Con la posizione di appoggio e condivisione della strategia espansiva della Nato espressa dal premier rumeno, e riportata dalle agenzie di stampa nazionali, il posizionamento dell'Alleanza atlantica in Europa orientale sembra fortificarsi ulteriormente su posizioni tutt'altro che distensive.
"Il potenziamento del nostro sistema militare e difensivo — ha affermato Dacian Ciolos, capo dell'Esecutivo di Bucarest —, non deve essere interpretato, in alcun modo, come volontà di aggredire alcun paese o realtà straniera. Il nostro unico obiettivo è rafforzare la capacità del Patto Atlantico di dissuadere i conflitti, anche sul versante dell'Europa orientale".Tra le righe del politically correct del premier rumeno è possibile leggere la determinazione della Romania a rappresentare, insieme alla Polonia, il nuovo baluardo difensivo della Nato in Europa, un vero e proprio avamposto in stretto contatto con l'ancora turbolentissima Ucraina attraverso cui marcare da vicinissimo la Russia.
"Le minacce alla sicurezza interna e internazionale — ha proseguito Ciolos —, sono diventate più complesse e ne consegue che il Patto atlantico debba aumentare la propria capacità d'intervento per dissuadere l'insorgenza di conflittualità di sorta, anche nella parte orientale dell'Europa. È ugualmente chiaro che questo contesto necessiti dell'ulteriore rafforzamento della capacità operativa dell'Alleanza. Il nostro paese è pronto a dare il proprio contributo in questa direzione. La Romania — ha concluso —, si sta adoperando per dare un contributo significativo al raggiungimento di questi obiettivi con proposte concrete".Nelle scorse settimane l'Esecutivo di Bucarest si era impegnato a far migliorare la capacità operativa delle Forze armate nazionali attraverso lo stanziamento di fondi ad hoc.




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