul Cooperation Initiative, ovvero iniziativa di cooperazione di Istanbul), coordinamento nato per promuovere la collaborazione tra i paesi del Patto atlantico e le nazioni del Golfo (ovvero Baharain, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman, Qatar e lo stesso Kuwait). Una delle finalità della partnership ancora in corso di formazione, è quella di rendere la presenza del personale militare dell'Alleanza in tali realtà più "semplice", permettendo ad esempio, il transito di mezzi, uomini e strutture più immediato all'interno di questi paesi.
"Il centro regionale Nato-Ici, che avrà sede proprio in Kuwait — si legge in una nota dell'Alleanza —, si occuperà di numerose attività: dall'analisi strategica, alla pianificazione degli interventi umanitari, passando per la cooperazione militare e diplomatica".
Durante la visita il segretario Stoltenberg ha sottolineato quanto la sicurezza dell'area del Golfo sia direttamente legata a quella dei paesi che compongono la Nato.
"In un mondo così pericoloso — ha affermato il segretario generale —, sia la Nato che il Kwuait condividono il medesimo obiettivo: salvaguardare la pace e rispondere alle emergenze umanitarie come quella in Siria. Per questo motivo è importante che, anche negli anni a venire, la cooperazione diventi sempre più stretta".
Il segretario Stoltenberg ha poi siglato un accordo con Khaled Al-Sabah, ministro degli Esteri del Kuwait, per permettere il transito di personale e attrezzature Nato attraverso il paese.