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La legge e la prima del genere in Italia: si potranno iscrivere al nido solo i bambini sottoposti a vaccini antipolio, antitetanica, antipatie e antidifterica.

Per la prima volta in Italia, una regione, l'Emilia Romagna, ha emanato un provvedimento che obbliga i bambini che si iscrivono all'asilo nido a sottoporsi a vaccini antipolio, antitetanica, antiepatite B e antidifterica. Una legge, come ha spiegato Stefano Bonaccini, presidente della regione, che si è resa necessaria in seguito ai dati emersi dal rapporto Coperture vaccinali nell'infanzia e nell'adolescenza. Anno 2015, secondo i quali, per l'appunto, le coperture di tali vaccinazioni sono scese sotto il 95%, valore raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta immunità di gregge, ovvero il meccanismo per cui la popolazione non vaccinata fa da scudo anche ai soggetti che per ragione di salute non possono sottoporsi ai vaccini.

In particolare, sottolinea il rapporto, le coperture di antipolio, antidifteritee antiepatite B, al 24esimo mese di vita sono scese al 93,4%, e quella dell'antitetanica, che fino al 2014 si era mantenuta al di sopra del 95%, è scesa al 94,3%.

Il trend è in diminuzione costante da diversi anni, ma è dal 2013 che si è osservato il calo più significativo. Una tendenza che è assolutamente necessario invertire per scongiurare il ritorno di patologie che potrebbero mettere a repentaglio la salute pubblica.

Il provvedimento - che già ha scatenato diverse polemiche, soprattutto tra gli esponenti del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna, che pur non volendo "mettere in discussione l'utilità dei vaccini", sottolineano che "la coercizione non era e non è la strada giusta", e da parte del Codacons, che ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della norma - riguarderà circa 32mila bambini, distribuiti sui 1199 asili nido della regione Emilia Romagna.