Ponte autostradale sulla Salerno-Reggio Calabria

Ponte autostradale sulla Salerno-Reggio Calabria
Tutti i ponti italiani realizzati in calcestruzzo fra gli anni '50 e gli anni '60 sono a rischio perché sono arrivati a fine vita, non sono eterni ed è troppo facile prevedere che andranno giù tutti.

"Sono anni che dico che decine di migliaia di ponti italiani sono a rischio crollo e ogni anno puntualmente ne crollano una ventina solo che non fanno notizia perché non sono grandi come quello di Genova". A dirlo è Settimo Martinello, direttore generale di 4 Emme, società di Bolzano che si occupa di ispezioni e verifiche sullo stato dei ponti.

- A questo link il racconto in tempo reale dell'incidente di Genova, dove è crollato il ponte Morandi. Qui tutte le ipotesi sulle cause.

Qui abbiamo spiegato perché crollano i ponti. A questo link la testimonianza dell'autista del camion che ha frenato a un passo dal baratro sul ponte di Genova. Qui abbiamo spiegato quanti sono e quali sono i ponti a rischio in Italia.

A questo link invece il documento (ora rimosso) in cui si diceva che il crollo del ponte Morandi a Genova era una "favoletta". Qui l'articolo sull'ingegnere che aveva "predetto" la pericolosità del ponte crollato a Genova. A questo link abbiamo raccolto tutte le foto e i video della tragedia, e le pagine dei giornali stranieri.

"In questo momento ne gestiamo cinquantamila", spiega all'Agi Martinello. Tra i ponti ispezionati dalla sua società non vi è però il ponte Morandi, crollato il 14 agosto a Genova. "Quello era gestito dalle autostrade e di solito loro fanno le cose per bene, anche se quel ponte, lo sapevano tutti, aveva sempre avuto dei problemi".

Secondo Martinello, che ha lanciato l'allarme, tutti i ponti italiani realizzati in calcestruzzo fra gli anni 50 e gli anni 60 sono a rischio "perché sono arrivati a fine vita, non sono eterni ed è troppo facile prevedere che andranno giù tutti".

"Questi ponti sono fatti con una struttura di acciaio ricoperta di calcestruzzo. Il calcestruzzo è solo una copertura che serve a proteggere i materiali ferrosi dall'acqua e quindi dall'ossidazione, ma il calcestruzzo ha una sua vita utile, trascorsa la quale l'umidità passa e inizia un processo di carbonatazione, che avvia l'ossidazione che provoca la corrosione. Ha presente quando sul calcestruzzo compaiono delle strisce nere? Quello è l'ossido del ferro che sta uscendo. Ci mette dieci o quindici anni questo processo a compiersi. Alla fine fuori sembra tutto a posto, dentro però l'armatura è sparita".

In Italia ci sono un milione e mezzo di ponti, "ma se calcoliamo le campate di ciascun ponte, come è corretto fare, arriviamo a tre o quattro milioni di strutture. Ma sa quanti sono quelli sotto monitoraggio? Sessantamila. Di quelli sappiamo tutto, degli altri quasi nulla, spesso le amministrazioni locali, senza soldi né competenze, non sanno nemmeno di quanti ponti dispongono", conclude Martinello.

Nel 2017 era stato il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè a chiedere con la massima urgenza la mappatura dei ponti italiani a rischio. Si tratterebbe di uno strumento indispensabile per sapere quante strutture nelle condizioni di quelle che sono crollate negli ultimi mesi ci sono in Italia e fare prevenzione.

La richiesta era avvenuta all'indomani del crollo del viadotto di Fossano, del 18 aprile 2017, in cui non vi erano fortunatamente state vittime.

Tra il 2016 e il 2017 su tutta la rete stradale italiana sono stati otto in tutto i ponti crollati. E tantissimi altri sono quelli a rischio crollo.

Tra i ponti a rischio, che ingegneri ed esperti hanno denunciato, vi è ad esempio quello della Magliana, a Roma.

A lanciare l'allarme la Facoltà di Ingegneria della Sapienza. In un convegno a dicembre 2017, alcuni professori e il preside della facoltà di ingegneria, Antonio D'Andrea, si sono riuniti per parlare dei ponti storici di Roma.

Il professore Remo Calzona, ordinario di Tecnica della Costruzioni in un relazione tecnica sostiene che il ponte sia insicuro.

Anche sulla Milano Meda la situazione ponti è critica, come rivela un'inchiesta pubblicata sul Corriere della sera. Sulla strada transitano ogni giorno centomila automobili. L'anno scorso l'ingegnere Giuseppe Giunta, tecnico della provincia di Monza, incaricato di verificare le condizioni dei cavalcavia, aveva sostenuto la necessità di bloccarli al traffico.

In Calabria a rischio anche il ponte Celico, che collega le città di Crotone e Cosenza lungo la strada Statale 107.