US flag oil crude rig refinery
Il Russiagate, il controllo sulle armi, il terrorismo - ogni giorno un nuovo inganno. Ma mentre le popolazioni occidentali sono sempre più una alla gola dell'altra sulle ideologie politiche e sociali, un sistema morale e politico radicalmente diverso si sta sviluppando nel mondo.

Per secoli l'Occidente ha goduto dei frutti dell'egemonia globale, e per gli ultimi 60 e passa anni l'America ha beneficiato di una posizione dominante all'interno di quel sistema. Dunque, l'idea che una cultura straniera acquisisca un potere egemonico altrove è quasi impensabile; per le élite è un sacrilegio, e per la persona normale è semplicemente snervante.

Ma per la Cina, la civiltà con la più lunga storia scritta del mondo, l'egemonia regionale è naturale, eppure la Cina ha difficoltà ad agire in un sistema internazionale che lascia spazio alla sovranità nazionale - per non parlare di egemonia regionale.

L'Ascesa Cinese

Nel suo libro Ideali Democratici e Realtà, Sir Halford Mackinder ha scritto, "Non esiste in natura alcuna parità di opportunità per le nazioni."1 In quanto imperialista di primo ordine, la prospettiva di Mackinder è chiara - alcune nazioni hanno una posizione migliore di altre e, se volete quello che hanno, fareste meglio ad assicurarvi di riuscire a prenderlo direttamente da loro. Continua,
A meno che abbia frainteso fatti di geografia, proseguirei dicendo che il raggruppamento delle terre e dei mari, e della fertilità e dei percorsi naturali, è tale da prestarsi alla crescita di imperi, e alla fine, di un unico impero-mondiale.
Questa è stata l'attitudine occidentale per secoli, e sta arrivando faccia-a-faccia con un alieno geopolitico - l'antico cinese e il suo dominio in Asia.

Durante il corso dell'ultimo secolo, la Cina ha vissuto le invasioni britanniche, francesi e giapponesi, punteggiate da rivolte e da una guerra civile comunista. Adesso, grazie ad una pianificazione cauta e indipendente, la Cina può vantare di aver trasformato una società un tempo agraria in una nazione industriale che si colloca al di sopra di UE e USA in termini di PIL. Come un analista ha fatto notare nel 2010, "La Cina era già stata economicamente al vertice per migliaia di anni, prima della Dinastia Ming. In un certo senso, gli ultimi secoli sono stati un'aberrazione."

Oggi, la Cina è il maggiore produttore di gran parte dei prodotti mondiali, eclissando l'economia USA un tempo dominante.2 Il cittadino medio cinese ha visto un aumento del reddito pro capite da $339 nel 1990 ad oltre $4.000 nel 2010.3 Persino dopo la recessione del 2008, quando gli osservatori credevano che la crescita cinese non sarebbe stata in grado di sostenere una grave recessione economica, il suo stesso ingegno finanziario ha dimostrato altrimenti. In altre parole, il governo "comunista" più potente al mondo ha creato una delle società capitaliste di maggior successo.

Nel 2012, quando Martin Jacques ha pubblicato la seconda edizione del suo libro di riferimento Quando la Cina Governa il Mondo, era ancora capace di domandarsi se la Cina avrebbe accettato il sistema finanziario internazionale così com'era, sotto il dominio USA, o se avrebbe rincorso un sistema fondamentalmente diverso.4 Con le memorie di un "Secolo di Umiliazione" che stavano fermentando nella psiche collettiva cinese, l'idea che la Cina avrebbe perseguito una politica diversa da quella fatta contro di loro dai poteri occidentali, sarebbe stata solo un istruito indovinare.

I decisori politici americani erano convinti altrimenti - che, vincolando gli Stati Uniti alla Cina attraverso il suo ampio disavanzo commerciale, la Cina sarebbe rimasta conforme al sistema e sarebbero stati in grado di contenere le aspirazioni cinesi per l'egemonia regionale istigando diverbi secondo necessità. Con il Mar Cinese Meridionale, l'armare il Pakistan e provocare incidenti lungo il confine Indo-Cinese, così come mantenere una presenza militare nel Giappone, si sperava potessero contenere la Cina.

Tuttavia, la storia ci ha dato la sua risposta. La Cina ha superato pazientemente e cautamente varie barriere all'egemonia regionale e, con l'implementazione della Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture, e dell'iniziativa multi-miliardaria La Nuova Via della Seta, è chiaro che un sistema uni-polare deve subire un cambiamento fondamentale per consentire alla Cina di realizzare le sue aspirazioni. E quali sono quelle aspirazioni? Sono chiaramente definite negli obbiettivi strategici disposti da Xi Jinping: avere una "società moderatamente benestante" che è anche "forte, democratica, civilizzata, armoniosa, e socialista moderna". Mentre i piani della Cina non sembrano immaginarla come un nuovo egemone globale, il semplice fatto che dichiari dominio sul suo stesso territorio naturale è abbastanza da far tremare le fondazioni dell'ordine mondiale.

Contestazione all'Egemonia Finanziaria Americana
china

La proclamazione di Xi Jinping come nuovo Mao al XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese
Dopo la crisi finanziaria del 2008, l'internazionalizzazione dello yuan è diventata di grande importanza per la leadership cinese. Era chiaro a loro, come lo è stato per molti altri, che avere il dollaro come riserva monetaria mondiale e la Fed come prestasoldi di ultima istanza, erano una ricetta per il disastro su scala globale. Nonostante l'economia cinese sia sopravvissuta, non è avvenuto senza gravi dislocazioni. Come Eichengreen, Mehl e Chitu hanno segnalato nei loro studi di egemonia e valute globali, Come Funzionano Le Valute Globali: Passato, Presente, e Futuro:
[I]n un mondo dove le banche possono auto-finanziarsi prestando non solo dollari ma anche altre valute sul mercato interbancario, la loro dipendenza dalla Fed si ridurrebbe. Potrebbero essere in grado di ottenere linee di swap di emergenza da altre banche centrali che erano similmente emittenti di valute considerate sufficientemente sicure e liquide da essere ampiamente negoziate sul mercato interbancario internazionale. Di conseguenza, la Fed non sarebbe più l'unico "prestasoldi globale di ultima istanza."5
Come gli autori fanno notare, la Cina si è dunque imbarcata in un altro viaggio difficile, dal proteggere la sua moneta dalla speculazione al rilasciare la valuta sui mercati internazionali turbolenti e pericolosi. Mai impaurita nel prendere rischi significativi, il risultato è stato un assalto massiccio sullo yuan, ancora un'altra serie di lezioni sul come l'Occidente gioca il gioco.

Nella guerra alla corruzione di Xi Jinping, la Cina ha ulteriormente legittimato sé stessa come fonte per i capitali internazionali. E, entrando nel cesto delle valute di riserva del FMI, la Cina ha reso lo yuan tanto più attraente alle nazioni estere. E si iniziano a vedere i risultati.

Le banche centrali europee hanno cominciato solamente ora a rimpiazzare le loro riserve di dollari con lo yuan, e la valuta sta facendo progressi sul sistema internazionale di pagamenti SWIFT. Il dollaro americano ritiene ancora la sua supremazia, visto che i paesi sono tenuti ad acquistare il loro petrolio un dollari. Tuttavia, nel luglio del 2015, la Russia ha superato l'Arabia Saudita per diventare il fornitore principale di petrolio della Cina. Nell'ambito dell'operazione, la Russia ha accettato lo yuan come pagamento per il petrolio - parte di un piano congiunto per iniziare la graduale eliminazione del petrodollaro, qualcosa che molti alcuni partner commerciali cinesi hanno accettato.

E, mentre la Cina continua a diventare un partner commerciale sempre più importante dell'Arabia Saudita - compresa la creazione di un fondo d'investimento condiviso di $20 miliardi - esiste il potenziale per quest'ultimo di iniziare ad accettare lo yuan. Con l'assistenza cinese nell'offerta pubblica della principale società petrolifera saudita ARAMCO, ci sono voci che l'accettazione saudita dello yuan come valuta di riserva stia diventando sempre più una semplice questione di tempo. Carl Weinberg, il principale economista di High Frequency Economics, ha detto: "Credo che la determinazione del prezzo del petrolio in yuan sta per arrivare e, appena i sauditi lo accettano - come i cinesi li costringeranno a fare - il resto del mercato petrolifero si muoverà con loro."

Pepe Escobar ha riportato nel dicembre del 2017:
Il piano è quello di implementare operazioni a termine di prodotti petroliferi in yuan, i quali saranno convertibili per intero in oro sui mercati di scambio di Shanghai e Hong Kong. [...]

Tuttavia, ci sono domande sul come Pechino metterà su sul piano tecnico un mercato a termine del petrolio rivale a Brent e WTI, e come i controlli dei capitali della Cina lo influenzeranno. [...]

Ovviamente, il preludio al D-Day accadrà quando la Casa di Saud annuncerà ufficialmente di accettare lo yuan per almeno parte dei suoi export verso la Cina.
Dopo soli due mesi, la Cina ha messo su quel mercato a termine, dove cominceranno le transazioni a marzo. Ritardata dallo scompiglio nei mercati azionari cinesi, la Cina è pronta ad entrare nel mondo dei petro-mercati anche mentre cominciano a rubare una fetta delle riserve estere mondiali.

Ci si aspetterebbe che questa situazione sconvolgerebbe seriamente gli atlantisti che hanno vissuto per decenni sul denaro libero del petrodollaro. Questo accordo lucrativo ha trasformato i sauditi nell'arma finanziatrice del governo statunitense, permettendo agli USA di vivere perpetuamente sul loro sussidio mentre il resto del mondo è stato forzato a pompare soldi nelle casse dei sauditi e di conseguenza nel Tesoro statunitense.

L'Importanza del Sistema del Petro-Dollaro

kissinger faisel petrodollar Opec
Nel 1973, l'OPEC avviò una crisi internazionale tagliando l'esportazione di petrolio a paesi che sostenevano Israele durante la guerra Yom-Kippur. Ovviamente, c'erano delle ragioni ufficiali per l'embargo, e poi ci sono le vere ragioni.

La ragione "ufficiale" era che i sauditi erano indignati dal sostegno in tutto il mondo per Israele. Giudicando dall'esperienza passata dell'Arabia Saudita sui diritti umani e le sue offerte ombreggiate con Israele, non è un argomento molto convincente. Quello che seguì fu un ingegnoso piano che avrebbe elevato gli Stati Uniti a status egemonico per il resto del XX secolo.

Dopo l'embargo del 1973, il tesoro statunitense e i sauditi arrivarono ad un accordo critico - i sauditi avrebbero accettato armi e supporto militare statunitense in cambio di legare la loro esportazione di petrolio ai dollari. Nacque così il petrodollaro.

Dopo che Nixon disaccoppiò il dollaro americano all'oro, terminando effettivamente il sistema Bretton Woods, i politici americani erano ansiosi di introdurre un nuovo sistema che mantenesse l'egemonia statunitense. Come F. William Engdahi scrisse nel suo libro, Un Secolo di Guerra: La Politica del Petrolio Anglo-Americana e il Nuovo Ordine Mondiale:
In effetti, attraverso tali accordi segreti come l'Accordo Congiunto USA-Stati Uniti con il Tesoro e le attività di David Mulford, nonché lo strano mandato dell'OPEC sul prezzo del dollaro, Washington e la banche di New York avevano sostituito il loro difettoso sistema di scambio d'oro Bretton Woods del dopoguerra, con un nuovo sistema di scambio instabile del dollaro basato sul petrolio, che, a differenza del sistema di scambio d'oro, pensavano poter controllare. Kissinger e l'establishment finanziario di Londra e New York avevano in effetti rimpiazzato il vecchio standard di scambio d'oro del dopoguerra con il loro stesso "standard del petrodollaro."6
Tutte le nazioni del mondo avevano bisogno del dollaro per acquistare petrolio, e per evitare di svalutare il dollaro (e le loro riserve) erano obbligati a reinvestire negli Stati Uniti. Il mondo divenne il prestasoldi diretto degli USA. Come scrisse Yuram Weiler, "Il risultato [era] un sistema finanziario globale dominato dagli Stati Uniti dipendente dal mantenimento del valore [...] del dollaro, permettendo agli USA di godere un'estravagante economia di consumo alle spese del resto del mondo."

Dopo che gli Stati Uniti abbandonarono il gold standard e adottando il petrodollaro, una qualsivoglia sembianza di responsabilità fiscale è stata di fatto buttata dalla finestra, e l'impero americano si è potuto indebitare fortemente per finanziare un deficit commerciale sempre crescente, spendendo qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, trascurando condizioni economiche centrali come l'infrastruttura, l'industria manifatturiera, etc. Il grafico sotto rivela come questo sistema del petrodollaro ha influito drasticamente sul bilancio commerciale USA:

US balance of trade Europe
Dopo gli anni 70, il bilancio commerciale scese a picco. Ora diventa evidente quanto grande sia pericoloso il gioco dello yuan sulla scena mondiale. Appena i paesi iniziano a passare dal dollaro allo yuan, perdono uno degli incentivi principali per finanziare l'America. In una situazione dove gli Stati Uniti spendono $bilioni in guerre mentre l'infrastruttura si sbriciola, dove l'ONU deve inviare investigatori speciali per affrontare le discrepanze maggiori tra ricchi e poveri, e l'élite finisce per rendersi ridicola, non lascia presagire bene per gli Stati Uniti. Non c'è allora da stupirsi che analisti di una think tank della City di Londra stanno mettendo in guardia contro una correzione del mercato azionario del 40 a 50 percento nel 2018 per mancanza di domanda dei titoli garantiti dal dollaro. Hanno ovviamente avvertito di questo pericolo per anni, ma è giusto una questione di tempo prima che arrivi una correzione di rotta.

Il Percorso Verso la "Dominazione" Energetica Americana

American Energy Dominance
La Strategia sulla Sicurezza Nazionale di Donald Trump ha sottolineato l'importanza del dominio dell'energia, affermando "Per la prima volta in generazioni, gli Stati Uniti diventeranno un nazione dominante a livello energetico." Scott Pruitt e i co-autori descrivono in un op-ed del Washington Times quello che significa il "dominio dell'energia": "Un'America dominante a livello energetico vuol dire una nazione autosufficiente e sicura, libera dal tumulto geopolitico di altre nazioni che cercano di usare l'energia come arma economica."

Tuttavia, non è stata l'amministrazione Trump che ha levato il divieto durato 40 anni sulle esportazioni di petrolio e che hanno messo in moto le cose. Quella decisione è stata presa sotto l'amministrazione Obama, ed è venuta senza dubbio dal "Deep State" delle maggiori corporazioni petrolifere, consiglieri di politica estera, finanzieri, e l'élite Atlantista che sta cercando di adattarsi ad un mondo dove rischiano di perdere una sostanziale egemonia finanziaria, politica e militare.

Con la possibile caduta del petrodollaro che rappresenta un pericolo esistenziale all'America, gli USA aumentano la produzione di petrolio - e l'Elite Atlantica si scatena con l'anticipazione di un guadagno inatteso. Amy Myers Haffe, portavoce per il Council on Foreign Relations, ha osservato che, con l'aumento delle esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto (LNG), "La Russia sarà la perdente. Possiamo già vedere la loro leva sul mercato in Europa e l'influenza che stanno cercando di creare sulla Cina dissiparsi."

Meghan L. O'Sullivan, ex vice consigliere sulla sicurezza nazionale su Iraq e Afghanistan sotto George W. Bush, ha pubblicato un libro nel 2017 dedicato al concetto intitolato, Manna dal cielo: Come l'Abbondanza della Nuova Energia Migliora la Politica Globale e Rafforza il Potere Americano. Nel suo libro, asserisce che questo aumento in esportazioni "Sarà, infatti, un importante fattore determinante dell'ordine internazionale o, piuttosto, di come funziona il mondo." Continua:
In alternativa, affretterà e contribuirà ad arrestare le principali tendenze ora percepibili a qualsiasi stratega globale: la corrosione delle regole e norme che hanno modellato l'ordine liberale internazionale dai tempi della seconda guerra mondiale, il trasferimento di potere e benessere dall'Ovest all'Est, la spinta da parte della Russia e la Cina per stabilire sfere di influenza, l'ascesa di attori non statali a spese di governi sovrani, ed il ridimensionamento degli Stati Uniti e dell'Europa dalla scena mondiale.7
E come intendono farlo esattamente? Gli Stati Uniti sperano diventare al prossima Arabia Saudita delle esportazioni di petrolio, e il ragionamento è semplice. Come Nic Chao scrisse per The McGill International Review, "Un forte settore domestico energetico con un'alta priorità sull'export consentirà una transizione liscia via dal regime del petrodollaro."

Mentre i think tank sperano una "transizione liscia", non è per niente evidente che è quello che finiranno per avere - nonostante ciò la lotta per il Dominio Energetico Americano sta andando a tutto vapore.

Nel 2007, Rex Tillerson ha tenuto un discorso alla CFR, nel quale ha sottolineato l'approccio che gli USA dovrebbero prendere verso il mercato energetico mondiale. Ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero abbandonare sogni di "isolamento" energetico e invece, come i fondatori del Consiglio, scegliere il percorso di maggiore impegno internazionale". Con lo yuan che spiazza gradualmente il dollaro americano nello scambio di energia, e la Russia che allontana sempre di più gli Stati Uniti dal Medio Oriente, non c'è da meravigliarsi che Condoleeza Rice ha nominato Rex Tillerson all'amministrazione Trump come l'uomo in grado di compiere il lavoro di supervisionare il nuovo ruolo strategico degli USA in un mondo sempre più dominato dall'Oriente.

Rex Tillerson Xi Jinping
Nel 2011 gli Stati Uniti sono diventati il principale produttore mondiale di gas naturale. Con l'introduzione di gas naturale liquefatto sul mercato internazionale, e il suo uso in varie capacita manifatturiere e industriali, il mondo ha visto una nuova alternativa al petrolio da condotto per il loro fabbisogno energetico. Nel dicembre del 2015, il Congresso americano ha votato per sollevare il divieto sulle esportazioni petrolifere durata 40 anni, spianando la strada al petrolio americano sui mercati esteri. Avevano giusto bisogno dell'infrastruttura che esporta e dei mercati che avrebbero importato.

Attraverso il 2017, nuovi condotti sono stati assemblati, aumentando la capacita americana per le esportazioni internazionali. Nel giugno 2017 l'Arabia Saudita e i suoi alleati nel Medio Oriente hanno tagliato tutti i legami con il Qatar, aprendo la strada agli Stati Uniti di riempire il ruolo del Qatar in quanto esportatore di gas nella regione. Le società energetiche statunitensi hanno seguito scrupolosamente l'esempio.

Nel 2018, gli Stati Uniti sono diventati un esportatore netto di gas naturale per la prima volta in sessant'anni, con gli esperti dicendo, "Il mercato mondiale di LNG non ha mai avuto un tale volume significativo e flessibile di LNG come i volumi in arrivo nei prossimi tre anni, principalmente dagli Stati Uniti, il che porterà ad un cambiamento fondamentale sul come il LNG viene commercializzato e scambiato a livello globale."

Perseguendo contratti energetici in Europa, nel 2017 l'adesso pensionato Generale del Corpo dei Marines James L. Jones, un ex consigliere della sicurezza nazionale all'amministrazione Obama, ha tenuto un discorso al Atlantic Council sul come "coltivare" gli interessi dell'amministrazione Trump nel creare un nuovo blocco energetico dentro l'Unione Europea. Questa iniziativa, chiamata la Iniziativa dei Tre Mari, aveva come piano quella di unire le dodici nazioni europee nell'Europa centrale e orientale, creando un blocco energetico che farebbe uscire la Russia dal mercato dell'UE, introducendo nel contempo l'energia statunitense. E ' stato un piano sostenuto da Washington per tagliare completamente la Russia dal mercato energetico europeo, trasformando la Polonia in un hub del gas per le esportazioni statunitensi.

Jones ha dichiarato che Rex Tillerson aveva espresso il suo interesse nel progetto, dicendo "Lo capisce. Ne capisce l'interesse strategico; ne capisce l'interesse economico." E' stato ulteriormente citato dicendo che, "Questo e' un progetto veramente transatlantico che ha ramificazioni enormi a livello geopolitico, geostrategico e geoeconomico."

Allo stato attuale, Norvegia, Russia e OPEC sono i più grandi giocatori sul mercato energetico europeo. Nel 2012 la Norvegia ha contribuito circa il 31% delle importazioni di gas naturale della UE mentre la Russia ha contribuito circa il 39%, e l'OPEC rappresentava circa il 40% delle importazioni di greggio. L'idea che la Polonia supererebbe i metodi di consegna più economici ed efficaci della Russia, attraverso i gasdotti, rimane un sogno.

Significa però tagliare le vendite di petrolio della Russia. Dal giugno del 2017, la Polonia riceveva le sue prime spedizioni di LNG. In agosto, la Lituania ha ricevuto le proprie. Tuttavia, le Germania non ne voleva sapere e ha approvato un'autorizzazione permettendo Gazprom di iniziare la costruzione del gasdotto Nord Stream 2.

nordstream
© Sputnik/ Serguey Guneev
Gli Stati Uniti e la Polonia hanno espresso "preoccupazione estrema" sulla decisione della Germania. La Polonia ha domandato che gli Stati Uniti infliggano sanzioni sul progetto. Rex Tillerson ha dichiarato che , "Come la Polonia, gli Stati Uniti oppongono il gasdotto Nord Stream 2 ... Lo vediamo come ledere la sicurezza e la stabilità energetica dell'Europa, e fornisce alla Russia ancora un altro mezzo di politicizzare l'energia come mezzo politico."

Il portavoce del Ministro degli Esteri tedesco, Rainer Breul, era calmo, fresco e composto, dicendo, "Non vedo alcuna ragione per valutarlo, non considero queste affermazioni sorprendenti." Persino l'Atlantic Council era d'accordo. Il Senior fellow Brenda Shafer ha affermato che l'establishment aveva bisogno di scegliere le sue battaglie, riconoscendo che la Nord Stream II era una battaglia persa. Se ci fosse mai stato un riconoscimento dell'estremo frangente nel quale si trova "l'ordine liberale", è stato proprio quello.

Ma l'Europa non è stato l'unico bersaglio delle esportazioni di energia statunitensi. Quest'anno, Cheniere, una società americana specializzata in gas naturale liquefatto (LNG), ha annunciato la sua prima esportazione ad una società statale cinese. Questa è una grande notizia per un'industria che vanta 10.3 milioni di lavori e costituisce l'8% dell'economia americana. E si adatta anche all'economia cinese, la quale rappresenta il 40% dell'aumento della domanda del petrolio nel 2004.5 Cheniere Energy ha anche annunciato accordi maggiori a lungo termine con la Cina per importare il gas naturale statunitense fino al 2040, e altre principali corporazioni cercano di seguire passo.

E, come al solito, l'Occidente ha la Russia nel loro mirino. Come ha riportato Reuters, le vendite verso la Cina sono "modeste" ma promette "molta più competizione" a venire per la Russia.

Quanta più competizione? Le esportazioni americane di petrolio hanno recentemente raggiunto un record di 2 milioni di barili al giorno, e gli Stati Uniti sono previsti di diventare un esportatore netto di energia da qui al 2022 - sorpassando sia l'Arabia Saudita che la Russia. Tuttavia, non è chiaro per quanto tempo siano in grado di mantenere questo tasso di produzione. Nonostante l'euforia da parte dell'industria e dai think tank atlantisti, dei rapporti suggeriscono che non durerà a lungo. Un rapporto del 2014 ha suggerito che buona parte delle stime della EIA sono completamente sbagliate, e che molti pozzi hanno giusto una frazione del potenziale che l'industria afferma avere. Il lavoro della EIA, ha affermato un ufficiale, era quello di "raccontare le storie dell'industria" - non i fatti.

In ogni caso, è apparente che l'egemonia che si sposta verso la Cina sta facendo notizie. Mentre gli atlantisti come Meghan L. O'Sullivan affermano che le esportazioni energetiche americane porteranno fine "al passaggio di potere e benessere dall'Occidente all'Oriente, e alla spinta da parte della Russia e della Cina per stabilire sfere di influenza", è chiaro che sono, in verità, segni che gli Stati Uniti devono adattarsi a loro, altrimenti. Il fatto che gli Stati Uniti siano in grado di sopravvivere una "correzione di rotta" mentre perdono sempre di più gli strumenti egemonici e coercitivi, dipenderà probabilmente dalla loro abilità di imparare a "giocare insieme agli altri".

Conclusione

Con l'ascesa del petro-yuan, gli Stati Uniti rischiano di perdere un bel po' di potere coercitivo. Così come la Germania volta le spalle agli Stati Uniti per ricevere il gas russo, la Cina riacquista la sua egemonia regionale, e l'Unione Europea rischia di scucirsi agli angoli, sembra che "l'ordine liberale internazionale", come viene chiamato, stia crollando, e qualcosa di molto diverso si intravede all'orizzonte.

Il periodo sul quale noi occidentali ci siamo affacciati potrebbe essere un cambiamento grande quanto ciò che la storia ha registrato - Russiagate, "razzismo", "transfobia", pazzia immigratoria, uccisioni nelle scuole, rumori di cospirazioni, guerre, crollo finanziario - isteria, isteria, isteria. Sembra, come scrisse un tempo W.B. Yeats, che la mera anarchia si sciolga sul mondo.

Girando e girando nel giramento sempre più largo
Il falcone non riesce sentire il falconiere;
Le cose non vanno a buon fine; il centro non riesce a reggere;
La mera anarchia si scioglie sul mondo,
La marea oscurata di sangue si disperde, e ovunque
La cerimonia dell'innocenza annega;
I migliori mancano di ogni convinzione, mentre i peggiori
Sono pieni di intensità appassionata.

E tuttavia, nonostante le tante intenzioni criminali, la storia va avanti, e ci facciamo coraggio ogni giorni che passa. "Dominio" dell'energia americana o no che sia, forse è l'ora che l'Occidente abbandoni i suoi sogni di un "impero mondiale" o anche di egemonia mondiale, che prenda un lungo respiro, e rimetta in ordine la nostra casa comune in vista del caotico periodo che ci attende.

Riferimenti
  1. Halford Mackinder's Democratic Ideals and Reality, p. 1.
  2. Martin Jacques' When China Rules the World: The End of the Western World and the Birth of a New Global Order: Second Edition, p. 18.
  3. Ibid., p. 184.
  4. Ibid., p. 18.
  5. Eichengreen,‎ Mehl,‎ and Chitu's How Global Currencies Work: Past, Present, and Future, p. 198.
  6. F. William Engdahl's A Century of War: Anglo-American Oil Politics and the New World Order, p. 154.
  7. Meghan L. O'Sullivan's Windfall: How the New Energy Abundance Upends Global Politics and Strengthens America's Power, p. 7.