Non si fermano le manifestazioni contro l'obbligo dei vaccini: nell'ultimo fine settimana attivisti no-vax sono scesi in piazza a Roma e a Merano, in un clima di caccia alle streghe e richieste di "asilo" in Austria di 130 famiglie altoatesine no-vax.


Sono arrivati da tutta Italia a Roma, genitori, ragazzi, associazioni, medici, avvocati, per protestare contro il decreto Lorenzin che aumenta le vaccinazioni obbligatorie da 4 a 12, su invito del Coordinamento nazionale per la libertà di scelta e per chiedere che le 12 vaccinazioni non siano obbligatorie per la frequenza scolastica. Il corteo partito dalla Bocca della Verità è sfilato per le strade del centro storico di Roma con cartelli che inneggiavano alla "Libertà di scelta" e deploravano le sanzioni previste dal decreto per i genitori anti-vaccini, multe fino ai 7.500 euro e rischio di perdere la patria potestà.

A Merano gli attivisti si sono incontrati davanti alla Kurhaus, dove si stava svolgendo un incontro del presidente Mattarella con il presidente austriaco, Alexander Van der Bellen. Qui i manifestanti hanno invocato la libertà di scelta, richiamandosi alla mozione approvata all'unanimità pochi giorni prima dal Consiglio provinciale dell'Alto Adige, che chiede "lo stralcio delle misure coercitive previste dal decreto sui vaccini e una campagna di sensibilizzazione ampia ed equilibrata". Infatti, tra i poteri della Provincia Autonoma non rientra la competenza legislativa primaria su questo tema. Ma dall'Alto Adige arriva comunque un chiaro segnale di insofferenza rispetto al decreto voluto dal ministro Beatrice Lorenzin.

A quanto pare, il decreto della salute del ministro Lorenzin, che stabilisce la vaccinazione obbligatoria per iscrivere a nidi, materne e scuola dell'obbligo non è andato proprio giù a oltre 130 famiglie altoatesine che richiederanno "asilo" in Austria per non dover vaccinare i loro figli nel nostro Paese. L'attivista alto-atesino no-vax Reinhold Holzer ha dichiarato che i genitori hanno già scritto al presidente italiano Mattarella, a quello austriaco Van der Bellen, come anche al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra. Di certo, ha aggiunto Holzer, non avveleneremo i nostri bambini. L'asilo non lo chiede solo chi scappa da una guerra, ma anche chi si vede privato dei diritti umani.

Se forse non sono in molti ad essere d'accordo con Holzer, secondo cui "i vaccini sono una carneficina chimica ai danni dei nostri figli", sta di fatto che come genitori siamo preoccupati delle conseguenze sulla salute dei nostri figli, e come cittadini crediamo che un trattamento sanitario obbligatorio sia una misura non giustificata e lesiva dei diritti alla persona. I vaccini sono farmaci, e come tali hanno pro e contro, controindicazioni e avvertenze, e finché esiste qualche tipo di rischio non si può obbligare un genitore a vaccinare il proprio figlio, quando per di più non è previsto alcun tipo di analisi pre-vaccinale. Ci pare evidente che una legge di questo tipo mina in profondità la Libertà di Cura ed il Diritto all'Istruzione ed è lesiva dei diritti umani.

Molti giuristi in Italia l'hanno già definita anticostituzionale, ma nonostante tutto il Presidente della Repubblica in data 7 giugno 2017 ha firmato il decreto. Senza entrare nei meriti scientifici e nei tecnicismi giuridici, come genitori e cittadini pensiamo sia giusto reclamare il diritto di avere: vaccini puliti, liberi da metalli pesanti, anamnesi accurata e analisi pre e post vaccinali, libertà di cura, nessuna speculazione economica sulla salute pubblica e una maggiore chiarezza da parte dei medici e degli operatori sanitari sui rischi e sugli effetti collaterali dei vaccini.

Proprio sulla mancanza di chiarezza ha influito negativamente la caccia alle streghe che si è scatenata con il decreto del ministro Lorenzin: almeno due medici sono stati radiati dall'ordine dei medici per le loro posizioni anti-vaccini. E questa mancanza di chiarezza a livello del ministero della Salute e dei mass media ha indotto a pensare che l'illegale decreto che rende obbligatori ben 12 vaccini sui bambini più piccoli non sia altro che una misura coercitiva unica al mondo, imposta da Washington per favorire le solite multinazionali e che l'Italia a tutti gli effetti è ufficialmente sotto dittatura anglo-americana.

D'altra parte non è forse vero che l'Italia è stata designata quale capofila per le strategie e le campagne vaccinali nel mondo per cinque anni? È quanto deciso al Global Health Security Agenda (Ghsa) che si è svolto a Washington, il 29 settembre 2014. A ricevere questo "prestigioso" incarico alla Casa Bianca, alla presenza di Barack Obama, il ministro Lorenzin e il presidente dell'Aifa Pecorelli.

Se il ministro della Salute e l'Agenzia Italiana del Farmaco sono orgogliosi di questo "prestigioso" riconoscimento, i genitori non ne sono onorati, anzi sono preoccupati, nessun Paese in Europa ha fatto sulla popolazione quello che oggi è previsto sui nostri figli, preferendo l'obbligatorietà alla raccomandazione, ben sapendo che 15 dei 29 Paesi europei esaminati - Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito - non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria, e che gli altri 14 ne prevedono almeno una all'interno del proprio programma vaccinale nazionale.

Ringraziamo il ministro della Salute che si fa bella a livello internazionale sulla pelle di piccole cavie e l'Agenzia Italiana del Farmaco che nasconde i dati sui danni provocati dai vaccini, il cui ultimo rapporto riguarda l'anno 2013, mentre mancano quelli relativi agli anni 2014, 2015 e 2016, proprio in concomitanza con un'impennata delle reazioni avverse segnalate e la nomina dell'Italia a capofila per le strategie e le campagne vaccinali nel mondo per cinque anni.