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sab, 16 ott 2021
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Heart - Black

Berlino, confessa omicidio di due bimbi. Killer incastrato dalla madre: "Mio figlio ha rapito uno dei piccoli scomparsi"

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© lastampa.it
La donna ha riconosciuto il figlio nelle immagini diffuse dalla polizia che lo ritraevano mentre teneva per mano un piccolo profugo di 4 anni bosniaco, scomparso il primo ottobre e ritrovato cadavere nel bagagliaio dell'auto dell'uomo. Che durante l'interrogatorio ha parlato di un altro bimbo ucciso.

La polizia lo ha arrestato dopo che nel portabagagli della sua auto è stato ritrovato il corpo di Mohamed, un bambino di 4 anni bosniaco, scomparso da Berlino il primo ottobre, violentato e poi strangolato con una cintura. Ma durante l'interrogatorio nel quale ha confessato di essere stato lui a ucciderlo, il 32enne Silvio S. (questi gli unici dati forniti dalla polizia) ha ammesso al procuratore Stefan Stoeher di essere il responsabile di un altro omicidio. Quello di Elias, 6 anni, sparito dall'abitazione dei suoi genitori a Potsdam, fuori Berlino, nel luglio scorso. Il serial killer ha raccontato di averlo sepolto a Luckenwalde, non lontano da dove lo ha rapito. Qui, in una colonia di piccoli giardini, la polizia ha trovato un pacco sospetto. Sul posto è giunta un'ambulanza, con una barella e un sacco per i cadaveri. Il responsabile della polizia del Brandeburgo, Michael Scharf, ha detto: "E' probabile che in quel pacco si trovi il corpo di Elias".

Due bambini ammazzati nel giro di una manciata di mesi. Un caso seguito direttamente dall'unità speciale della polizia tedesca che ha arrestato l'uomo a Niedergoersdorf, un paesino del sud del Brandeburgo, la regione attorno a Berlino, dove l'uomo - che lavora in un'agenzia di sicurezza - vive nello stesso palazzo dei genitori, al piano di sopra. E proprio dalla madre è arrivata la svolta. "Credo che mio figlio abbia a che fare con il piccolo profugo". La telefonata alla polizia arriva dopo che la donna ha riconosciuto il figlio nelle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso che gli investigatori avevano diffuso negli ultimi giorni. Gli chiede se quell'uomo immortalato sia lui, che ammette e racconta quello che ha fatto.

Stock Down

La crisi delle banche europee

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© Fotolia/ Eyetronic
Stretta per Deutsche Bank e Unicredit. Previsti esuberi e abbandono di mercati esteri.

Deutsche bank non sta bene. La cura occidentale per la perdita record subita dal gruppo creditizio tedesco nel terzo trimestre dell'anno, con un "rosso" da 6,01 miliardi di euro rispetto al risultato negativo di appena 94 milioni nello stesso trimestre dell'anno scorso, starebbe nel taglio di 26mila posti di lavoro.

Il gruppo starebbe inoltre per ritirare la propria presenza in ben dieci Paesi con l'obiettivo di risparmiare 3,8 miliardi entro il 2018. Nel dettaglio l'istituto tedesco uscirà da Argentina, Cile, Messico, Perù, Uruguay, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Malta, Nuova Zelanda. In Europa, invece, la banca rafforzerà la sua presenza puntando su sinergie tra private banking e wealth management. Ma è prevista anche una riduzione di 200 filiali in Germania.

A far sprofondare i conti tedeschi, avrebbe contato anche la maxi-svalutazione della partecipazione detenuta nell'istituto cinese Hua Xia bank. In casa Italia non si sta meglio. Secondo Bloomberg, in occasione dell'aggiornamento del piano industriale, Unicredit potrebbe presentare 12mila esuberi. L'istituto bancario non ha ancora commentato le indiscrezioni dell'agenzia finanziaria, ma già la settimana scorsa la stampa occidentale indicava la possibilità dalla cessione delle attività retail della controllata in Austria, Bank Austria a Bawag Psk Bank. Nei tagli, prosegue Bloomberg, sarebbero incluse anche seimila posizioni che derivano dalla vendita della controllata in Ucraina.

Blackbox

Egitto, precipita un aereo di linea partito da Sharm el-Sheikh

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© google maps
L'aereo era diretto a San Pietroburgo, a bordo c'erano 217 persone, turisti russi, più l'equipaggio. Tra loro anche molti bambini. Secondo le autorità egiziane si sarebbe trattata di un'avaria. Ritrovata una scatola nera. Non ci sarebbero superstiti
Sarebbe precipitato 23 minuti dopo il decollo l'aereo di linea partito questa mattina da Sharm el-Sheikh: le autorità egiziane avevano confermato di aver perso il contatto con l'aereo mentre questo sorvolava la zona nord della penisola del Sinai. Si tratta di un Airbus A-321 di MetroJet, una compagnia low cost russa, precedentemente nota con il nome Kolavia e Kogalymavia. Come spiega l'agenzia Tass, è stata recuperata una delle scatole nere, precisando che per ora non c'è notizia di eventuali sopravvissuti. Secondo il ministero dell'Aviazione civile egiziano, a bordo dell'aereo russo c'erano 63 uomini, 138 donne e 17 tra bambini e ragazzini dai due ai 17 anni.

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© twitter
AEREO PRECIPITATO A SHARM EL-SHEIKH - Secondo quanto aveva riportato Reuters, a bordo del velivolo c'erano 212 persone, tutte di nazionalità russa, in gran parte turisti che erano partiti dalla zona dei resort sul Mar Rosso, nella nota località turistica di Sharm el-Sheikh. Secondo quanto si apprende, l'aereo era diretto a San Pietroburgo: le agenzie egiziane avrebbero confermato che il velivolo sarebbe precipitato poco dopo il decollo. Ancora tutte da chiarire le cause dell'accaduto.

Fire

Incendio Bucarest, c'è un'italiana fra i feriti. Anche due spagnoli ricoverati per le lesioni.

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Ci sarebbe un'italiana fra i feriti nell'incendio di Bucarest avvenuto in un night club, secondo quanto riportato dal servizio di intelligence rumeno che ha coordinato i soccorsi. L'identità della nostra connazionale non è ancora stata resa nota. Fra i feriti, anche due spagnoli.

Al momento il bilancio dei morti nell'incendio è di 27, ma drammatico appare essere quello dei feriti: 184 persone.
Il vice ministro dell'Interno Raed Arafat ha detto che 17 dei 27 morti devono ancora essere identificati. 146 persone, fra cui la cittadina italiana, sono ricoverate in ospedale. L'incendio sarebbe divampato a seguito dell'utilizzo di fuochi d'artificio nel night club, secondo quanto riporta l'intelligence. Il primo ministro Ha dichiarato che nessun permesso di utilizzo di fuochi d'artificio è stato richiesto dal club e pertanto concesso dal dipartimento antincendio di Bucarest.
"Purtroppo, il bilancio delle vittime potrebbe cambiare, tenendo conto della gravità delle ferite riportate", ha riferito Arafat.
l presidente Klaus Iohannis ha visitato gli ospedali di Bucarest per visitare le vittime. Atti di solidarietà da parte della popolazione: circa 600 persone sono in coda per donare il sangue.
"Ho la netta sensazione che sia stata infranta la legge in questo caso.E' terribile che una tale incendio sia avvenuto nel centro di Bucarest e che dei giovani innocenti siano morti", ha detto Iohannis.

Blackbox

Convertiplano precipita nel Vercellese: due morti

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© scienzenotizie.it
Un incidente aereo si è verificato nella mattinata di oggi in provincia di Vercelli quando un convertiplano sperimentale, un particolare aereo utilizzato soprattutto in ambito militare, è esploso in volo.
Erano le 10 di questa mattina quando nei cieli della provincia di Vercelli si è avvertita una paurosa esplosione. Un botto al quale è seguita la caduta dei pezzi del velivolo: un convertiplano che si è infranto nella campagne della zona tra Santhià e Torzano. Si trattava di un convertiplano sperimentale, un apparecchio con caratteristiche tipiche sia dell'elicottero che degli aerei. Sono due le vittime dell'incidente; si tratta di un militare in pensione della Marina statunitense Herbert Moran, originario dello stato dell'Oregon, ma residente a Varese ed un pilota italiano, Pietro Venanzi, entrambi morti carbonizzati dalle fiamme.

Il convertiplano è un aereo con un'ergonomia particolare ed utilizzato soprattutto per il trasporto delle truppe dell'esercito americano ed in grado di effettuare decolli in verticale per poi volare come un normale aereo. Il velivolo è finito spesso nell'occhio del ciclone per i frequenti incidenti, soprattutto negli USA. Intanto si susseguono le testimonianze degli abitanti della zona: "Ha tentato in tutti i modi di allontanarsi dalle case." Già partite le indagini, l'obbiettivo è di ricostruire l'esatta dinamica della tragedia.

Bug

Aggiungi una schifezza a tavola...

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© opinione-pubblica.com
Continua a colpi di fanatismi di tipo religioso e di "evidenze" parascientifiche, l'attacco alle eccellenze alimentari italiane.
Le carni rosse e i salumi fanno male. Gli insetti e gli alimenti geneticamente modificati, invece, sono dei toccasana. L'attacco alla "sovranità" alimentare italiana ed europea portato da Oms e Parlamento Europeo, articolazioni periferiche dell'impero Usa, procede a colpi di "sufficienti evidenze" e di semafori verdi alla commercializzazione di nuovi alimenti, il cosiddetto "novel food", il solito inglesismo piacevole quanto le schifezze con cui si sta cercando di lordare le tavole del Vecchio Continente. Il Parlamento europeo ha invece respinto, e non è un caso, un progetto di legge comunitaria che avrebbe permesso ai singoli Stati membri di limitare o vietare la vendita e l'utilizzo sul proprio territorio di alimenti o mangimi geneticamente modificati già approvati a livello europeo. Per gli eurodeputati, la legge potrebbe portare alla reintroduzione di controlli alle frontiere tra i Paesi favorevoli e quelli contrari agli ogm. E' stato quindi chiesto alla Commissione Ue di presentare un nuovo progetto di legge.

I produttori di carne, latte, miele, riso, mele e formaggi possono continuare a chiudere bottega e a finire sotto il giogo dell'usura per colpa di vincoli, quote e blocchi che oltrepassano il confine dell'assurdità. Chi si prepara ad immettere sul mercato vermi, larve, scorpioni e ragni, dovrà preoccuparsi tutt'al più delle valutazioni dell'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nei casi in cui un alimento abbia un effetto sulla salute umana.
Un attacco ai disciplinari di produzione ed alle peculiarità enogastronomiche che in paesi come il nostro rappresentano delle eccellenze ma anche, a nostro avviso, una "preparazione psicologica di massa" ad un futuro di stenti.

Non si potrebbe spiegare diversamente il fiorire non casuale di una letteratura "mirata" che presenta come progresso ed evoluzione interiore il vivere in baraccopoli preferibilmente di fango o meglio ancora di feci essiccate, cibandosi di insetti e fogliame vario. E se anche il vegetarianesimo ed il veganesimo, dovessero sembrare concessioni al plebeo ingozzarsi, è pronta l'alternativa del respirianesimo a base di piatti e bicchieri invisibili ricolmi di energie cosmiche e scorregge fluttuanti.

Che Guevara

In Islanda i banchieri non sono "intoccabili", e questo è un bene per il paese.

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© terrarealtime.blogspot.com
Real-World Economics Review Blog ci aggiorna sull'Islanda, il paese in cui qualcosa di diverso è successo. Anche se i contribuenti islandesi hanno pagato il buco lasciato dalle banche fallite, però le banche sono state nazionalizzate, i mercati sottoposti a stretta vigilanza da parte di un'autorità pubblica e i banchieri responsabili della bancarotta sono stati incarcerati. E a quanto pare il paese è in ripresa.

di Asad Zaman, 26 Ottobre 2015


Una storia che non è stata riportata affatto da nessuno dei principali media occidentali: in Islanda altri cinque banchieri di alto livello sono stati da poco condannati alla reclusione in carcere per aver contribuito direttamente al crollo dell'economia del Paese nel 2008. Questo porta ad un totale di 26 banchieri che in Islanda ora stanno dietro le sbarre, la maggior parte dei quali erano amministratori delegati di grandi istituzioni finanziarie, non traders di basso livello.

La maggior parte dei banchieri incarcerati hanno subito pene detentive dai due ai cinque anni, secondo un articolo dell'Iceland Magazine, in cui si riporta che sono stati perseguiti tre dirigenti della Landsbankinn e due della Kaupþing, insieme a un noto investitore. Sono stati incriminati per manipolazione del mercato, appropriazione indebita e violazione del rapporto fiduciario. La loro manipolazione del mercato ha distrutto l'economia del Paese e fino ad oggi l'Islanda continua a dover rimborsare gli strozzini globali del FMI, come anche i governi di altri paesi. L'articolo spiega che i procedimenti sono stati possibili perché, invece che proteggere e premiare le istituzioni responsabili del crollo, e i gangster che le gestiscono, il governo islandese le ha lasciate fallire, e ha quindi creato una autorità finanziaria preposta a vigilare rigorosamente sulle banche.

Il presidente dell'Islanda, Olafur Ragnar Grimmson, ha osservato:
"Perché le banche sono considerate le sacre istituzioni dell'economia moderna? Perché le banche private non sono come le compagnie aeree e le società di telecomunicazioni e non viene loro permesso di andare in bancarotta se hanno avuto una gestione irresponsabile? La teoria che si devono salvare le banche è una teoria che consente ai banchieri di godere del proprio profitto, del loro successo, ma poi lascia che sia la gente comune a sopportare il fallimento attraverso le tasse e l' austerità? Nel lungo periodo il popolo delle democrazie illuminate non lo accetterà. "
Il presidente ha aggiunto:
"Noi siamo stati abbastanza saggi da non seguire le ortodossie tradizionali prevalenti nel mondo finanziario occidentale degli ultimi 30 anni. Abbiamo introdotto controlli valutari, lasciamo che le banche falliscano, abbiamo offerto tutela ai poveri, e non abbiamo introdotto misure di austerità come quelle che si vedono in Europa ".

Alarm Clock

Carceri italiane: ennesimo caso di suicidio

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Anas Zamzami, da tutti conosciuto come Eneas, si è suicidato lo scorso 25 settembre nel carcere di Pesaro. E' l'ennesimo caso di tale genere che avviene nelle carceri italiane quest'anno: da inizio 2015 ben 35 detenuti hanno deciso di farla finita, numero che aumenta a 590 se partiamo dal 2005.

Come mai questo giovane di neanche 30 anni ha preso una decisione così estrema? Seconda la Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) per il suo "trascorso importante di tossicodipendente e problemi di natura psichiatrica". Ma questa versione lascia più di un dubbio e molte zone d'ombra.

Eneas era stato arrestato nel 2011 perchè accusato di falsa identità e di resistenza a pubblico ufficiale. Doveva scontare, al massimo, 12 mesi di reclusione; purtroppo sono passati quasi 5 anni dal suo arresto e nessuno sapeva spiegarli il perchè di questo "allungamento".

Eneas doveva trovarsi in un altro luogo per una tale accusa, probabilmente agli arresti domiciliari; d'altronde le leggi esistenti, per questo tipo di reato, prevedono misure cautelari alternative al carcere. Ma, nonostante tutto, il ragazzo si trovava dietro le sbarre di una prigione e nessuno sapeva dirgli con certezza cosa sarebbe stato di lui.

Domani a Roma, si terrà un"iniziativa presso il centro sociale Ex Snia, via Prenestina 173. Si comincia alla 12 con un pranzo sociale per raccogliere fondi da destinare alle spese legali. Alle 15, poi, inizierà un dibattito sulla condizione dei detenuti nelle carceri italiane e sulla violazione dei diritti umani con varie associazioni come ACAD, Antigone e Osservatorio sulla Repressione. L'ingresso è a sottoscrizione libera.

People

Curdi: Roma in piazza per la minoranza etnica

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Non è un periodo facile per i curdi. In Turchia, il premier Erdogan ha assunto sempre più un comportamento autoritario e sta attuando una forte repressione verso la più importante coalizione di questa minoranza etnica, conosciuta come Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), in vista delle elezioni di domenica prossima. Tutto questo perchè il PKK potrebbe essere l'ago della bilancia decisivo per la prossima tornata elettorale. I rapporti tra il popolo curdo e il governo di Ankara non sono mai stati buoni e sono peggiorati ulteriormente, da quando gli estremisti islamici dell'Isis hanno preso il controllo di alcune città della Siria settentrionale.

Da allora i curdi, che hanno anche delle enclave nella stessa Siria, hanno cominciato a combattere costantemente i militanti dell'Isis e a gennaio scorso, sono riusciti a conquistare la città di Kobane caduta sotto controllo dello stato islamico nel settembre del 2014.

Durante la guerra tra i combattenti curdi dell'Unità di Protezione del Popolo (YGP) e la stessa Isis, il governo di Erdogan ha assunto un atteggiamento alquanto ambiguo. Tutti ricordano l'attentato dello scorso 20 luglio a Suruc, città della Turchia meridionale e roccaforte del partito curdo. Non si è mai arrivati ad una verità certa su chi ha compiuto tale strage: il governo di Erdogan subito accusò i militanti dell'Isis ma le perplessità che sia stata la stessa Ankara rimangono eccome.

Vader

L'ambasciatore Usa a Parigi: 'Dobbiamo far male all'Europa. A lungo'


Comment: Articolo scritto da Claudio Messora
Originariamente pubblicato su byoblu.com


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L'ambasciatore americano a Parigi
Per capire cosa stanno cercando di fare, in gran segreto, con il TTIP, e per comprendere a fondo la logica con la quale gli States tentano di colonizzare economicamente il vecchio continente, basta che io vi racconti cosa stanno facendo con gli organismi geneticamente modificati(OGM)

La maggior parte dei consumatori europei si opponeva al consumo di cibo prodotto con i metodi dell'ingegneria genetica. C'era una diffusa resistenza in Germania e non esisteva assolutamente nessuna domanda né dai consumatori né dai produttori per le coltivazioni biotech in Austria. E, malgrado gli sforzi prodotti per sconfiggere le resistenze ungheresi, il pubblico non mostrava alcun segnale di ripensamento sul divieto di consumo del mais geneticamente modificato. Così, il Dipartimento di Stato americano, che ha il compito di coordinare la politica estera statunitense, cui non sfuggiva il peso del giudizio dell'Unione Europea sulla diffusioni di tali tecnologie a livello globale, ha cercato di limitare l'influenza dei punti di vista negativi all'interno della UE sulla biotecnologia.

Tra il 2005 e il 2009, i cablogrammi intercettati da Wikileaks che riguardano il mondo biotech sono cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli che riguardavano altri argomenti.
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© controinformazione.info
Tecnologie Biotech
Ecco cosa scrive Food And Water Watch
"Gli Stati Uniti hanno perseguito aggressivamente politiche estere nel cibo e nell'agricoltura che vanno a beneficio delle grandi multinazionali delle sementi. Il Dipartimento di Stato americano ha lanciato una strategia concertata per promuovere la biotecnologia nell'agricoltura, spesso contro l'opposizione del settore pubblico e dello stesso governo, escludendo alternative più appropriate e più sostenibili. Il Dipartimento di Stato americano ha fatto pressioni sui governi degli altri stati perché adottassero politiche e leggi pro-biotech nell'agricoltura, ha messo in opera una campagna rigorosa di relazioni pubbliche per migliorare l'immagine della biotecnologia e ha sfidato le normative e le protezioni biotecnologiche di buon senso, anche opponendosi alle leggi riguardo all'etichettatura degli alimenti geneticamente modificati".