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Lo sgombero dei migranti e i disordini in Piazza Indipendenza a Roma, avvenimenti che hanno sollevato un polverone mediatico, in realtà fotografano a pieno la situazione legata all'immigrazione nel Paese. Caos migranti, è l'inizio di una guerra sociale.


Al centro di Roma, nei pressi della Stazione Termini le forze dell'ordine hanno eseguito lo sgombero di un edificio occupato da quattro anni abusivamente da immigrati per la maggior parte etiopi ed eritrei richiedenti asilo. La situazione è precipitata negli spazi vicini allo stabile sgomberato in Piazza Indipendenza, dove si sono accampati gli immigrati.

Finite sotto accusa della stampa e dell'opinione pubblica le forze di polizia, ree di aver agito con violenza contro gli immigrati. È bene ricordare però che i poliziotti, intervenuti per motivi di ordine pubblico, sono stati aggrediti dai migranti con lancio di sassi e bottiglie. Nella tensione degli scontri risulta assordante il vuoto politico nell'intera faccenda.

La causa dei fatti di Roma in realtà è a monte e risiede nell'assenza totale di una politica migratoria adeguata. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Toni Iwobi, responsabile federale del Dipartimento di sicurezza e immigrazione della Lega Nord.

— Toni Iwobi, possiamo dire che i disordini a Roma durante lo sgombero di questi ultimi giorni rappresentano la situazione nel Paese dal punto di vista dell'immigrazione, quindi il caos?

— Ogni volta che c'è un problema bisogna trovare le sue vere radici. Da anni denunciamo come la pessima politica migratoria dei governi di sinistra stia creando un mostro sociale, che prima o poi scoppierà. Questo è solo l'inizio.

Secondo me, lo dico come immigrato ancora prima che leghista, quello che sta accadendo in Italia non ha nulla a che vedere con l'immigrazione vera a propria. Abbiamo riscontrato ufficialmente che i governi italiani avevano fatto un patto con la Comunità Europea: in cambio di flessibilità il governo ha autorizzato lo sbarco nei porti italiani di tutti gli immigrati economici. Un conto è farli entrare in modo indiscriminato, un altro conto è gestirli. È diventano un vero business che alimenta non soltanto questo mostro sociale, ma anche l'economia sommersa.

— Tornando in merito allo sgombero di Roma. Una gran parte della stampa e dell'opinione pubblica si è schierata contro la polizia. Perché secondo lei, visto che le forze dell'ordine facevano il proprio dovere?

— Le forze dell'ordine non si muovono senza un comando né senza indicazioni dall'alto. La polizia è andata lì per garantire l'ordine pubblico, per garantire la sicurezza del territorio e della città. I poliziotti stessi hanno subito ingiustizia. Ora, se una situazione simile fosse successa in altri Paesi civili, quegli immigrati sarebbero già il giorno dopo sulla via dell'espulsione.

— Come si spiega in generale quest'ostilità nei confronti delle forze dell'ordine?

— Circa l'80% di giornalisti italiani si schiera contro chi predica il bene del Paese, sono giornalisti che cercano di legittimare il governo nelle sue azioni illecite. Sono persone vicine alla politica di sinistra, sono le stesse persone che fino a ieri hanno definito Matteo Salvini e i leghisti tutti xenofobi e razzisti, brutti e cattivi.

In questo Paese c'è bisogno di una grande riforma strutturale politica, ma anche giudiziaria. Io vorrei aggiungere che vi è la necessità anche di una riforma dell'informazione. Abbiamo bisogno di un'informazione giusta e veritiera.

— I disordini legati agli immigrati per la mancanza di una politica migratoria adeguata a quali rischi possono portare nella società?

— Il rischio è un disordine molto pericoloso nel Paese, un problema legato alla sicurezza. Questa politica delle porte aperte a tutti in modo indiscriminato senza una gestione adeguata porta alla destabilizzazione del Paese. Si sta formando una guerra fra poveri, fra poveri e immigrati.

I miei colleghi immigrati regolari residenti in Italia da decenni, che hanno lavorato e pagato le tasse, sono molto arrabbiati. Per non parlare degli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese e dei giovani italiani senza lavoro. Gli stessi immigrati arrivati in Italia vengono abbandonati a loro stessi, girano come barboni per il Paese. Anche loro sono esseri umani. Che cosa succederà? Una guerra sociale e, ripeto, questo è solo l'inizio.

Quindi noi chiediamo con insistenza di fermare il disordine che sta per scoppiare. La prima soluzione è bloccare gli sbarchi e poi bisogna risolvere il problema interno, diventato oramai ingestibile. Bisogna puntare ad aiutare queste popolazioni in loco, questa è l'unica soluzione.


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