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mar, 27 ott 2020
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Che Guevara

Moldavia, manifestazioni contro la leadership euroatlantista

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© Sputnik. Gennadyi Valukovski

Azioni di protesta a oltranza dei manifestanti che chiedono le dimissioni della leadership governativa del Paese, dopo che il Fmi ha negato il sostegno finanziario necessario per entrare nell'Ue.

Pochi giorni dopo che il Fondo monetario internazionale ha annunciato di non voler negoziare un nuovo contratto di finanziamento con i leader pro europei, circa 20mila persone hanno protestato ieri contro il governo di Chisinau. Lo riferisce l'agenzia d'informazione moldava Ipn. Le proteste sono state organizzate dai due partiti di centro sinistra, il Partito socialista della Moldova e il Partito Nostru. Circa 30 tende sono state montate davanti al parlamento e al ministero dell'Agricoltura.

Sheeple

I selfie uccidono più degli squali. Nel 2015 12 morti per gli autoscatti più estremi

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La mania dell'autoscatto spopola in tutto il mondo diventando preoccupante. ln Russia il ministero degli Interni ha diffuso una brochure che mette in guardia da quegli scatti che potrebbero costare la vita.

MILANO - Si chiama autoscatto ma si pronuncia "selfie" ed è la moda del momento. C'è chi rischia la vita per un pugno di "like" sui social network: nell'ansia di condividere virtualmente ogni momento della propria giornata, si sottovalutano infatti i pericoli reali. Nel 2015 le vittime di incidenti legati ai selfie sono state finora 12. Secondo il blog statunitense Mashable le morti da selfie supererebbero quelle provocate dagli squali, che si attestano a 8. Questo non significa che gli autoscatti siano più pericolosi dei predatori marini, ma i dati forniscono un contesto allarmante.

L'ultima vittima è un 66enne giapponese precipitato mentre cercava di fare entrare nell'inquadratura se stesso e il tempio indiano Taj Mahal. Ma non c'è limite alla fantasia. In Spagna un uomo è morto tentando di ritrarsi con i tori, che l'hanno incornato, mentre due russi sono rimasti uccisi sugli Urali cercando di fotografarsi con una granata.

Megaphone

Mobile Justice, un app per denunciare le brutalità della polizia Usa

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Ennesimo omicidio di un giovane afroamericano disarmato. La polizia dice che aveva una pistola, ma lui era in carrozzella, paralizzato dall'età di 18 anni. Un video mostra la dinamica dell'accaduto e l'associazione americana per i diritti civili invita a usare la sua app per denunciare fatti simili.

C'E' un'app che si chiama Mobile Justice e fa una cosa semplice, semplice: ti consente di filmare quando ci si trova davanti a soprusi o violenze della polizia e allerta il network degli altri utenti che possiedono la stessa app per accorrere in aiuto come testimoni. Insomma, oltre YouTube, il luogo dove da tempo finiscono i filmati che denunciano le violenze. Come l'ultima avvenuta in Delaware, negli Stati Uniti, dove un afroamericano è stato ucciso a sangue freddo dalla polizia. Si chiamava Andrew Mc Dole, 28 anni ed era costretto su una sedia a rotelle da 10. È morto in seguito a sette colpi sparati dagli agenti accorsi - secondo la polizia di Wilmington - "per impedirgli di suicidarsi". I familiari della vittima contestano questa versione, ma il risultato non cambia: un altro giovane afroamericano è stato ucciso. Il filmato su YouTube l'ha postato un passante. Del resto è dai giorni del pestaggio Rodney King nel 1991 da parte di alcuni agenti di Los Angeles che telecamere e videofonini mostrano tutta la loro forza nello smascherare abusi e prepotenze della polizia, da Travyon Martin a Eric Garner fino a Mc Dole.

Quenelle

"No alla decapitazione dell'attivista". Il Salone del Libro esclude l'Arabia

Non sarà più il Paese ospite nel 2016. Fassino: inaccettabile. Ali al-Nimr, a 17 anni, aveva manifestato contro la monarchia

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L'attivista Ali al-Nimr è stato arrestato nel 2012

L'Arabia Saudita non sarà più il Paese ospite del prossimo Salone del Libro di Torino. A deciderlo, anticipando le conclusioni del consiglio d'amministrazione della Fondazione previsto il 6 ottobre, all'unisono, il sindaco Fassino e il presidente della Regione Piemonte Chiamparino.

A chiedere loro di prendere una rapida posizione in merito, prima un tweet lanciato dal consigliere dell'Associazione Adelaide Aglietta Silvio Viale: #NoArabiaSaudita ospite d'onore #SaloneDelLibro poi una mozione in Comune e infine un appello dei Radicali all'assemblea regionale. Centoquaranta caratteri per contestare quell'Arabia Saudita «che ha deciso la vergognosa condanna a morte di Ali al-Nimr con decapitazione e crocifissione per aver partecipato da minorenne a una manifestazione contro il regime».

Qualche ora dopo, il sindaco Fassino ha risposto all'appello con poche, ferme righe: «Si risparmi la vita di Al Nimr. Nessuna ragione di Stato, politica o religiosa giustifica che si condanni un giovane alla decapitazione e alla crocifissione». Poi la conclusione: «È evidente che una condanna a morte negherebbe in radice quelle ragioni di dialogo che erano alla base dell'invito all'Arabia Saudita quale Paese ospite dell'edizione 2016 del Salone del Libro». Poi è arrivata la dichiarazione del governatore Chiamparino: «Riteniamo che sia necessario riconsiderare tale invito, data l'importanza, soprattutto in questo momento storico, di trasmettere messaggi univoci e coerenti in tema di rispetto dei diritti universali della persona».