Il progetto illustrato in un convegno a Firenze si chiama "Leonardo da Vinci Project". Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana: "Una nuova visione della vita del genio a partire dallo studio del Dna"

Si è svolto a Firenze, nella sala Gonfalone di palazzo Panciatichi, un convegno internazionale su Leonardo da Vinci a cui hanno preso parte studiosi di varie parti del mondo. In primo piano un progetto dal titolo "Leonardo da Vinci Project", illustrato da Jesse Ausubel, vice presidente della Richard Lounsbery Foundation. L'obiettivo del progetto è quello di comparare il Dna del genio rinascimentale, che ancora deve essere trovato, con il Dna del padre di Leonardo e di diversi suoi stretti parenti i cui resti sono sepolti a Firenze.

Già nel 2014 un gruppo internazionale di specialisti si è attivato per individuare definitivamente i presunti resti di Leonardo, presso il castello di Amboise, nella valle della Loira. Il progetto riunisce esperti provenienti da Francia, Spagna, Italia, Stati Uniti e Canada e sta procedendo su vari fronti.

A partire dalla tomba di famiglia di Leonardo a Firenze, passando per i presunti resti di Leonardo presso il castello di Amboise, fino a Milano, dove ci potrebbero invece essere i resti della madre di Leonardo, Caterina. Eventuali tracce genetiche verranno ricercate anche attraverso le opere d'arte di Leonardo, così come tra i suoi discendenti della zona di Vinci.

Durante il convegno si è tenuta anche una lezione di Alessandro Vezzosi, studioso, fondatore e direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, dal titolo "Tracciando la genealogia di Leonardo, fino ai discendenti in vita", e la relazione di David Caramelli, professore di antropologia presso il Dipartimento di Biologia, Unità di Antropologia/Paleogenetica dell'Università di Firenze su "Analisi del Dna dei familiari di Leonardo".

Al convegno è intervenuto anche Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, il quale ha dichiarato: "Il fatto che un team di eminenti studiosi, provenienti da accademie diverse e da differenti parti del mondo, si sia unito nel comune obiettivo di approfondire gli studi di uno dei massimi geni è un fatto positivo e molto importante". "La mia speranza da fiorentino e da toscano - ha aggiunto Giani - è che tutto questo sia utile a tratteggiare un ritratto di Leonardo il più possibile fedele alla realtà, facendo emergere il vero legame che egli ebbe con Firenze, a partire dalle proprietà della sua famiglia in città. Sul piano scientifico è di grande importanza la possibilità di poter creare, attraverso nuove ricerche e tecnologie moderne, una nuova visione della vita del genio di Leonardo a partire proprio dallo studio del Dna".