© Foto: Eliseo Bertolasi

Nella mattinata del 1° ottobre, a Verona è stato dato il via alle manifestazioni preliminari al referendum del 22 ottobre. Per il Veneto si preannuncia un referendum di portata storica. Le aspettative sono forti, i veneti saranno chiamati a votare per l'autonomia della loro regione da Roma.


Intorno allo stadio Bentegodi di Verona è sfilata una grande bandiera di San Marco.

Sputnik presente all'evento ha intervistato gli animatori dell'iniziativa.

Paolo Paternoster segretario Lega Nord di Verona, in prima fila, ha spiegato il significato della manifestazione.

— Tra tre settimane avremo il referendum per l'autonomia del Veneto. È un'occasione unica, storica, irripetibile e per questo motivo oggi abbiamo deciso questa manifestazione: sfilare attorno allo stadio per sensibilizzare i cittadini veronesi e veneti a recarsi in massa per votare a favore dell'autonomia del Veneto.

— Quale il suo pronostico?

— Per carattere noi siamo ottimisti, ma vista la mobilitazione dei nostri militanti, vista la presenza dei cittadini ai vari incontri tematici che facciamo sul territorio, nei comuni, in provincia.. penso sarà un successo non solo del "Si" ma soprattutto di partecipazione e affluenza. Questo è un vero referendum, con vere schede elettorali, con i seggi nelle scuole, un referendum con validità legale. Sarà poi compito del nostro governatore Luca Zaia battersi a Roma per cercare di porta a casa deleghe, competenze, anche soldi che sono quelli che ci vengono rubati ogni anno da Roma per poi essere spesi male.

Matteo Grigoli coordinatore per la provincia di Verona di "Raixe venete" (Radici venete n.d.r.), uno degli animatori dell'iniziativa ha aggiunto:

— Abbiamo organizzato questo corteo col gonfalone di San Marco intorno allo stadio per apportare anche alla componente sportiva di Verona il messaggio di appartenenza al Veneto, un popolo millenario. Per far conoscere loro questa bandiera, la bandiera di San Marco. Una bandiera che unisce, non una bandiera che divide. È una bandiera che rappresenta un'identità, una cultura, un popolo.

Palmarino Zoccatelli presidente del comitato Veneto Indipendente, presente alla sfilata, ha spiegato la non casualità della data scelta per il referendum.

— La data del 22 ottobre ha una grande valenza simbolica perché esattamente 151 anni fa, il 22 ottobre 1866, ci fu il plebiscito farsa di annessione del Veneto all'Italia. A distanza di 151 anni viene fatto un referendum vero, con voto segreto e non con voto palese come in passato, tra l'altro sotto occupazione militare dei Savoia. Ci auguriamo questa sia l'inversione di tendenza per tornare uno Stato libero. L'autonomia è una tappa, l'obiettivo finale è l'indipendenza del Veneto.

— Ci sono connessioni con il referendum in Catalogna?

— Certamente si! Due popoli che stanno portando avanti una battaglia comune: riconquistare la propria indipendenza, entrambi contro uno stato centrale sordo ad ogni richiesta di autonomia che, nel caso del Veneto, ignora la nostra storia millenaria e ci vuole imporre un modello di società in contrasto con il nostro passato, i nostri valori e le nostra tradizione cristiana. Il desiderio d'indipendenza non nasce ora, ha radice storiche precise, alle spalle abbiamo oltre un millennio di Repubblica della Serenissima. Sta però emergendo in maniera preponderante in questi ultimi anni, certamente spinto dalle cieche politiche pro-migranti del governo che ci hanno portato solo degrado, povertà, criminalità ovunque sul nostro territorio. La gente non ce la fa più.

In seguito, nel pomeriggio, rappresentanti di vari movimenti indipendentisti veneti si sono recati davanti al consolato spagnolo di Verona per manifestare a sostegno del referendum per l'indipendenza della Catalogna.


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