di Alessandro Gilioli
All'ultimo referendum confermativo di una modifica costituzionale, quello del 2006, la scheda era così:
A quello precedente, nel 2001, era così:
A questo giro, ha fatto sapere Renzi su Twitter, sarà invece così:
Non so, vedete voi la differenza: a me pare che, per la prima volta, si abbandoni la neutralità burocratica per inserire nella scheda alcuni connotati politici. Peccato che siano solo i connotati su cui argomenta una della due parti in causa: il superamento del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari, il contenimento dei costi, la soppressione del Cnel.Tutti veri, per carità, ma allo stesso modo (essendo ugualmente vero) si sarebbe potuto scrivere:
In altre parole, in questa scheda la domanda contiene in sé (solo) argomentazioni a favore di una delle due risposte. Tra l'altro proprio quelle argomentazioni di più facile impatto "anti-casta": meno parlamentari, riduzione dei costi della politica. Non sono sicuro che questa sia la modalità più fair e neutrale per porre un referendum. Non sono sicuro che non si potesse arrivare un testo meno burocratico rispetto al passato senza sconfinare nel phishing - e magari concordandolo tra i comitati del sì e del no. Non sono sicuro che, in assenza di un eventuale accordo, non sarebbe stato comunque meglio ricorrere alle formule - burocratiche ma indubbiamente neutrali - con cui si è votato nei precedenti referendum costituzionali.Approvate il testo della legge costituzionale concernente
"Creazione di un nuovo Senato non eletto dai cittadini
Doppio incarico di senatori e consiglieri regionali
Creazione di nuovi procedimenti tra Camera e Senato fino un massimo di dieci per l'approvazione delle leggi
Riduzione dell'autonomia delle regioni
Triplicazione del numero delle firme necessarie per le proposte di legge di iniziativa popolare?"







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