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dom, 28 nov 2021
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Perché gli Italiani potrebbero essere i veri sconfitti dell'euro

squalo UE inghiotte l'Italia

Un breve articolo di Bloomberg mostra che gli italiani sono i maggiori perdenti dell'era dell'euro: l'Italia è l'unico paese tra i 19 membri ad aver ancora un PIL reale pro-capite più basso rispetto a 18 anni fa, quando è stato adottato l'euro. Persino nella Grecia massacrata dalle politiche di austerità imposte dai creditori il PIL reale pro-capite è ora leggermente salito - dopo una devastante depressione - rispetto a 18 anni fa. Un'ulteriore conferma che per l'Italia riprendersi la propria moneta e il proprio futuro è una questione vitale.

di Lorenzo Totaro e Giovanni Salzano, 3 febbraio 2017



Quasi due decenni dopo la creazione della moneta unica, gli italiani si stanno dimostrando i grandi perdenti tra i 19 paesi membri dell'eurozona.


Secondo i calcoli di Bloomberg, sulla base dei dati fino al 2015 e le stime per il 2016 forniti dall'ufficio di statistica dell'Unione europea, il prodotto interno lordo pro capite in termini reali si è ridotto dello 0,4 per cento negli ultimi 18 anni.Mentre a partire dal 1998 l'economia italiana è cresciuta del 6,2 per cento, nello stesso periodo la sua popolazione è aumentata del 6,6 per cento - così si spiega la caduta del Pil pro-capite.

diagramma

La parte del leone e la parte dell’agnello – in arancione la contrazione del PIL real pro-capite tra il 1998 e il 2016, in blu l’espansione del PIL reale pro-capite nello stesso periodo

Oscar

Oliver Stone: in Ukraine on Fire la vera storia di quel conflitto

Ukraine on Fire
Un artista scomodo, un regista controcorrente. E Oliver Stone non si è smentito: quanto ha pesato la politica estera americana sulla rivoluzione in Ucraina e sui fatti del febbraio 2014 conosciuti come Euromaiden? Tanto, troppo. Come dimostra il bello e forte documentario "Ukraine on fire" di Igor Lopatonok, film di cui Oliver Stone è coproduttore e autore dell'intervista.

E così non a caso il regista di "Platoon"- protagonista al Taormina Film Fest - alla domanda sul peso della politica estera sui fatti internazionali e sulla potenziale differenza tra i candidati ufficiali alle presidenziali Donald Trump e Hillary Clinton rispetto alla stessa, non sembra troppo disposto a parlare. Ma poi alla fine dice:-"Quello che succederebbe se fosse eletto Clinton o Trump conta poco. Negli Usa conta solo il sistema".

E ancora Oliver Stone:-" Nell'occidente c'è una resistenza verso la storia ucraina, in questo film la raccontiamo in una prospettiva diversa, mai sentita. E' difficile capire cosa è accaduto anche perché si confondono i nomi dei molti protagonisti. La cosa buffa è che un documentario come "Winter on fire: Ukraine's Fight for Freedom"di Evgeny Afineevsky, che parlava degli stessi temi, e' stato a un passo dagli Oscar, un lavoro fatto tutto con materiale ufficiale e che diceva poco della verita' di cio' che e' accaduto"


Fire

Siria, l'incredibile foto bufala di Repubblica: Le fake news non sono sul web, le pagate 1,50 in edicola!

fake news
A corredo di un articolo grottesco sul rapporto farlocco di Amnesty International sui "crimini contro l'umanità" commessi in una prigione siriana, Repubblica usa una delle foto simbolo dell'eroismo dei soldati di Bashar al Assad: l'esecuzione sommaria di un gruppo di loro da parte delle m. jihadiste.

Le fake news non girano sul "web", le pagate 1.50 euro in edicola.

fake news 1

Post Fb di Febe Polluce (su segnalazione di Federico Pieraccini)

Cult

Fake news, la marchetta delle Iene a Laura Boldrini

boldrini

In un servizio andato in onda questa settimana dal titolo Il grande business delle bufale online, Le Iene hanno deciso di fare un pieno endorsment a quella campagna liberticida intrapresa da Laura Boldrini per il controllo della rete che come AntiDiplomatico vi abbiamo denunciato più volte.


Presentando il video messaggio della Boldrini e i due "debunker" scelti dalla Presidente della Camera come "sommi arbitri del web" , l'approfondimento de le Iene si conclude con un'intervista a due soggetti che guadagnano qualche migliaio di euro in modo truffaldino e deprecabile sulla credulità delle persone.

Il tutto per far firmare l'appello bastabufale.it.

Quello che non viene precisato nel servizio de le Iene è che l'appello ha avuto già una conseguenza normativa che come AntiDiplomatico vi abbiamo da tempo anticipato: il famigerato DDL Gambaro - che vede la firma trasversale dal Pd alla Lega Nord - che ha come obiettivo dichiarato la censura ("filtri preventivi") e carcere addirittura per coloro che in modo arbitrario vengono bollati come diffusori di notizie false. Si tratta di una conseguenza diretta della battaglia liberticida di Laura Boldrini, a cui Le Iene hanno deciso di prestare il fianco.

Better Earth

Da Garibaldi a Putin, tutta la storia degli italiani di Crimea

castello di nido di rondine sulla roccia

Gli italiani e la Crimea, gli italiani di Crimea. Una terra così unica e per molti versi simile all'Italia, che da sempre attrae viaggiatori, mercanti, architetti ed altri geni dal Belpaese. Finalmente un libro raccoglie le storie degli italiani che hanno lasciato la propria penisola per scrivere il loro nome nella storia dell'altra.


A Sputnik Italia presenta il volume "Italiani di Crimea. Storia e destini" Giulia Giacchetti Boico, autrice e a sua volta italiana di Crimea.

Chi erano e chi sono oggi gli italiani di Crimea?

Quella degli italiani di Crimea è una comunità formata nella seconda metà dell'Ottocento. Si trattò per lo più di emigranti provenienti dalla Puglia, ma entro la data dell'Unità d'Italia la comunità contava rappresentanti di diversi stati italiani. La prima immigrazione era composita, c'erano mercanti, navigatori, personalità religiose. Nel '900 dopo la rivoluzione russa alcuni tornarono o furono rimpatriati in Italia (per lo più a Trieste).

coperta
© Foto: Pagina Facebook "Italiani di Crimea"
La copertina del libro "Italiani di Crimea. Storia e Destini"

Eiffel Tower

Islamici e comunisti votano Le Pen

Marie Le Pen
© Getty
Gli immigrati di seconda e terza generazione ed alcuni ex comunisti francesi voteranno per Marine Le Pen. A prima vista sembrerebbe un ossimoro storico, invece tutto si incastra perfettamente con quanto sta avvenendo attorno al sempre più dibattuto fenomeno del "populismo". Il Front National, del resto, è ormai il primo partito di Francia (sono i sondaggi a consolidare ogni giorno questo dato). Se questo è avvenuto è perché il superamento della dialettica destra/sinistra ha attecchito sul tessuto elettorale del popolo d'oltralpe, facendo sì che fasce sociali tradizionalmente legate all'universo socialista cominciassero a scegliere Marine Le Pen quale portavoce delle loro istanze.

Così come accade ovunque, il populismo riesce ad imporsi. Diventa, ormai, eccessivamente semplice trovare online storie di francesi con genitori provenienti dall'Algeria, dalla Tunisia e dalle altre ex colonie francesi, immigrati principalmente di fede musulmana, tesserati o simpatizzanti del Fn. Già durante le elezioni regionali del 2015, del resto, venne fuori che il 22% dei cittadini francesi di origine araba scelsero il Front. I recenti sondaggi del quotidiano La Croix si spingono a pronosticare un 26% per le imminenti consultazioni di aprile. Altri, i più ottimisti, sostengono che la formazione guidata dalla Le Pen sarà sostenuta dal 37% degli arabi di seconda generazione ( 22% dei quali islamici praticanti), dal 24% dei cittadini di origine centroafricana e nordafricana e dal 20% degli omosessuali. Dato che lascia stupiti se si tiene presente che nel 2002, quando fu Jean Marie Le Pen ad arrivare al ballottaggio, i sostenitori del Fn provenienti da paesi arabi ed africani si attestarono solamente attorno all'8%.

La Francia profonda, quindi, le banlieu, la periferie distanti dai grandi centri globalizzati dove l'alta finanza ha costruito i suoi quartier generali, prescindendo dalla geografia e dalla tradizione elettorale, stanno preparandosi per sostenere con carrellate di consensi Marine Le Pen.

Passport

Ecco chi sta cacciando Trump

Immigration USA Trump
© Olycom

I media americani descrivono un clima da Stato di polizia; sembra quasi che l'America di Trump si sia improvvisamente trasformata nel Cile di Pinochet: operazioni al limite del rastrellamento, descrizione di arresti di massa, clima di terrore indotto.

La ICE (Immigration Customs Enforcement), l'Agenzia Federale che opera contro l'immigrazione clandestina, è ormai una sorta di nuova Gestapo. Il giro di vite promesso da Donald Trump contro l'immigrazione clandestina ha portato a centinaia di arresti la scorsa settimana e provvedimenti di espulsione immediata. I democratici e le organizzazioni civili continuano le loro mobilitazioni contro quelle che definiscono vere "deportazioni".

La Cnn non manca di sottolineare come ormai "la paura attraversa le comunità di immigrati". Nbc non è da meno e dice che in tutto il Paese "le famiglie di immigrati vivono ormai nella paura a causa dell'Immigration Order di Trump" e, per far capire che aria tira, intervista Cristina Jimenez direttore esecutivo di United We Dream (importante organizzazione pro-immigrati) che dichiara che gli agenti dell'ICE ormai "vanno nelle case delle persone ad arrestarle".

Heart

Le bombe di Kiev le tolsero la mano, la solidarietà degli italiani gliel'ha ridata

Anna Tuv dal Donetsk a Milano
© Sputinik
Era il 26 maggio del 2015, quando un sibilo e un istante dopo una bomba lanciata dall'esercito ucraino metteva fine alla vita pacifica di Anna Tuv, una giovane mamma di Gorlovka, Donetsk. Sotto quella bomba Anna perdeva il marito, una figlioletta di undici anni, la casa, oltre al suo braccio sinistro irrimediabilmente frantumato dall'esplosione.

Grazie al buon cuore di molti italiani, ora Anna è in Italia per l'impianto della nuova protesi mioelettrica ed a Sputnik Italia esprime i suoi ringraziamenti.

Anna finalmente sei in Italia. Come ci sei riuscita?
Sono molto felice per essere in Italia. Era il mio sogno più grande che si è realizzato dopo un anno di tentativi. Non potevo partire per l'Italia per le difficoltà con i documenti. Non potevo recarmi in Ucraina per ottenere i documenti per l'espatrio per il fatto che là sono perseguitata per motivi politici. Ho presentato una denuncia al tribunale di Strasburgo: il governo ucraino, di fatto, con armi vietate e con un'azione militare illecita ha distrutto la mia famiglia, ha tentato di uccidermi, mi ha ferito gravemente con i miei bambini. Ora io, in Ucraina, non mi posso più recare, per questo è stato difficile arrivare da voi.

Mi ha aiutato Ennio Bordato presidente dell'Associazione "Aiutateci a Salvare i Bambini" che si è rivolto a molte istituzioni internazionali senza alcun risultato fino a che, grazie all'Ambasciata Russa di Roma, ho potuto ottenere nuovi documenti da parte della Federazione Russa con lo status di rifugiato.

Che Guevara

In Francia è il tempo degli outsiders

Marine Le Pen
© Olycom
In Francia, comunque vada, sarà il tempo degli outsiders. I candidati all'Eliseo stanno chiarendo i loro programmi elettorali. Ci sono differenze, ovvio, ma anche evidenti affinità. Una su tutte, quella che emerge con più chiarezza, è la volontà di proporre un sistema politico-governativo decisamente differente dall'attuale. Chiunque sarà il prossimo presidente francese, infatti, ci troveremo dinanzi qualcuno che sino a pochi mesi fa era considerato un vincitore poco probabile, qualcuno con un' idea di Francia o di Ue differente dalle ultime proposte e perseguite, qualcuno con una visione del mondo, nel caso di Marine Le Pen, diametralmente opposta alla vigente.

La sfida francese, così, non è legata unicamente ai destini di quella nazione: dovesse vincere Marine Le Pen, infatti, le possibilità che l'Ue resti in piedi si ridurrebbero notevolmente. La Frexit (la Brexit francese), del resto, è una possibilità che il Fn intende perseguire concretamente nel caso i cittadini d'oltralpe decidessero di riporre le loro sorti nelle mani dell'erede di Jean Marie. Marine, ad oggi, è saldamente in testa in tutti i sondaggi. Il 23 aprile, con ogni probabilità, arriverà prima.

Se il primo turno rappresenta però uno scoglio relativo, è il secondo, quello del 7 maggio, a restare un enigma: in qualsiasi competizione elettorale, tranne nel caso di Brignoles, il Fn è stato sempre sconfitto dal "patto repubblicano" tra Ump e Ps.

Bad Guys

L'offensiva dei gate keepers

censura
© flickr.com/ Anais Gómez-C

Il recentissimo caso della decisione di Google-Adsense di cancellare Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento (seppure secondo i criteri giugulatori del colosso americano) è la conferma definitiva della grande offensiva censoria che sta investendo il web e tutta l'informazione/comunicazione alternativa al mainstream.


La natura di questa offensiva è chiara: i poteri che detengono la proprietà di tutti i principali organi di comunicazione del mondo occidentale (radio-televisivi, tele-cinematografici, giornali e riviste) stanno registrando una evidentissima crisi di consenso. La Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne non ha smesso di produrre e riprodurre l'inganno globale per cui è stata costruita. Ma perde colpi a grande rapidità. Bastano tre esempi clamorosi che sono sotto gli occhi di tutti: il Brexit, la vittoria elettorale di Trump e il "no" plebiscitario alla cancellazione della Costituzione italiana.

In tutti e tre questi casi i "pubblici" hanno risposto in modo opposto a quello rispettivamente voluto — e atteso — dai padroni dell'informazione/comunicazione in Gran Bretagna, Stati Uniti d'America e Italia. Tre batoste che hanno prima sorpreso, poi sconcertato, infine spaventato i "poteri". Le cause di questi rovesciamenti di fronte sono molteplici e qui non intendo analizzarle tutte. Ma una di esse, senza alcun dubbio, è l'esistenza ed estensione impetuosa di altri canali di comunicazione, che i "poteri" non sono stati in grado di controllare. Peggio, la loro sconfitta si è trasformata in ludibrio quando il nuovo Presidente americano ha letteralmente affondato di fronte al pubblico planetario la corazzata del mainstream mondiale, rifiutando di rispondere a una domanda della CNN: "voi diffondete il falso".