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sab, 05 dic 2020
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Salute Mentale e Neoliberalismo

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© Siiri Taimla/Orange Magazine
DI JOHN BAILES

counterpunch.org


La salute mentale e il benessere sono oggi le principali preoccupazioni per il governo e per le grandi imprese, in quanto stress, depressione e ansia si stanno diffondendo nelle società moderne. Ma la loro attenzione si focalizza spesso solo sull'atteggiamento dell'individuo, il quale ignora le particolari cause sociali ed economiche sottese a tale condizione. Qui, discuto con William Davies le esigenze psicologiche e gli effetti del neoliberismo e la scienza della felicità.

Wiliam Davies è docente di Economia Politica alla Goldsmiths, università di Londra. E' autore di The Limits of Neoliberalism: Authority, Sovereignity & the Logic of Competition (Sage, 2016) e di The Happiness Industry: How the Government & Big Business Sold Us Wellbeing (Verso, 2015). Per i suoi scritti: www.williamdavies.blog.

John Bailes: Storicamente, la maggior parte delle formazioni sociali, ha coinvolto diffuse disuguaglianze e povertà e ha provocato stress mentale a molte persone. Può sembrare quindi probabile che le persone anelassero a meno ansie e a meno sentimenti depressivi, data la relativa facilità della vita moderna. Allora, cosa rende il benessere mentale una questione così importante oggi? E' frutto semplicemente del fatto che oggi comprendiamo e diagnostichiamo i problemi di salute mentale molto più chiaramente ed efficacemente, oppure questi problemi sono veramente più comuni?

William Davies: Le tecniche diagnostiche chiaramente esercitano un'influenza sulle cose che si diagnosticano, il che significa che i sintomi si presentano in modo diverso in diverse epoche, specialmente quando c'è una dimensione psicologica. E' vero che il vocabolario e le tecniche di diagnosi per la diagnosi della depressione, dell'ansia e del disturbo da stress post-traumatico si sono evolute in particolar modo negli anni Settanta, e che questo fattore deve essere considerato nei livelli odierni delle suddette nelle società occidentali. Non c'è alcuna verità di fondo sulla sofferenza, che esiste in maniera totalmente indipendente dai concetti e dalle metriche che la società introduce per rappresentarle e gestirle.

D'altra parte, ci si deve ancora porre la questione del perché ci sia tanta sofferenza che si sfoga in questi modi. Questa difficoltà non è 'banale', anche se condizionata dal contesto storico e culturale. Penso che valga la pena concentrarsi su due cose. Innanzitutto, c'è l'ethos meritocratico del capitalismo contemporaneo, secondo cui la classe sociale non è più così rilevante e quindi ognuno finisce nella posizione socioeconomica che merita. Questo porta ad un senso cronico di auto-commiserazione, di disagio, di ansia e di auto-recriminazione; gli individui non hanno nessuno da incolpare se non loro stessi per non essere famosi, molto ricchi o più attraenti. Uniscilo al fatto che gli strumenti digitali odierni consentono di utilizzare in modo produttivo tutto il tempo e tutto lo spazio, e avrai una società senza salvezza dalla competizione economica. Questo, per inciso, è parte del motivo per cui avere "spazi sicuri" è necessario, perché forniscono la possibilità di essere altrove, dove la vulnerabilità è accettata, e anche per questo il fenomeno attira così tanto la rabbia delle vecchie generazioni che invece non li conoscevano.

Newspaper

Le Fake News? Quest'uomo ha fregato il giornalismo italiano

Alessandro Proto foto città
In un libro, Alessandro Proto racconta di come ha ingannato i media facendo credere di essere socio di Trump, agente immobiliare di Clooney e di voler comprare La7. Dal Corriere della Sera a Il sole 24 ore fino a Il Fatto Quotidiano. Tante testate hanno abboccato alle bugie del "finanziere"
Alessandro Proto è un genio. Ha fatto affari con Donald Trump e Carlos Slim, ha quasi comprato La7 e il Torino, si è candidato alla presidenza di Unicredit e ha tentato di scalare Rcs e Fiat. Da semplice consulente è diventato l'immobiliarista delle star di Hollywood in Italia; tra i suoi clienti ci sono George Clooney e Leonardo di Caprio. La sua vita spericolata ha ispirato il personaggio di Christian Grey, l'imprenditore erotomane protagonista di "Cinquanta sfumature di grigio". E Scorsese ha pensato di girare un film su di lui. Ma soprattutto, ha ingannato per anni i principali giornali italiani ed europei. Perché tutto quello che abbiamo detto finora, non è vero.

Dal Corriere della Sera a il Sole 24 ore; da El Mundo, fino a Reuters e il Daily Mail. Tante testate prestigiose hanno abboccato alle bugie messe in giro dallo stesso Proto. Comunicati stampa, finte mail, allusioni. L'imprenditore ha creato un personaggio fasullo solo per il gusto di manipolare i media, diventare famoso e sfruttare il successo per fare affari con la sua società.

Propaganda

L'ANSA, Hitler e le notizie inventate

hitler fake news

Diversi utenti mi hanno segnalato lo "scoop" dell'Ansa pubblicato ieri, intitolato: "File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica".
Il sottotitolo recita: "Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c'e' anche una foto". L'articolo è corredato dalla foto che vedete accanto.

L'articolo dell'ANSA inizia dicendo: "Un documento che potrebbe riscrivere la storia: in uno dei file desecretati della Cia, custoditi dagli Archivi Nazionali Usa, si afferma che Adolf Hitler e' sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale ... Lo ha sostenuto un agente dell'agenzia di intelligence in Sudamerica, dal nome in codice Cimleody-3".

Purtroppo l'ANSA non si preoccupa di mettere link a questi fantomatici "media USA" che avrebbero pubblicato la notizia. Basta però una breve ricerca, per arrivare a questo articolo di Newsweek uscito ieri, che dice "Un documento della CIA appena desecretato sostiene che Adolf Hitler sarebbe sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e avrebbe vissuto per diversi mesi in Colombia, nel 1954."

Se poi si va a leggere il documento originale della C.I.A. (del 17 ottobre 1955), che trovate qui, si apprende che "da un memorandum senza data, scritto probabilmente intorno a febbraio 1954, risulta che un certo Phillip Citroen ... aveva conosciuto un individuo che assomigliava fortemente a, e sosteneva di essere, Adolf Hitler... secondo Citroen, gli esuli tedeschi che vivevano nella piccola cittadina colombiana di Tunja, seguivano questo presunto Adolf Hitler con una idolatria degna del passato nazista, e lo idolatravano chiamandolo Fuhrer."

Candle

Ricordando Orwell

George orwell
DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it


Non so se George Orwell, quando scrisse "1984", si rese conto di cosa e, soprattutto, di "quanto" scrisse in quelle pagine che dovettero transitare nella sua mente come un grande sogno, od incubo, prima di finire impresse sulla carta. Mistero della scrittura onirica: viene da chiedersi se grandi e libere menti, da oltre la "siepe", ci aiutino nel comunicare, perché si comunichi ad altri, in una catena senza fine.

Stamani, quando mi sono accorto che mancava la corrente, lì per lì mi sono girato dall'altra ed ho continuato il dormiveglia tranquillo ma, sentendo mia moglie armeggiare con i pulsanti di contatore, ho capito che era meglio scendere dal letto.

Tutto nero, senza il minimo rumore: manca il ronzio del frigorifero, il bagliore della stufa a pellet, silenzio assoluto. Fuori, alle prime luci di un'alba scura, piove lentamente e tutto indica tranquillità e sopore ma mia moglie insiste: chiamo l'ENEL.

Dall'altra parte, la solita voce di un call centre che sarà a Bari o a Tirana, risponde d'inserire il codice vattelappesca "che troverà sulla bolletta": oh certo...al buio, mi metto a scartabellare le vecchie bollette...per fortuna mi salva la domanda di riserva, ossia il numero del vecchio telefono fisso (che, per sola pigrizia, non abbiamo ancora eliminato) e la voce, rassicurante, comunica "che nella zona sono segnalati malfunzionamenti, ma che per le 10 del mattino tornerà la corrente". Sono le 10.35, ma dell'agognata corrente nemmeno un misero Ampère.

Magnify

Il caso drammatico in Italia del potentato delle lobby della Ricerca

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di Alberto Zei


Boicottaggi, sabotaggi e ostacoli di ogni genere all'interno delle nostre Istituzioni più prestigiose che arrivano fino alla distruzione dei documenti in occasione del Premio Nobel. Sarebbe interessante portare finalmente allo scoperto da una parte, chi dispone a chi distribuire le risorse economiche nazionali già assegnate dal Governo per la ricerca; dall'altra, dove sono finiti i fondi della ricerca scientifica destinati ai laboratori più promettenti di risultati utili e utilizzabili per l'interesse di tutti cittadini.

Il caso specifico in cui il potentato delle lobby nostrane ha operato in modo contrario agli interessi nazionali, è quello del Dott. Francesco Celani, noto ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati (INFN) che si interessa dello sviluppo di innovative metodologie per la produzione di energia ad alta efficienza, a basso costo e praticamente priva di radiazioni nocive, denominata Low Energy Nuclear Reaction (LENR). Il tutto ad integrazione, e, nel lungo periodo, in sostituzione dell'energia ottenuta dalla combustione delle varie sostanze fossili inquinanti, da molti ritenute responsabili principali del cosiddetto "Effetto serra" e dei bruschi cambiamenti climatici a queste attribuite.

Questo ricercatore ha dedicato la parte professionale di maggiore esperienza della propria vita nei Laboratori di Frascati, fino alle soglie dell'età di quiescenza lavorativa. L'INFN ha così ottenuto risultati eclatanti in questo tipo di ricerca anche in virtù degli approfondimenti professionali dello stesso Celani in conferenze internazionali e durante i periodi trascorsi all'estero, con altri ricercatori.

Celani tanto più acquistava conoscenza internazionale e stima professionale per le sue ricerche in questo comparto strategico, tanto più in Italia veniva avversato attraverso le lobby economiche politiche che sono, di fatto, arrivate all'ostruzionismo lavorativo all'interno dello stesso INFN.

Flashlight

Il vero impatto del 'Pentagono Italiano'

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Tratto da: pandoratv.it


Gli abitanti del quartiere di Centocelle, a Roma, protestano a ragione per l'impatto del costruendo Pentagono italiano sul parco archeologico e la sua area verde. C'è però un altro impatto, ben più grave, che passa sotto silenzio: quello sulla Costituzione italiana.

Come abbiamo già documentato, il progetto di riunire i vertici di tutte le forze armate in un'unica struttura, copia in miniatura del Pentagono statunitense, è parte organica della «revisione del modello operativo delle Forze armate», istituzionalizzata dal «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» a firma della ministra Pinotti.

Esso sovverte le basi costituzionali della Repubblica italiana, riconfigurandola quale potenza che interviene militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo - Nordafrica, Medioriente, Balcani - a sostegno dei propri «interessi vitali» economici e strategici, e ovunque nel mondo - dal Baltico all'Afghanistan - siano in gioco gli interessi dell'Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando Usa.

Funzionale a tutto questo è la Legge quadro del 2016, che istituzionalizza le missioni militari all'estero (attualmente 30 in 20 paesi), finanziandole con un fondo del Ministero dell'economia e delle finanze.

Cresce così la spesa militare reale che, con queste e altre voci aggiuntive al bilancio della Difesa, è salita a una media di circa 70 milioni di euro al giorno, che dovranno arrivare a circa 100 milioni al giorno come richiesto dalla Nato.

La riconfigurazione delle Forze armate in funzione offensiva richiede sempre più costosi armamenti di nuova generazione. Ultimo acquisto il missile statunitense Agm-88E Aargm, versione ammodernata (costo 18,2 milioni di dollari per 25 missili) rispetto a precedenti modelli acquistati dall'Italia: è un missile a medio raggio lanciato dai cacciabombardieri per distruggere i radar all'inizio dell'offensiva, accecando così le difese del paese sotto attacco.

Propaganda

Tutte le bufale del servizio delle Iene sul Venezuela

Le Iene

Una delle operazioni mediatiche più tristi, subdole e di bassa propaganda nella già disastrata televisione italiana è andata in onda questa settimana nella trasmissione di intrattenimento e varietà "Le Iene".
Perseguendo l'obiettivo di Repubblica e degli altri poveri media nostrani che si ritrovano sempre dalla parte sbagliata della storia, la trasmissione di varietà di Mediaset ha dipinto il Venezuela - nel servizio "Da modella a inviata nell'inferno di Caracas" - come un paese ridotto alla fame per colpa di una terribile e sanguinaria dittatura.

Mentre i fake media italiani sono abbastanza silenti sul Venezuela, costretti a censurare tutti i castelli di menzogne che si stanno sgretolando in queste settimane, le Iene non offrono solo un servizio qualunque. No, per l'occasione hanno giocato il jolly del "reportage" del noto Premio Pulitzer Gaston Zama. Per i pochi che non lo conoscessero, Gaston Zama prima del reportage svolto a settembre, ci invitava a guardare con molta attenzione, in un post de l'8 ottobre, il servizio bufala sul cosiddetto Blue Whale. Uno dei tanti servizi folcloristici della trasmissione spacciati per informazione. Talmente folcloristico e falso che Le Iene stesse si sono dovute scusare.

Così mentre attendiamo un reportage sulla morte di Santiago Maldonado o la detenzione arbitraria di Milagro Sala in Argentina, magari con l'ausilio di Belen, oppure un servizio su Colombia o Messico dove gli attivisti sociali vengono uccisi quotidianamente, siamo costretti ad occuparci della farsa organizzata da "Le Iene" a Caracas.

Attention

Allarme pedofilia

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Raccapricciante


Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all'aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L'Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania, alcuni bimbi dei filmati degli orrori.

Un numero incredibile di bambini che scompaiono

L'allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E' come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell'ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell'Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?

Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, "Il Giornale" (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: "Dal '90 quadruplicati i ragazzi spariti". Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l'altro, denunciava: "Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d'avventura e mercato degli schiavi" e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi "desaparecidos" tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E' un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la "Raccomandazione" (n.R-79-6) in relazione alle "Missing Persons" stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. "The dictionary of national biography: missing person".

Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale "La Stampa" (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: "La sètta, "Gli scopritori" (Finders), fondata a Washington da un 'santone' che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. ...La scoperta dell'organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti".

Bulb

Ad Odessa fu strage neo-nazista, anche per il Viminale

odessa strage

di Maurizio Vezzosi


Un documento rilasciato dalle autorità del Viminale conferma le testimonianze dei superstiti della strage consumatasi il 2 maggio del 2014, l'uso sistematico della violenza neonazista e della tortura da parte dei golpisti ucraini.

certificato

Cult

"Pizzagate", la Rete Pedofilo-Satanica attorno a Hillary Clinton

pedogate

Qualcuno mi manda per mail una copertina di Uomo Vogue Italia: ritrae James Franco, un attore di qualche notorietà, insieme a Marina Abramovic. Questa, il lettore ricorderà, è la 'artista' e strega che invitò John Podesta, il capo della campagna di Hillary, a un "cooking spirituale" con sangue e sperma.


Mi mandano anche un'altra foto: Riccardo Tisci, uno stilista italiano di successo (ha realizzato costumi per Madonna) che si fa allattare al seno della Abramovic.

abramovic
Mi tocca parlarvi dunque dello scandalo pedofilo-satanico che viene in questi giorni represso e sepolto dai media americani, perché coinvolge l'entourage intimo di Hillary Clinton. La Abramovic è solo una del vasto giro: ha ricevuto dalla Fondazione Clinton 10 mila dollari, probabilmente come compenso di una "performance privata". Sui media alternativi e social (i soli che hanno compiuto l'indagine, collettivamente e con risultati probanti) lo scandalo è battezzato PIZZAGATE. Perché tutto gira attorno alla Pizzeria Comet Ping Pong, 5037 Connecticut Ave NW, Washington, proprietà di James Alefantis.