ndrangheta Slovacchia Jan Kuciak
Gli affari d'oro delle 'ndrine nell'Est post comunista. L'assassinio di Jan Kuciak e della sua fidanzata fa tremare il Paese.
Dopo l'assistente del premier e il segretario del Consiglio di sicurezza, si è dimesso anche il ministro della Cultura.


Dimissioni di collaboratori del premier e ministro

Quello che denunciava da vivo non era bastato. La disattenzioni di prima, col 'pentimento' inutile del dopo. Cadono le prime teste in seguito all'omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak, ucciso il 22 febbraio con la fidanzata e trovato cadavere domenica. Si sono dimessi Maria Troskova, assistente del premier Robert Fico, e Vilem Jasan, ex deputato dello Smer, partito di Fico e attuale segretario del Consiglio di sicurezza. I due hanno lasciato il loro incarico per le rivelazioni di Kuciak che aveva ipotizzato legami fra loro e un imprenditore italiano di una delle quattro famiglie che orbiterebbero intorno alla 'ndrangheta e che erano state oggetto delle sue inchieste.

Ieri, sul sito Aktuality.sk per cui Kuciak lavorava, l'ultimo reportage di Kuciak, rimasto incompiuto. Il giornalista descriveva le attività della criminalità organizzata italiana in Slovacchia, e rivelava i contatti di persone dell'entourage del premier Fico con figure legate alla 'ndrangheta. I due collaboratori del premier slovacco, costretti di fatto alle dimissioni per gli attacchi al premier si dichiarano vittime politiche. Il ministro della Cultura slovacco, Marek Madaric, non coinvolto nelle indagini di Kuciak, lascia per scelta personale: "Non ricoprire tranquillamente l'incarico di questo ministero, responsabile anche per i media". Aria di crisi di governo a Bratislava.

Gli affari d'oro delle 'ndrine nell'Est Europa post comunista

Kuciak indagava sulla corruzione che imperversa in quel Paese e sui possibili legami tra il mondo degli affari e il partito Smer-SD del premier, Robert Fico. «Due persone vicine a un uomo arrivato in Slovacchia mentre era accusato di un affare di mafia in Italia, hanno accesso quotidiano al primo ministro» slovacco, ha scritto nel suo articolo, intitolato «La mafia italiana in Slovacchia, i suoi elfi si allargano alla politica». «Gli italiani legati alla mafia hanno trovato una seconda casa in Slovacchia: hanno cominciato a fare affari, ricevere sovvenzioni, raccogliere fondi europei, ma soprattutto stabilire relazioni con personalità politiche influenti, fino al governo slovacco».

Ora il premier slovacco Robert Fico ha offerto una taglia di un milione di euro per informazioni sull'assassinio, a tentare di frenare l'ondata di indignazione e sospetti che rischiano di travolgerlo. La polizia slovacca ha preso contatti con quella italiana e quella ceca, mentre l'Europol ha offerto assistenza per le indagini. Gli affari d'oro delle 'ndrine nell'Est Europa post comunista. Gruppi criminali hanno approfittato della caduta del Muro. Strutture flessibili, vertici in Calabria e ramificazioni in tutto il mondo. «'ndrangheta è invisibile, come l'altra faccia della luna», fu descritta. Da un rapporto dell'istituto Demoskopica, fattura 53 miliardi di euro l'anno con 400 cosche nel mondo.

L'inchiesta lasciata aperta da Jan Kuciak sulle 'ndrine di Bratislava

Jan Kuciak stava lavorando a un'inchiesta sul trasferimento di fondi Ue a italiani potenzialmente affiliati alla 'ndrangheta. E sui possibili legami con il potere politico slovacco. Chi ha ammazzato Jan Kuciak? Possibile, lo ha detto il capo della polizia slovacca Tibor Gaspar, che l'omicidio sia legato alla professione di Kuciak, alle inchieste scomode realizzate con The Organized Crime and Corruption Reporting Project, in collaborazione con il centro italiano di giornalismo d'inchiesta Irpi. L'ultima inchiesta riguardava uno sospetta frode fiscale legata al Five Star Residence, lussuoso complesso abitativo a Bratislava. Costruttore vicino al ministro degli Interni Robert Kalinak.

Ma il cronista stava lavorando a una nuova inchiesta: il possibile assorbimento di fondi strutturali europei, in Slovacchia, da parte di cittadini italiani potenzialmente affiliati alla 'ndrangheta. La storia ruota molto intorno alla figura di Antonino Vadala, imprenditore italiano attivo in vari settori, nell'est della Slovacchia. Kuciak riferisce che l'uomo, originario di Bova Marina, ebbe problemi giudiziari in Italia. Un mandato di cattura evitato da un opportuno espatrio in Slovacchia. Da allora, business ufficiale nell'agricoltura, nell'immobiliare e nell'energetico, e con ottimi risultati, pare. 'Aiutini' eventuali a parte. Ma non sarebbe solo lui l'imprenditore italiano in sospetto di 'ndrangheta.

Robert Fico Maria Troskova

Il premier slovacco Robert Fico e Maria Troskova, ex fotomodella e fino a Ieri sua assistente personale
Corruzione, politica e sesso

L'articolo si concentra sulla carriera lampo in politica di Maria Troskova, una ex modella. Troskova fondò una società con Antonino Vadala nel 2011. Dopo un anno andò a lavorare per Viliam Jasan, ex senatore del partito del premier Robert Fico, attualmente segretario del Dipartimento per la gestione delle crisi e della sicurezza, un organo del governo. L'avvenente Maria, in poco tempo fa il grande salto: assunta nell'ufficio dello stesso premier, per il cui partito Antonino Vadala ha più volte mostrato una certa predilezione, manifestandola sui social network, e probabilmente sostenendo finanziariamente alcuni suoi candidati di punta, premier compreso. Nessuna accusa diretta ma solidi sospetti.

La 'pista italiana' fa pensare. Tom Nicholson, un giornalista canadese che per anni ha vissuto a Bratislava e che aveva con Kuciak un rapporti di stima e amicizia, ha scritto su The Politico che "la criminalità slovacca non ha mai ucciso giornalisti [...] Mentre le gang mafiose italiane hanno mostrato di non provare rimorsi". "Un giornalista sa che il momento più pericoloso è quello che precede una pubblicazione, quando il soggetto della tua denuncia sa che stai lavorando su di lui e ha una finestra di tempo per evitare che venga tirato in ballo per nome". Domani a Bratislava una manifestazione, "Non vogliamo tornare agli anni '90". Un'epoca torbida, sottobosco criminale, libertà di stampa limitata. Non molto diversa dall'oggi.

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