bandiera delle filippine
Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte in visita a Pechino ha chiesto ufficialmente aiuto alla Repubblica Popolare Cinese sancendo de facto una presa di distanza dagli Stati Uniti che avrò conseguenze importanti nell'assetto geopolitico del Sud-Est asiatico.

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, è un personaggio assurto agli onori della cronaca negli ultimi tempi si è recato in visita a Pechino da dove ha annunciato in modo definitivo la sua separazione dagli Stati Uniti. Un discorso storico dal momento che le Filippine erano un sicuro baluardo degli Stati Uniti nell'area e venivano utilizzate come "baluardo della Pax Pacifica" americana nella regione, ovvero per limitare la Cina. Basti pensare che nel territorio delle Filippine si trovano cinque basi americane che sono state installate proprio per contenere la "minaccia" cinese.

Evidentemente però Duterte non aveva più voglia di fare il governatore americano delle Filippine e ha giudicato che per il proprio Paese fosse molto più conveniente cooperare con la Repubblica Popolare Cinese piuttosto che andare a fare il "lavoro sporco" per Washington. Si tratta di un cambiamento geopolitico non irrilevante operato da un personaggio, Duterte, sicuramente discutibile, basti pensare alla guerra che ha dichiarato a tossicodipendenti e spacciatori uccidendone almeno 3.000 in poche settimane.

Evidentemente però i media sottolineano le violazioni dei diritti umani solo di quei presidenti che voltano le spalle a Washington, e anche in questo caso non sono stati da meno dato che in precedenza nessuno era a conoscenza di quello che stesse accadendo nelle Filippine. Una cosa però è certa, questa dichiarazione non vorrà dire uno strappo nei rapporti economici già esistenti con gli Stati Uniti, semplicemente vuol dire che Manila da adesso in poi intratterrà rapporti amichevoli con Pechino.

Per riuscirci Duterte sarebbe disposto anche a rinunciare a discussioni sulle dispute di sovranità nel Mar Cinese Meridionale, punto di attrito in passato con Pechino ma che sembra interessare più gli americani dei filippini. Secondo molti quello realizzato da Duterte sarà un vero e proprio terremoto geopolitico in quanto privano gli Stati Uniti di uno dei suoi baluardi nella zona, e probabilmente con l'elezione imminente della Clinton ciò causerà una risposta da parte di Washington.