Dal satellite si notano chiaramente le scie di nubi cumuliformi in direzione delle correnti fredde che vanno a causare il "Lake Effect Snow" nostrano. L'effetto è determinato dallo scorrimento delle masse di aria gelida sopra il mare più caldo e fonte di umidità. Quando queste nubi vanno a toccare terra scaricano precipitazioni nevose a carattere di rovescio o temporale.

Maggiori sono i contrasti di temperatura tra l'aria fredda (gelida) in arrivo e la superficie del mare, maggiore è l'instabilità che determina la genesi di nuvolosità e fenomeni. Al resto pensa l'orografia.

Questo effetto è determinato dallo scorrimento della massa d'aria gelida sopra i mari che circondano il nostro Paese. Molte delle nevicate lungo l'Adriatico e al Sud sono proprio causate da questo "lake effect" nostrano, ossia la progressiva instabilizzazione della massa d'aria fredda in scorrimento sopra i mari più caldi. Questa situazione dinamica crea, nella direzione delle correnti fredde, scie di nuvole cumuliformi sempre più grandi che quando vanno a toccare terra scaricano precipitazioni solitamente a carattere di rovescio o temporale.

Il nostro meteorologo Simone Abelli spiega che le migliori condizioni per un ottimale lake-effect sono:
  • almeno 13-15°C di differrenza fra la superficie dell'acqua e la T850 hPa per avere l'assoluta instabilità a fine percorso (nel nostro caso T mare = 13/15°C su Adriatico, 15/16°C su Tirreno e Ionio; T850 -12/-15°C su Adriatico, -8/-12°C su Tirreno e Ionio);
  • almeno 100 km di fetch (distanza percorsa dalla massa d'aria sul mare) per consentire un'efficace umidificazione e instabilizzazione dello strato;
  • scarso wind shear direzionale e di intensità fra il suolo e la 700 hPa (quindi più o meno stessa direzione e simile intensità nei primi 3 km) per mantenimento delle bande nuvolose ben organizzate e per una maggior penetrazione delle stesse bande convettive nell'entroterra;
  • presenza di rilievi nell'immediato entroterra;