"Daesh è a 300 chilometri dall'Europa! Quando comincia il bel tempo nel Mediterraneo, si rischia che jihadisti si mescolino ai rifugiati": se ad adottare titoli da "Libero" è il ministro francese della guerra Juan-Yves Le Drian, vuol dire che la Francia sta preparando un secondo interveto in Libia. Ufficialmente per combattere l'ISIS, il cui capo è un asset della Cia premiato da McCain. E anche con il vantaggio collaterale, per Hollande col pennacchio di Commandant Suprème, di liquidare come concorrente presidenziale, alle votazioni del 2017, Sarkozy.
I preparativi fervono. Ma dove sono le forze della leggendaria Armée? Una indicazione viene dal capo degli stati maggiori, Pierre De Villiers, che ha (giustamente ) cominciare a lamentare coi politici per avere più mezzi.
E' istruttivo imparare dove sono situati in questo momento i soldati francesi:
I dati sono istruttivi perché sicuramente anche le truppe italiane (e spagnole, inglesi, un po' meno le germaniche) sono altrettanto sparse qua e là dove comanda Zio Sam - della NATO o di "alleanze dei volonterosi" : in Kossovo e in Libano, in Afghanistan e in Irak, a far da rincalzi alle sue guerre globali (contro il Terrore) e ormai quindicennali, nella speranza di aver una fettina del business e dei contratti che un giorno - siamone sicuri - ci verrà graziosamente concessa. Per adesso paghiamo, e dipendiamo dall'aviazione del Grande Fratello per rifornire, avvicendare - ed eventualmente esfiltrare in caso di guai - i nostri "ragazzi" dall'Afghanistan e dall'Irak, perché noi non abbiamo nulla dei mezzi di proiezione che servono per simili lontananze.
Naturalmente una simile dispersione è semplicemente dissennata dal punto di vista strategico e militare. Specie in vista delle continue provocazioni che i comandi della NATO intensificano contro la Russia, facendone il nemico ai nostri confini, e di cui si accusa la "aggressione neo-imperiale" contro l'Ucraina e "la postura aggressiva" contro tutti noi; mentre gli imponiamo sanzioni e il governo Usa lo dichiara ufficialmente "corrotto", gli inglesi "pedofilo" (sezione 5.67 del Rapporto di Sir Robert Owen sull'assassinio di Litvinenko) e un ex dirigente della Cia di nome Meyer ne ha proposto l'assassinio, secondo i costumi americani.
Dopotutto, la Russia ha un esercito potente e capace di interventi fulminei e a sorpresa, come ha dimostrato recentemente in Siria: se dunque l'Occidente credesse che è il pericolo estremo e l'aggressivo guerrafondaio che a NATO proclama essere, al punto da voler rafforzare il suo arsenale nucleare, forse lascerebbe sguarnita l'Europa spargendo le sue truppe d'élite in giro per i continenti? Anche in questo le informazioni sullo spargimento delle truppe francesi è molto istruttivo. La NATO non ha alcuna paura della Russia - fidano nella mente fredda e realismo putiniano, che consente loro di esimersene - e la sua è solo propaganda.
Ma torniamo alla Francia, à nos moutons, come dicono loro. Il sullodato ministro Le Drian ha annunciato che nel corso del 2016 ritirerà le truppe della "Operation Sangaris", ossia della spedizione neo coloniale che ha in corso "per stabilizzare il Centrafrica".
Sono meno di duemila soldati,un paio di elicottero, qualche corazzato. Adesso saranno riutilizzati per vincere in Libia. Basteranno?
Comunque servono, perché nella vicina Algeria, il dittatore Bouteflika, a capo della paleo-oligarchia comunista, ha quasi 80 anni e viene fatto volare in segreto in Germania a farsi curare - dopo una visita alla clinica cardiologica D'Alembert di Grenoble il 15 novembre scorso. E' noto l'interesse di Usa, Parigi e (ovviamente) Daesh per far fiorire una primavera islamica in questo nostro fedele fornitore di gas, fedeltà che data dai tempi di Enrico Mattei. Situazione da sorvegliare. O Roma sarà "sorpresa", come accadde con Gheddafi?
L'articolo Parigi si prepara all'attacco in Libia. Ecco come. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.




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