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dom, 15 set 2019
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Bad Guys

Scandalo Volkswagen: Tu chiamale se vuoi Emissioni... Io le chiamerei TTIP

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Lo scandalo Volkswagen ha preso ampio spazio nelle testate, giornalistiche e non, degli ultimi giorni. Ma non è della vicenda nello specifico che vi voglio parlare, bensì di quello che potrebbe significare. Sempre alla luce, com'è mio solito, di questioni di diritto.

Dopo aver scoperto che l'azienda automobilistica tedesca avrebbe taroccato i test sulle emissioni inquinanti, avvalendosi di un software che le abbassava fino a 40 volte ed entro i limiti normativi, l'Environmental Protection Agency (EPA), l'Agenzia ambientale statunitense, sembra aver intenzione di comminare alla Volkswagen una maxi-sanzione fino a 18 miliardi di dollari.

Ebbene, la riflessione parte dal fatto che per lo stesso motivo lo scorso anno l'EPA comminò a Hyundai e Kia una multa di 100 milioni di dollari. La General Motors invece pagò, per un difetto di fabbricazione, che sarebbe costato la vita a 174 persone, "solo" 900 milioni di dollari, mentre la Toyota per la presumibile morte di cinque persone sborsò 1,2 miliardi.

Noterete da soli una certa sproporzione nelle sanzioni. Lungi da me tentare una difesa della Volkswagen (non credo la meriti né io ho interesse a farlo), mi sono però domandata il perché di cotanta sproporzione. E ho finito per darmi una risposta confermata, nei sospetti, da altri miei interlocutori: questa sanzione di enorme entità - che secondo molti potrebbe addirittura portare il colosso tedesco al fallimento, se sommata ai crolli in borsa - potrebbe non essere altro che un colpo basso, da parte americana, ai danni della Germania che è la più ferma oppositrice alla firma del TTIP.

Eye 2

USA delusi da sentenza Corte Europea su nullità accordo scambio di dati con UE

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© flickr.com/ Bhupinder Nayyar


Il Dipartimento del Commercio USA riferisce che Washington è delusa dalla sentenza della Corte Europea sul "Accordo Ombrello" raggiunto con Bruxelles in merito alla protezione dei dati personali.

Gli USA sono delusi dalla sentenza della Corte Europea, che dichiarato nullo l'accordo sullo scambio di dati tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Washington è disposta a collaborare con la Commissione Europea (CE) per eliminare i punti controversi alla base di questa sentenza, ha dichiarato il segretario al Commercio Penny Pritzker.
"Siamo profondamente delusi dalla sentenza della Corte Europea, che crea una notevole incertezza sia per le imprese sia per i consumatori negli Stati Uniti e nella stessa Unione Europea e mette in pericolo l'efficacia del commercio elettronico transatlantico", — ha detto il segretario USA.
"Siamo pronti a collaborare con la Commissione Europea per eliminare le controversie alla base della sentenza della corte," — ha detto la Pritzker.

Birthday Cake

Film, libri ed anche un i-phone d'oro, buon compleanno presidente Putin!

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© Sputnik. Alexei Druzhinin


Libri, film e musica da sempre sono tra i regali più gettonati per le feste di compleanno. Nel giorno in cui il presidente della Federazione Russa compie 63 anni, ecco una collezione delle preferenze artistiche di Vladimir Putin.


In molte interviste il presidente Putin ha dichiarato che il suo libro preferito della giovinezza è "Il Piccolo Principe" di Saint-Exupery, ma gli piaceva molto anche Aleksandr Duma. In seguito il presidente russo si è appassionato anche alla prosa di Goethe. A formare il suo carattere hanno contribuito anche i personaggi dei romanzi di Jack London, Jules Verne ed Hernest Hemingway, in particolar modo "il Vecchio e il Mare" ed "Addio alle Armi".

Nella top-3 della letteratura russa del presidente Putin fanno parte Lev Tolstoj, Fyodor Dostoevskij e Vladimir Nabokov.

Il poeta preferito di Putin è il filosofo persiano Umar Khayyām.

Spostandoci sulla letteratura di genere non narrativo, grande favore presso il capo del Cremlino incontra il filosofo ortodosso russo Ivan Il'in, che Putin ebbe modo di citare nel 2006, quando disse che "il soldato russo rappresenta l'unità del popolo, la volontà, la forza e l'onore dello Stato".

Commenta: Buon Compleanno Sig. Vladimir Putin, le auguriamo tanti anni avanti, tanta salute e tanta pazienza.


Blackbox

Arabia Saudita sotto accusa: alla Mecca più di 4000 morti?

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© theguardian.com


Come si ricorderà, durante la festa dell'Aid-el-Kebir, quella del Sacrificio, in cui milioni di musulmani raggiungono i luoghi sacri dell'Islam per compiere il rito della lapidazione di Satana, circa 800 persone sarebbero morte schiacciate dalla ressa.


Il numero dei morti è impressionante, ma la verità potrebbe essere ancor più scioccante.

Secondo un comunicato apparso sul sito del ministero della Salute saudita e poi subito tolto, il numeri dei morti sarebbe di 4173. Questo il testo del messaggio: "Il viceministro saudita della Salute, Mohamed Aldowale annuncia che il ministero ha raccolto le foto dei 4173 pellegrini deceduti a Mina [la località situata 5 km a est della Mecca - ndr]. Il processo di identificazione dei corpi è cominciato".

Eye 1

L'NSA ti ha spiato? Ecco come scoprirlo

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La schermata iniziale del sito di Privacy International riporta un passaggio della Dichiarazione universale dei diritti umani


Attraverso uno strumento online offerto da Privacy International, gruppo inglese che si batte per i diritti civili, ora si può inviare una richiesta all'Investigatory Powers Tribunal che è obbligato, per legge, a controllare se si è stati sorvegliati
. Se scopre qualcosa invia una comunicazione con i dettagli. La procedura prende un po' di tempo, ma ne vale la pena.

"QUALSIASI smartphone, in qualsiasi parte del mondo, può essere messo sotto controllo dalla Nsa americana senza che il proprietario se ne accorga". Edward Snowden, la talpa dal Datagate, che ha rivelato l'operazione di sorveglianza di massa dei servizi segreti americani e britannici, lo ha appena detto in un'intervista alla Bbc. Tutti eravamo (e forse lo siamo ancora) a rischio. E non solo usando il telefonino. Anche mandare un'email o usare internet era sufficiente per trasformare qualcuno in vittima incosciente del Grande Orecchio.

Ma adesso c'è un modo per scoprire se i servizi ci hanno spiato. Grazie a una charity inglese, Privacy International, che ha portato in tribunale il Gchq (il più segreto sei servizi britannici) e ha vinto. La conseguenza è che l'Investigatory Powers Tribunal (Ipt) è costretto ad accettare e investigare ogni richiesta di eventuali vittime che arriverà entro il 5 dicembre 2015. Seguendo la procedura che vi spiegheremo, l'Ipt accederà ai dati del Gchq, con il quale l'Nsa condivideva tutte le spiate, e se troverà qualcosa su di voi ve lo notificherà, costringendo le due agenzie di intelligence a cancellare i vostri dati. Non serve neppure un avvocato perché ognuno può rappresentare se stesso, in qualunque parte del mondo risieda.

Airplane

Il comandante muore in cabina: ecco l'audio del copilota, "emergenza a bordo"

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Il pilota di un volo dell'American Airlines partito da Phoenix, Arizona, e diretto a Boston è morto improvvisamente a metà del tragitto mentre pilotava l'aereo. Il controllo del velivolo, un Airbus A320, è stato immediatamente assunto dal copilota, dato che le compagnie aeree statunitensi sono tenute per legge ad avere a bordo due piloti, che è riuscito a portare l'Airbus a terra da solo senza alcun problema.
L'aereo, che aveva a bordo 147 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio è atterrato a Syracuse, nello stato di New York, per permettere ai medici di soccorrere il comandante, il capitano Michael Johnston di 57 anni. Purtroppo, per lui non c'era più nulla da fare.

La moglie del pilota deceduto è sotto shock.
"Aveva avuto problemi di cuore e aveva fatto un intervento di doppio by-pass nel 2006 e doveva fare visite accuratissime ogni sei mesi, ha detto Betty Jean Johnston. Per quanto ne sapevamo era in perfetta forma, quando è partito ieri stava benissimo. Aveva anche perso 3 o 4 chili e mi aveva detto di sentirsi in piena forma".

Vader

Indovinate chi invita i profughi in Germania.

Vladimir Shalak, accademico delle Scienze russo, è progettista di un software che analizza i contenuti di Twitter (Scai4Twi, Content Analysis System for Twitter). Un esercizio per nulla ozioso, anzi molto utile per l'intelligence, come vedremo.

L'accademico Shalak ha studiato 19 mila tweets originali (esclusi i re-tweet) che trattano di rifugiati, ricevuti dagli immigranti.

La maggior parte di questi tweet (hashtag #refugee), indicano la Germania (50%) e l'Austria come i paesi dove gli immigrati sono meglio accolti.

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E il 93% dei tweet dedicati alla Germania contenevano messaggi entusiastici sulla generosità illimitata dei tedeschi: notizie, in arabo, sui terni che recano sulle fiancate il benvenuto in arabo, tifosi di calcio che negli stati inneggiano "Wilkommen" ai profughi, video di profughi ricevuto con fiori e dolci nelle stazioni, video-spot di immigrati che gridano "Amiamo la Germania!".

Quanto ai 5704 tweets originali diffusi con l'hashtag #RefugeeWelcome più il nome di un paese, l'analisi mostra una "preferenza" ancora più alta per la Germania.

Megaphone

Un ragazzo italiano rompe il silenzio sul Donbass

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© © Sputnik. Irina Gerashchenko
Quando l'Occidente aprirà gli occhi sulla tragedia del Donbass? Parliamo di una guerra che ha dilaniato città intere nel centro dell'Europa, spezzato la vita a migliaia di persone, strappato l'infanzia a bambini innocenti.

L'intervento russo in Siria per lottare contro l'Isis è sulle prime di tutti i giornali del mondo, la stampa occidentale non ha perso tempo e anticipando il primo raid aereo, ha subito condannato la Russia di aver colpito dei civili, tra cui bambini.

Ora, come si spiega tutto questo tempismo? Perché allora i media occidentali e europei non si degnano di parlare dei bambini uccisi nel Donbass dalle bombe dell'esercito ucraino in un conflitto che dura ormai da anni? C'è chi non ci sta. È il caso per esempio di un ragazzo italiano, Vittorio Nicola Rangeloni, ora corrispondente di guerra in collaborazione con le istituzioni locali, che ha voluto rompere questo silenzio e vedere con i propri occhi quello che avviene nel Donbass. Vittorio da Donetsk ha raccontato a Sputnik Italia della sua esperienza.

Red Flag

Oregon, giovane spara in un college: 10 morti. L'autore è Chris Harper Mercer

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Ci sono anche 20 feriti. E' successo alll'Umpqua Community a Rosenburg. E' una delle peggiori tragedie della storia della scuola americana.

Gli Stati Uniti, primo fra tutti il presidente Obama, si interrogano dopo l'ennesima strage in un campus universitario americano per mano di uno studente armato. Stavolta è il turno dell'Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, dove al termine di una sparatoria si contano a terra 10 morti, oltre a una ventina di feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. Quasi tutte le vitime sono studenti, colti di sorpresa mentre stavano facendo lezione in classe.

L'autore è Chris Harper Mercer, 26 anni. Lo riferiscono diversi media americani. A quanto si apprende il giovane non era uno studente dell'istituto. Al momento della sparatoria indossava una camicia scura e jeans. Aveva con sè tre pistole e almeno un fucile, oltre ad una grande quantità di munizioni. Secondo alcune fonti aveva anche un giubbotto antiproiettile, ma non è chiaro se lo indossasse al momento della sparatoria. A quanto si apprende il giovane viveva nella stessa zona dell'Umpqua Community College e abitava in un appartamento, probabilmente con la madre.

Piggy Bank

Instabilità economia Cina strategica per sostituire dollaro con yuan in finanza mondiale

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Sarebbe un errore ritenere l'instabilità dell'economia cinese l'inizio della sua recessione. Il più grande centro analitico dell'India, il "National Institute of Public Finance and Policy", ritiene che l'attuale instabilità dell'economia cinese faccia parte della strategia di Pechino per rafforzare la sua posizione nel mercato finanziario mondiale.

Il professore del "National Institute of Public Finance and Policy" N.R. Bhanumurthi ha osservato in un'intervista con Sputnik:

"La Banca Mondiale stava per conferire allo yuan una valuta di riserva, si sarebbe dovuto fare già il mese scorso. Allora gli Stati Uniti, l'Unione Europea e il Giappone si erano opposti e si è dovuto rinviare questa decisione."

Bhanumurthi afferma che tutto quello che sta accadendo è un piano ideato dalla Cina. Nonostante il calo dello yuan, proseguono gli sforzi per normalizzarlo. Entro la fine di quest'anno la Cina sta progettando di creare un proprio sistema di pagamento internazionale sul tipo dell'American Express e Master Card.