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sab, 16 ott 2021
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Light Saber

Stop TTIP: il 15 ottobre uno tweetstorm internazionale

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todocambia.it
Dopo il corteo di 250 mila persone sabato a Berlino, prosegue la settimana di mobilitazione con iniziative in tutta Italia ed Europa. Si chiuderà con una manifestazione a Bruxelles e un flash mob a Roma. Il prossimo appuntamento è la mobilitazione su Twitter.

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La settimana di mobilitazione internazionale contro il TTIP e gli altri accordi di liberalizzazione economica prosegue dopo lo stupefacente successo di sabato scorso, quando 250 mila persone provenienti da tutta Europa hanno sfilato per le strade di Berlino.

Durante il week end cittadini e organizzazioni hanno organizzato altre manifestazioni di protesta in diverse città europee: migliaia di dimostranti sono scesi in piazza ad Amsterdam, ma raduni delocalizzati si sono svolti anche a Londra, in Lussemburgo e a Milano. Nel capoluogo lombardo, centinaia di persone hanno manifestato alla Darsena, liberando nel cielo una mongolfiera con lo slogan "Stop TTIP".

Hearts

Perchè un homeless non può avere un cane?

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Anche gli homeless hanno diritto ad avere un animale domestico. Parte da questa idea il successo di un'organizzazione non profit statunitense, la Pets of the homeless, che lavora da anni per permettere a chi non ha casa di tenere con sè un cane o un gatto, preziosi alleati per non perdere la dignità e alleviare la solitudine. La novità è che ora le istituzioni e i cittadini non ritengono più questa casua una stravaganza, ma iniziano ad aiutare l'organizzazione con donazioni in denaro e cibo per animali, in modo da permetterle di aiutare concretamente i cuccioli dei senza tetto. La Pets of the Homeless coordina oggi una rete di 260 soggetti pubblici e privati che contribuiscono al mantenimento degli animali, alle cure veterinarie gratuite, alle vaccinazioni e ai rifugi alle migliaia di cani e gatti i cui padroni non riuscirebbero da soli a garantire cibo e salute. Negli Stati Uniti ogni notte circa 580mila persone dormono fuori casa, ma si stima che almeno 3,5 milioni di persone facciano questa esperienza almeno una volta nella vita. Di queste, circa il 25 per cento possiede un animale domestico. Un bacino enorme.

Il problema, sottolinea l'associazione, è che la quasi totalità dei dormitori per homeless non accetta animali. I senza dimora quindi preferiscono dormire all'addiaccio, con i conseguenti rischi per la salute, pur di non abbandonare i loro amici a quattro zampe. «Il rapporto con gli animali è molto positivo per chi non ha casa», sostengono i responsabili di Pets of the Homeless. «Protegge il loro equilibrio mentale e permette loro di mantenere delle relazioni, spesso difficili con gli umani, ma che possono a volte scaturire proprio dal fatto di possedere un cucciolo». Per le donne senza dimora, inoltre, avere un cane può aumentare il senso di sicurezza e la protezione contro le aggressioni.

Heart - Black

Der Migrant, un progetto fotografico che fa discutere

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© vita.it
«L'intento era solo offrire un punto di vista diverso da quello che offrono i media», si difende il fotografo ungherese Norbert Baksa che ha sollevato molte critiche con i suoi scatti che raccontano il dramma dei migranti con modelle immortalate lungo i confini tracciati dal filo spinato .

Ha suscitato un mare di critiche il servizio fotografico firmato dall'ungherese Norbert Baksa dal titolo "Der Migrant": scatti che raccontano il dramma dei migranti con modelle fotografate (con smartphone e capi firmati) lungo i confini tracciati dal filo spinato in Ungheria. Molti hanno visto nelle immagini una strumentalizzazione delle sofferenze dei popoli in fuga da guerre e fame. Critiche da cui Norbert Baksa si difende scrivendo la sua versione.

Sul sito del fotografo si legge questa spiegazione:
«Io di solito rifiuto di occuparsi di temi politici, ma questa situazione influisce sulla vita quotidiana di praticamente tutti in Ungheria. Per quanto riguarda le reazioni , speravo che la gente si rendesse conto che la situazione è molto complessa . Non capisco come la gente può prendere una posizione chiara ( pro o contro ) mentre siamo inondati di informazioni contraddittorie attraverso i media, in modo che nessuno ha una conoscenza della situazione nel suo complesso. Per fortuna, molte persone hanno afferrato il significato del materiale e apprezzato per quello che è destinato a significare. D'altra parte, un sacco di persone reagiscono dal loro punto di vista senza cercare di comprendere il significato del messaggio. Durante le riprese , abbiamo fatto del nostro meglio per rispettare la fede della gente e non oltrepassare certi limiti».

Commenta: L'arte moderna sta decadendo, il fattore primario essendo l'enorme influenza patologica su ogni aspetto della società suscitata da una minoranza di "esseri umani" privi di empatia e coscienza.


Arrow Down

Terrore in Cina: il ponte di vetro si incrina a 1000 metri d'altezza

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E' stato inaugurato lo scorso 20 settembre, ma sembra che il ponte sospeso cinese abbia già molti problemi a cui far fronte. Con i suoi 300 metri, l'Haohan Bridge è il ponte con fondo di vetro più lungo del mondo. La piattaforma trasparente su Yuntai Mountain è sospesa a 1080 metri di altezza. Un panorama mozzafiato per chi cerca adrenalina. Non a caso è stato popolarmente battezzato "Ponte degli uomini coraggiosi". E di emozioni forti le persone ne hanno avute più di quanto si aspettassero. Il vetro del ponte si è incrinato scatenando il panico tra i turisti sospesi a 1000 metri di altezza.

L'incidente è avvenuto durante il frenetico periodo di festa nazionale in Cina, quando decine di milioni di persone si dedicano a viaggi di piacere.
Una donna ha pubblicato un post su Weboo raccontando l'esperienza agghiacciante di ritrovarsi con a 1000 metri di altezza su un ponte di vetro incirnato.
"La passerella di vetro su Yuntai Mountain si è appena incrinata. Quando stavo per raggiungere la fine [del passaggio], ho sentito un botto improvviso e una scossa sotto i miei piedi. Ho guardato giù e ho visto il pavimento in vetro sotto di me in frantumi. Non ho idea del perché sia successo, so solo che in quel momento tutti stavano urlando".

Stock Down

Da Monsanto e Glencore, passando per lo short interest, Deutsche Bank e la Cina. E' 2008 reloaded?

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Come mi è capitato di ripetere più volte, i buybacks azionari delle grandi corporations Usa sono stati il vero e proprio motore dei rallies vissuti da Wall Street fino allo scorso giugno, come ci dimostrano questi due grafici.

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Lo schema era semplice: con i tassi a zero e la liquidità in cui annegare grazie alla Fed, si emetteva debito come se non ci fosse un domani e con gli introiti si finanziava il ri-acquisto di propri titoli al fine di abbassare il flottante, mantenere alte le valutazioni, sostenere i corsi ma soprattutto staccare dividendi e pagare ricchi bonus ai manager. Questo grafico

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ci mostra come il prossimo mese di novembre sarà il più importante dell'anno, visto che è concentrato il 13% della spesa totale per buybacks per il 2015, la percentuale più alta.

A volte, però, chi di troppo buyback ferisce, di buyback poi patisce. E' il caso di Monsanto, il gigante agricolo (e degli Ogm) e nemico giurato di tutti i no-global del mondo, il quale ieri ha presentato dei conti non esattamente brillanti, visto che la revenue per il quarto trimestre è fissata a 2,36 miliardi di dollari contro un consensus di 2,79 miliardi, in calo del 10% su base annua. Ma anche l'utile per azione non è di quelli per cui festeggiare, visto che è in perdita di 0,19 centesimi contro le attese di un +0,03. EBIT per il quarto trimestre a -773 milioni, mentre per l'intero anno a giù del 15% a 2,2 milioni di dollari.

Ma attenzione: nel 2015 Monsanto ha prodotto cash-flow per 3,1 miliardi di dollari dalle sue operazioni, lo stesso dell'anno fiscale 2014, mentre il free cash-flow è stato fonte di 2,1 miliardi di dollari nell'anno fiscale in corso, contro i 959 milioni dello scorso. Insomma, una nota positiva, l'azienda genera solido cash-flow. Insomma, mica tanto, perché questo grafico

Pistol

Arizona, sparatoria all'università di Flagstaff, un morto e quattro feriti

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© nau.edu
Sparatoria mortale in Arizona dove, all'università di Flagstaff un uomo ha aperto il fuoco uccidendo uno studente e ferendone quattro.

Un'altra sparatoria mortale in Arizona dove, all'università di Flagstaff un uomo ha aperto il fuoco uccidendo uno studente e ferendone quattro. La sparatoria è avvenuta nel parcheggio della Northern Arizona University. L'autore della sparatoria, Steven Jones, 18 anni, è stato preso in custodia dalla polizia.

SPARATORIA IN ARIZONA, I FERITI

Secondo quanto raccontato dalla CNN i motivi della sparatoria al momento non sono ancora molto chiari. Il killer è stato arrestato dalla polizia e starebbe collaborando con gli inquirenti. La vittima, Colin Brough, sarebbe stata colpita da numerose pallottole. I feriti si chiamano Nicholas Prato, Kyle Zientek and Nicholas Piring. I quattro fanno parte di una confraternita, la Delta Chi, che ha confermato la sparatoria senza però approfondire i motivi dello scontro a fuoco.

Reported shooting at NAU Flagstaff campus. Shooter in custody. Mtn View Hall residents stay indoors. More details to follow.

— NAU (@NAU) 9 Ottobre 2015

#NAUAlert Reported shooter situation is stabilized and the shooter is in custody. Details to follow. — NAU (@NAU) 9 Ottobre 2015

#NAUAlert: Details confirmed 4 victims, 1 fatality, 3 wounded. Shooter is in custody. Situation is stabilized. Campus not on lockdown.

— NAU (@NAU) 9 Ottobre 2015

Bomb

Palmira: l'Isis fa saltare anche l'arco di trionfo romano

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Non c'è pace per Palmira. Ora anche l'Arco di Trionfo dell'antica città, risalente a circa duemila anni fa, sarebbe stato distrutto dagli sgherri del Califfo Al Baghdadi.

Palmira sotto attacco.

La notizia proviene dal famigerato "Osservatorio siriano per i diritti umani" con sede a Londra, una delle ong che della presenza dell'Isis in Siria è maggiormente responsabile a causa della sua dissennata propaganda anti-assadista.

Bad Guys

Scandalo Volkswagen: Tu chiamale se vuoi Emissioni... Io le chiamerei TTIP

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Lo scandalo Volkswagen ha preso ampio spazio nelle testate, giornalistiche e non, degli ultimi giorni. Ma non è della vicenda nello specifico che vi voglio parlare, bensì di quello che potrebbe significare. Sempre alla luce, com'è mio solito, di questioni di diritto.

Dopo aver scoperto che l'azienda automobilistica tedesca avrebbe taroccato i test sulle emissioni inquinanti, avvalendosi di un software che le abbassava fino a 40 volte ed entro i limiti normativi, l'Environmental Protection Agency (EPA), l'Agenzia ambientale statunitense, sembra aver intenzione di comminare alla Volkswagen una maxi-sanzione fino a 18 miliardi di dollari.

Ebbene, la riflessione parte dal fatto che per lo stesso motivo lo scorso anno l'EPA comminò a Hyundai e Kia una multa di 100 milioni di dollari. La General Motors invece pagò, per un difetto di fabbricazione, che sarebbe costato la vita a 174 persone, "solo" 900 milioni di dollari, mentre la Toyota per la presumibile morte di cinque persone sborsò 1,2 miliardi.

Noterete da soli una certa sproporzione nelle sanzioni. Lungi da me tentare una difesa della Volkswagen (non credo la meriti né io ho interesse a farlo), mi sono però domandata il perché di cotanta sproporzione. E ho finito per darmi una risposta confermata, nei sospetti, da altri miei interlocutori: questa sanzione di enorme entità - che secondo molti potrebbe addirittura portare il colosso tedesco al fallimento, se sommata ai crolli in borsa - potrebbe non essere altro che un colpo basso, da parte americana, ai danni della Germania che è la più ferma oppositrice alla firma del TTIP.

Eye 2

USA delusi da sentenza Corte Europea su nullità accordo scambio di dati con UE

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© flickr.com/ Bhupinder Nayyar


Il Dipartimento del Commercio USA riferisce che Washington è delusa dalla sentenza della Corte Europea sul "Accordo Ombrello" raggiunto con Bruxelles in merito alla protezione dei dati personali.

Gli USA sono delusi dalla sentenza della Corte Europea, che dichiarato nullo l'accordo sullo scambio di dati tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Washington è disposta a collaborare con la Commissione Europea (CE) per eliminare i punti controversi alla base di questa sentenza, ha dichiarato il segretario al Commercio Penny Pritzker.
"Siamo profondamente delusi dalla sentenza della Corte Europea, che crea una notevole incertezza sia per le imprese sia per i consumatori negli Stati Uniti e nella stessa Unione Europea e mette in pericolo l'efficacia del commercio elettronico transatlantico", — ha detto il segretario USA.
"Siamo pronti a collaborare con la Commissione Europea per eliminare le controversie alla base della sentenza della corte," — ha detto la Pritzker.

Birthday Cake

Film, libri ed anche un i-phone d'oro, buon compleanno presidente Putin!

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© Sputnik. Alexei Druzhinin


Libri, film e musica da sempre sono tra i regali più gettonati per le feste di compleanno. Nel giorno in cui il presidente della Federazione Russa compie 63 anni, ecco una collezione delle preferenze artistiche di Vladimir Putin.


In molte interviste il presidente Putin ha dichiarato che il suo libro preferito della giovinezza è "Il Piccolo Principe" di Saint-Exupery, ma gli piaceva molto anche Aleksandr Duma. In seguito il presidente russo si è appassionato anche alla prosa di Goethe. A formare il suo carattere hanno contribuito anche i personaggi dei romanzi di Jack London, Jules Verne ed Hernest Hemingway, in particolar modo "il Vecchio e il Mare" ed "Addio alle Armi".

Nella top-3 della letteratura russa del presidente Putin fanno parte Lev Tolstoj, Fyodor Dostoevskij e Vladimir Nabokov.

Il poeta preferito di Putin è il filosofo persiano Umar Khayyām.

Spostandoci sulla letteratura di genere non narrativo, grande favore presso il capo del Cremlino incontra il filosofo ortodosso russo Ivan Il'in, che Putin ebbe modo di citare nel 2006, quando disse che "il soldato russo rappresenta l'unità del popolo, la volontà, la forza e l'onore dello Stato".

Commenta: Buon Compleanno Sig. Vladimir Putin, le auguriamo tanti anni avanti, tanta salute e tanta pazienza.