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dom, 15 set 2019
Il Mondo per Coloro che Pensano

Figli della Società
Mappa

Che Guevara

"Ci censurano perché rompiamo lo schema narrativo creato ad arte dal sistema"

cremaschi

Intervista a Giorgio Cremaschi dopo il successo della manifestazione dell'11 novembre. "Noi non siamo buonisti e neanche tolleranti. Ma intolleranti e faziosi" Sulle sanzioni al Venezuela: "Sono un'autentica vergogna"


Come AntiDiplomatico abbiamo risentito telefonicamente Giorgio Cremaschi uno dei promotori della grande iniziativa di sabato 11 novembre convocata da Eurostop per un giudizio complessivo.

LEGGI: Roma, migliaia di lavoratori contro Euro, Ue e Nato. I media di regime censurano

Intervista:

Nessun giornale ha dedicato una sola riga alla manifestazione di sabato. E' sorpreso?

Da un certo punto di vista mi indigna, ma non mi stupisce. Perché se non ne hai parlato prima come potevi giustificare quella marea di lavoratori, braccianti, precari e disoccupati dopo? Abbiamo portato la verità nelle piazze rispetto alla disinformazione quotidiana di regime. Parliamo di quel degradato sistema d'informazione che fa campagna elettorale a Casa Pound. Interviste continue, sdoganamento giornalistico, alla Rai per mezz'ora... a nessuno di noi è mai stato concesso nulla di simile. Quella contro di noi quindi non è censura, è una narrazione sistemica precisa.

Che Guevara

"Sono 50 anni che organizzo manifestazioni e una cosa così non mi era mai capitata"

prof Luciano Vasapollo

Intervista al Prof. Vasapollo: "L'atteggiamento autoritario di Minniti e del Pd apre una nuova pagina delle relazioni istituzionali per una grande forza sociale di questo paese che è l'USB"


Come AntiDiplomatico vi abbiamo riportato diverse testimonianze delle ragioni dello sciopero di oggi. Ve le riproponiamo tutte in questo testo (ne seguiranno altre nella giornata di oggi), insieme all'intervista che il Prof. Vasapollo (Cestes, Usb) ci ha rilasciato davanti il Ministero dell'economia questa mattina.









Pills

Se la droga dello Stato islamico viene prodotta anche in Europa

captagon
Il Captagon è l'oppiaceo sintetico usato dai terroristi dell'Isis in combattimento, in grado di anestetizzare il dolore. La "droga della jihad" - come è stata definita - diffusasi in questi ultimi anni in Medio Oriente, che non fa sentire la fame e fa perdere ogni inibizione, e che permette a chi ne abusa di combattere senza sosta, anche per giorni.

Dietro a questa metananfetamina devastante, un mercato nero che ha avuto come centro le monarchie del Golfo come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, a seguito dello scoppio della guerra siriana nel 2011. Ora, secondo un documento ufficiale dell'agenzia federale antidroga statunitense (Dea) pubblicato in esclusiva da Foreign Policy, il centro di produzione si sta spostando rapidamente dal Medio Oriente e sta tornando nell'Europa sudorientale - che rappresenta l'hub originale.

Brick Wall

Omicidio Caruana Galizia: la "Guerra Fredda" è tornata anche a Malta

Malta proteste Galizia Daphne

Protesta di massa nella capitale maltese di Valletta
Il braccio di ferro tra angloamericani e russi non ha risparmiato la piccola isola di Malta: un'autobomba è esplosa il 16 ottobre, uccidendo la giornalista Daphne Caruana Galizia, finita recentemente sotto i riflettori grazie al filone maltese dei Panama Papers. Dalla sua indagine era emerso un presunto giro di tangenti ruotante attorno al premier laburista Joseph Muscat, costretto ad elezioni anticipate e poi rieletto: all'annuncio dell'assassinio di Caruana Galizia, i media hanno subito puntato il dito verso il "corrotto" governo laburista. La morte della giornalista è l'evoluzione dello scandalo Panama Papers: fallito il primo tentativo di defenestrare il premier Joseph Muscat, i servizi angloamericani tornano all'attacco , così che Malta abdichi alla propria sovranità e tenga i porti chiusi alle navi russe dirette in Siria.

Un attacco alla sovranità della Valletta

Decifrare la realtà, estrapolando la verità dal mare di propaganda alimentato dai media, è meno difficile di quanto si creda per chi abbia la capacità di sganciarsi dal contingente: il passato, più o meno remoto, è il principale alleato in questa ricerca. Imbattendosi in un omicidio politico, in un attentato, in un colpo di Stato, è necessario riallacciarsi ai fili della storia: ne scaturirà un'analisi che penetrerà i fatti, evitando passi falsi e illazioni fuorvianti. Il ragionamento vale anche la cronaca di questi ultimi giorni: lunedì 16 ottobre, la piccola isola di Malta è stata sconvolta dall'uccisione della giornalista Daphne Caruana Galizia, artefice di una recente inchiesta che ha portato La Valletta ad elezioni anticipate. Ci tocca, quindi, una breve ma interessante lezione di storia, che riguarda direttamente l'Italia.

Bad Guys

Governo, licenza di scippare cittadini e pensionati

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© CC BY 2.0 / Dave Kellam / Italian Flag
L'attuale Governo italico, quello che doveva solo traghettare verso nuove elezioni, continua a prendersi il lusso di imporre decisioni epocali al nostro sventurato popolo.

Ora si è attribuito una vera e propria licenza che consente di scippare i cittadini: lo confermano due fatti recentissimi che costringono a tornare sul tema delle pensioni. Da un lato, l'aggiornamento dell'aspettativa di vita previsto ogni 3 anni e registrato dall'Istat, che decreta un nuovo innalzamento dell'età d'uscita per la pensione di vecchiaia: 67 anni, a partire dal 2019. Dall'altro lato, c'è la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara legittimo il decreto Poletti sulle rivalutazioni pensionistiche. Si tratta dell'uno-due degno di un incontro di pugilato che infligge il K.O. ai contribuenti italiani, purtroppo non solo a quelli direttamente interessati dalle due decisioni.

Infatti, risulta evidente il duplice messaggio sotteso a queste scelte: il primo è che lo Stato tratta i pensionati italiani alla stregua dei possessori di case, diventati il bancomat preferito quando si tratta di far quadrare i conti; il secondo è che la ridistribuzione sociale si può fare anche sui diritti acquisiti, annullando di fatto qualsiasi onorabilità del Governo. È chiaro naturalmente che laddove si stringe un patto coi cittadini e poi lo si disattende, uno Stato perde qualsiasi credibilità. Ci si può ancora fidare di un'Istituzione che per anni ti promette un determinato trattamento, con una rivalutazione dello stesso in base all'indice Istat, e poi se lo rimangia quando hai raggiunto il traguardo?

Sono fatti di una gravità assoluta, ancora più pesanti dell'emanazione di una legge elettorale ai limiti della legalità, che tanto tempo ha preso ai parlamentari tra attività d'Aula e propaganda in piazza. Mentre con un mano si spandevano dichiarazioni infuocate e veline stampa, con l'altra lo Stato italiano è andato a prelevare di fatto dalle tasche dei pensionati i quattrini che — piaccia o meno — aveva promesso loro per decenni. E non si può che rabbrividire per il silenzio assordante riservato al riguardo dalla stampa mainstream.

Brain

Salute Mentale e Neoliberalismo

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© Siiri Taimla/Orange Magazine
DI JOHN BAILES

counterpunch.org


La salute mentale e il benessere sono oggi le principali preoccupazioni per il governo e per le grandi imprese, in quanto stress, depressione e ansia si stanno diffondendo nelle società moderne. Ma la loro attenzione si focalizza spesso solo sull'atteggiamento dell'individuo, il quale ignora le particolari cause sociali ed economiche sottese a tale condizione. Qui, discuto con William Davies le esigenze psicologiche e gli effetti del neoliberismo e la scienza della felicità.

Wiliam Davies è docente di Economia Politica alla Goldsmiths, università di Londra. E' autore di The Limits of Neoliberalism: Authority, Sovereignity & the Logic of Competition (Sage, 2016) e di The Happiness Industry: How the Government & Big Business Sold Us Wellbeing (Verso, 2015). Per i suoi scritti: www.williamdavies.blog.

John Bailes: Storicamente, la maggior parte delle formazioni sociali, ha coinvolto diffuse disuguaglianze e povertà e ha provocato stress mentale a molte persone. Può sembrare quindi probabile che le persone anelassero a meno ansie e a meno sentimenti depressivi, data la relativa facilità della vita moderna. Allora, cosa rende il benessere mentale una questione così importante oggi? E' frutto semplicemente del fatto che oggi comprendiamo e diagnostichiamo i problemi di salute mentale molto più chiaramente ed efficacemente, oppure questi problemi sono veramente più comuni?

William Davies: Le tecniche diagnostiche chiaramente esercitano un'influenza sulle cose che si diagnosticano, il che significa che i sintomi si presentano in modo diverso in diverse epoche, specialmente quando c'è una dimensione psicologica. E' vero che il vocabolario e le tecniche di diagnosi per la diagnosi della depressione, dell'ansia e del disturbo da stress post-traumatico si sono evolute in particolar modo negli anni Settanta, e che questo fattore deve essere considerato nei livelli odierni delle suddette nelle società occidentali. Non c'è alcuna verità di fondo sulla sofferenza, che esiste in maniera totalmente indipendente dai concetti e dalle metriche che la società introduce per rappresentarle e gestirle.

D'altra parte, ci si deve ancora porre la questione del perché ci sia tanta sofferenza che si sfoga in questi modi. Questa difficoltà non è 'banale', anche se condizionata dal contesto storico e culturale. Penso che valga la pena concentrarsi su due cose. Innanzitutto, c'è l'ethos meritocratico del capitalismo contemporaneo, secondo cui la classe sociale non è più così rilevante e quindi ognuno finisce nella posizione socioeconomica che merita. Questo porta ad un senso cronico di auto-commiserazione, di disagio, di ansia e di auto-recriminazione; gli individui non hanno nessuno da incolpare se non loro stessi per non essere famosi, molto ricchi o più attraenti. Uniscilo al fatto che gli strumenti digitali odierni consentono di utilizzare in modo produttivo tutto il tempo e tutto lo spazio, e avrai una società senza salvezza dalla competizione economica. Questo, per inciso, è parte del motivo per cui avere "spazi sicuri" è necessario, perché forniscono la possibilità di essere altrove, dove la vulnerabilità è accettata, e anche per questo il fenomeno attira così tanto la rabbia delle vecchie generazioni che invece non li conoscevano.

Newspaper

Le Fake News? Quest'uomo ha fregato il giornalismo italiano

Alessandro Proto foto città
In un libro, Alessandro Proto racconta di come ha ingannato i media facendo credere di essere socio di Trump, agente immobiliare di Clooney e di voler comprare La7. Dal Corriere della Sera a Il sole 24 ore fino a Il Fatto Quotidiano. Tante testate hanno abboccato alle bugie del "finanziere"
Alessandro Proto è un genio. Ha fatto affari con Donald Trump e Carlos Slim, ha quasi comprato La7 e il Torino, si è candidato alla presidenza di Unicredit e ha tentato di scalare Rcs e Fiat. Da semplice consulente è diventato l'immobiliarista delle star di Hollywood in Italia; tra i suoi clienti ci sono George Clooney e Leonardo di Caprio. La sua vita spericolata ha ispirato il personaggio di Christian Grey, l'imprenditore erotomane protagonista di "Cinquanta sfumature di grigio". E Scorsese ha pensato di girare un film su di lui. Ma soprattutto, ha ingannato per anni i principali giornali italiani ed europei. Perché tutto quello che abbiamo detto finora, non è vero.

Dal Corriere della Sera a il Sole 24 ore; da El Mundo, fino a Reuters e il Daily Mail. Tante testate prestigiose hanno abboccato alle bugie messe in giro dallo stesso Proto. Comunicati stampa, finte mail, allusioni. L'imprenditore ha creato un personaggio fasullo solo per il gusto di manipolare i media, diventare famoso e sfruttare il successo per fare affari con la sua società.

Propaganda

L'ANSA, Hitler e le notizie inventate

hitler fake news

Diversi utenti mi hanno segnalato lo "scoop" dell'Ansa pubblicato ieri, intitolato: "File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica".
Il sottotitolo recita: "Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c'e' anche una foto". L'articolo è corredato dalla foto che vedete accanto.

L'articolo dell'ANSA inizia dicendo: "Un documento che potrebbe riscrivere la storia: in uno dei file desecretati della Cia, custoditi dagli Archivi Nazionali Usa, si afferma che Adolf Hitler e' sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale ... Lo ha sostenuto un agente dell'agenzia di intelligence in Sudamerica, dal nome in codice Cimleody-3".

Purtroppo l'ANSA non si preoccupa di mettere link a questi fantomatici "media USA" che avrebbero pubblicato la notizia. Basta però una breve ricerca, per arrivare a questo articolo di Newsweek uscito ieri, che dice "Un documento della CIA appena desecretato sostiene che Adolf Hitler sarebbe sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e avrebbe vissuto per diversi mesi in Colombia, nel 1954."

Se poi si va a leggere il documento originale della C.I.A. (del 17 ottobre 1955), che trovate qui, si apprende che "da un memorandum senza data, scritto probabilmente intorno a febbraio 1954, risulta che un certo Phillip Citroen ... aveva conosciuto un individuo che assomigliava fortemente a, e sosteneva di essere, Adolf Hitler... secondo Citroen, gli esuli tedeschi che vivevano nella piccola cittadina colombiana di Tunja, seguivano questo presunto Adolf Hitler con una idolatria degna del passato nazista, e lo idolatravano chiamandolo Fuhrer."

Candle

Ricordando Orwell

George orwell
DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it


Non so se George Orwell, quando scrisse "1984", si rese conto di cosa e, soprattutto, di "quanto" scrisse in quelle pagine che dovettero transitare nella sua mente come un grande sogno, od incubo, prima di finire impresse sulla carta. Mistero della scrittura onirica: viene da chiedersi se grandi e libere menti, da oltre la "siepe", ci aiutino nel comunicare, perché si comunichi ad altri, in una catena senza fine.

Stamani, quando mi sono accorto che mancava la corrente, lì per lì mi sono girato dall'altra ed ho continuato il dormiveglia tranquillo ma, sentendo mia moglie armeggiare con i pulsanti di contatore, ho capito che era meglio scendere dal letto.

Tutto nero, senza il minimo rumore: manca il ronzio del frigorifero, il bagliore della stufa a pellet, silenzio assoluto. Fuori, alle prime luci di un'alba scura, piove lentamente e tutto indica tranquillità e sopore ma mia moglie insiste: chiamo l'ENEL.

Dall'altra parte, la solita voce di un call centre che sarà a Bari o a Tirana, risponde d'inserire il codice vattelappesca "che troverà sulla bolletta": oh certo...al buio, mi metto a scartabellare le vecchie bollette...per fortuna mi salva la domanda di riserva, ossia il numero del vecchio telefono fisso (che, per sola pigrizia, non abbiamo ancora eliminato) e la voce, rassicurante, comunica "che nella zona sono segnalati malfunzionamenti, ma che per le 10 del mattino tornerà la corrente". Sono le 10.35, ma dell'agognata corrente nemmeno un misero Ampère.

Magnify

Il caso drammatico in Italia del potentato delle lobby della Ricerca

infn

di Alberto Zei


Boicottaggi, sabotaggi e ostacoli di ogni genere all'interno delle nostre Istituzioni più prestigiose che arrivano fino alla distruzione dei documenti in occasione del Premio Nobel. Sarebbe interessante portare finalmente allo scoperto da una parte, chi dispone a chi distribuire le risorse economiche nazionali già assegnate dal Governo per la ricerca; dall'altra, dove sono finiti i fondi della ricerca scientifica destinati ai laboratori più promettenti di risultati utili e utilizzabili per l'interesse di tutti cittadini.

Il caso specifico in cui il potentato delle lobby nostrane ha operato in modo contrario agli interessi nazionali, è quello del Dott. Francesco Celani, noto ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati (INFN) che si interessa dello sviluppo di innovative metodologie per la produzione di energia ad alta efficienza, a basso costo e praticamente priva di radiazioni nocive, denominata Low Energy Nuclear Reaction (LENR). Il tutto ad integrazione, e, nel lungo periodo, in sostituzione dell'energia ottenuta dalla combustione delle varie sostanze fossili inquinanti, da molti ritenute responsabili principali del cosiddetto "Effetto serra" e dei bruschi cambiamenti climatici a queste attribuite.

Questo ricercatore ha dedicato la parte professionale di maggiore esperienza della propria vita nei Laboratori di Frascati, fino alle soglie dell'età di quiescenza lavorativa. L'INFN ha così ottenuto risultati eclatanti in questo tipo di ricerca anche in virtù degli approfondimenti professionali dello stesso Celani in conferenze internazionali e durante i periodi trascorsi all'estero, con altri ricercatori.

Celani tanto più acquistava conoscenza internazionale e stima professionale per le sue ricerche in questo comparto strategico, tanto più in Italia veniva avversato attraverso le lobby economiche politiche che sono, di fatto, arrivate all'ostruzionismo lavorativo all'interno dello stesso INFN.